Tv, perché rendere difficile il facile attraverso l’inutile?

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La tv somiglia sempre più ad un grande videogioco. Avete capito bene, un videogioco degli anni ’80 dove tutti coloro che cercavano di dilettarsi nella nuova tecnologia si improvvisavano novelli informatici, salvo poi scoprirsi totalmente sprovveduti.
Questo è ciò a cui ultimamente assistiamo nella maggior parte dei programmi, dove ci si improvvisa esperti di virus nel complicatissimo settore dell’immunologia, oppure ci si sente strateghi di finanza planetaria a tal punto da poter risollevare le sorti dell’intero universo, per poi approdare alla cronaca nera, cercando di fare una sorta di copia e incolla riveduto e corretto dei due grandi e irripetibili programmi del settore: Chi l’ha visto e Quarto grado.Tutto ciò altro non porta che a rendere stucchevole qualsiasi argomento di attualità, in quanto ormai ci si improvvisa esperti in ogni campo, spesso non essendo in possesso delle credenziali, al punto di ripetere all’infinito concetti e argomentazioni. Perché non limitarsi a fare quello che si conosce, senza inoltrarsi in percorsi poco conosciuti e lasciar fare a chi sa fare? Così facendo si rischia di rendere difficile il facile attraverso l’inutile.

di Marco Vittiglio, giornalista e critico televisivo