24 Giugno 2021

Pubblicato il

Tensione al liceo Peano di Roma per la proiezione di Magazzino 18

di Redazione

Lo spettacolo di Cristicchi sulle foibe suscita l'ira dei collettivi che tentano di impedirne la proiezione

“Eravamo convinti che la censura culturale e vecchi schemi ideologici basati sull’odio fossero stati superati, invece siamo qui a raccontare una triste vicenda che sa molto di passato. Quando si parla di Foibe in Italia non tutti i giovani mostrano la stessa maturità”, dichiara uno studente con aria seccata all’uscita di scuola. Dopo aver assistito all’imbrattamento della Casa del Ricordo – dedicata alle vittime dell'esodo istriano, giuliano e dalmata – avvenuto lo scorso 10 Febbraio, con scritte inneggianti ai partigiani jugoslavi (qui le foto), due giorni fa al liceo Peano di Roma è stata messa in atto un’azione di boicottaggio diversa nei modi ma simile negli obiettivi: impedire che la verità storica del nostro Paese venisse mostrata con uno spettacolo teatrale, “Magazzino 18” realizzato dal noto cantautore Simone Cristicchi.

Sono circa le ore 10.00 e al liceo Peano, zona sud di Roma, si sta svolgendo la prima giornata della settimana dello Studente, una settimana all’insegna delle lezioni alternative in cui studenti realizzano attività didattiche diversificate, laboratori teatrali, corsi di grafica o cineforum.

La proiezione dello spettacolo “Magazzino 18” era stata approvata dal Consiglio dell’Istituto, che sembrava aver accolto con entusiasmo il progetto, lo stesso entusiamo che aveva coinvolto gli studenti, incuriositi da un tema poco discusso sui libri di scuola. Ben presto il clima diventa pesante, membri dei collettivi appostati all’ingresso della scuola, formano un picchetto, sono loro a decidere cosa può andare in scena e cosa no: vorrebbero impedire l’ingresso a uno dei relatori, invitato a partecipare al dibattito a fine proiezione. Davanti al divieto divieto di accesso, i relatori cercano di far capire che lo svolgimento dell’iniziativa è stato ampiamente autorizzato dalla preside dell’Istituto e di verificare nel Verbale del Consiglio d’Istituto l’ufficialità del progetto.

Tuttavia su questo punto, è 'giallo'. Infatti, da quanto si apprende, il Verbale è stato redatto senza il punto che attestava l'approvazione del progetto. Inspiegabilmente, quindi, l'appuntamento con la proiezione di "Magazzino 18" risultava non pervenuto negli atti, nonostante la proposta fosse stata avanzata. In questo clima la preside dichiara di non voler prendere alcuna posizione e informa gli organizzatori che il cineforum non si sarebbe svolto. A questo punto la vicenda si sblocca grazie al coraggio di una professoressa, disposta ad assumersi lei stessa la responsabilità dell’iniziativa e della proiezione dello spettacolo.

La replica del Comitato 10 Febbraio è stata molto chiara. "Troviamo assurdo che nelle scuole, luogo di confronto per eccellenza, la storia del nostro Paese non riesca a trovare spazio. Siamo contrari all'introduzione del reato di negazionismo, preferiamo piuttosto instaurare un confronto dialettico con tutti, ma dobbiamo purtroppo constatare che non è sempre possibile. L'unica arma rimasta a disposizione di certi personaggi è la censura, ciò significa che non dispongono più di argomentazioni credibili".

Tra gli organizzatori dell'iniziativa, Emanuele Ranucci, giovane appartenente al Foro 753, ci tiene a sottolineare come tali atteggiamenti di censura mostrino quanto esistano persone che vogliono continuare ad inculcare nei giovani visioni distorte della storia, facendo credere che a finire nelle foibe siano stati 3 o 4 fascisti e che l'esodo giuliano-dalmata sia stato più che altro un viaggio di piacere. "Questi signori si sbagliano di grosso perché ovunque ci sarà una strada da battere per giungere alla verità, noi ci saremo".

*La redazione di Romait rettifica in merito al passaggio: "La proiezione dello spettacolo “Magazzino 18” era stata approvata dal Consiglio dell’Istituto". Il progetto era in realtà stato sottoposto solo all'attenzione della preside, che aveva comunque accolto con favore la proposta, salvo poi mancata approvazione, perché – stando a quanto abbiamo appreso – inspiegabilmente l'atto in Consiglio di Istituto non è mai arrivato, nonostante la proposta scritta fosse stata redatta e l'iter per la presentazione avviato. L'errore nella trascrizione è stato dovuto ad un'incomprensione con alcuni studenti, i quali avevano presentato la richiesta, e ci avevano riferito erroneamente che il progetto era stato approvato, facendo fede sull'entusiamo che la proposta aveva suscitato e su un apparente accordo, tanto che sembrava addirittura essere stata stabilita l'aula per la proiezione. Tuttavia, il Verbale non presentava la documentazione relativa alla proiezione del film non più pervenuta, la quale poi è stata possibile grazie all'aiuto di una professoressa. Abbiamo pertanto, come già era nostra intenzione, provveduto a contattare la dirigente dell'Istituto per conoscere la sua versione dei fatti. Questo qui pro quo non altera i fatti della mattina, quando si sono verificate delle tensioni per impedire la proiezione dello spettacolo di Simone Cristicchi nonché l'accesso al relatore dell'iniziativa.

 
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