21 Settembre 2021

Pubblicato il

Villa Maraini, la Regione concede gli arretrati per le cure

di Redazione
Dopo la manifestazione di ieri, raggiunta un'intesa tra Regione e Fondazione

Nella mattinata di giovedì 13 novembre, dopo una manifestazione davanti alla Regione Lazio alla quale hanno partecipato circa 300 persone, Villa Maraini attraverso Massimo Barra, fondatore della stessa, ha raggiunto un’intesa con Alessio D’Amato, coordinatore della cabina di regia della Sanità del Lazio. 

L’accordo prevede che venga aperto un tavolo per la riscrittura del regolamento riguardante i rapporti tra Regione, ASL di competenza e Villa Maraini in materia di cura delle tossicodipendenze. “Si tratta – ha sottolineato Barra – di una svolta importante nell’atteggiamento della Regione che finora non si era neppure sognata di applicare anche nel Lazio la legge nazionale antidroga nella parte che garantisce al drogato la libertà di scegliere il luogo di cura”.

Gli altri due punti dell’accordo riguardano il pagamento degli arretrati dovuti a titolo di rimborso per l'erogazione del metadone per l’anno 2013. Inoltre, e questo è il terzo punto, è stato assicurato il pagamento di tutta la fatturazione relativa al metadone prodotto da Villa Maraini alla ASL RMD fino alo scorso mese di giugno.

Il metadone erogato dai medici di Villa Maraini era infatti non pagato dalla Regione da più di un anno e mezzo, la fondazione della croce rossa aveva tuttavia continuato le terapie con il metadone per tutti i suoi pazienti tossicodipendenti. 

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A seguito di ciò anche il Campidoglio ha convocato il presidente di Villa Maraini Gabriele Mori dal Commissario dell’Agenzia Capitolina per le Tossicodipendenze, la Dottoressa Crozza per la definizione del credito vantato dal Centro nei confronti del Comune di Roma per gli anni 2012, 2013 e 2014.

Dopo tanti morti e mesi di incertezza per il futuro di uno dei centri storici in Italia per la cura dei tossicodipendenti, si comincia a intravedere un po’ di speranza per il futuro, anche se la strada da percorrere è tutt’altro che finita.

 
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