24 Luglio 2021

Pubblicato il

Roma strizza l’occhio a Duchamp

di Redazione

Il degrado brulica d'arte "incompresa"

A Roma l'arte è cambiata anche se il Colosseo non si è mosso e il Cupolone ancora irraggia della sua solenne santità. Ce ne rendiamo conto solo osservando alcuni fenomeni come farebbe Sgarbi, aguzzando spirito critico e irriverenza, virtù capaci di afferrare e intendere i nuovi linguaggi della realtà.

Sono i collassanti spaccati sociali della Capitale a raccontarsi in nuovi modi, come quelli da cui proviene l’uomo senza fissa dimora che ieri si è esibito in un bidet live all’aperto, con vista Palazzo delle Esposizioni, vittimizzando un nasone. Il pubblico, diviso a metà, tra disgusto e divertimento.

La performance in questione, solo una tra le tante di cui si può fruire aggirandosi per l’Urbe, sembra strizzare l’occhio al compianto Marcel Duchamp, scomparso da oltre un secolo, e alla rifunzionalizzazione artistica dettata dal ready-made. Tramite la rifunzionalizzazione, ovvero il posizionamento dell’oggetto in una situazione diversa da quella di utilizzo, è possibile fare di questo un’opera d’arte. Si pensi quindi alla latrina capovolta che l’artista intitolerà “Fontana”.

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Ecco, ripensando all’uomo del bidet, così come Duchamp, costui ha esplicitamente rifunzionalizzato un segmento di città facendone il suo bagno. Roma è un cesso, il sotto testo, artisticamente parlando… S’intende…

 
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