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Rifiuti. Ama sta cercando vie d’uscita ma da lunedì presenza cumuli sulle strade

La chiusura della discarica di Colleferro rappresenta il nuvolone nero che sta per scaricare sui marciapiedi di Roma sacchetti di pattume che Ama non riuscirà a raccogliere

L'emergenza rifiuti è di nuovo alle porte. Come una perturbazione metereologica attesa, ecco che con precisione quasi chirurgica è possibile stabilire che già dall'inizio della prossima settimana Roma tornerà ad essere arredata da cumuli di immondizia attorno ai cassonetti.

La chiusura della discarica di Colleferro, almeno per due settimane, rappresenta il nuvolone nero che sta per scaricare sui marciapiedi della città sacchetti di pattume che Ama non riuscirà a raccogliere. Perché? Il motivo, come accade da diversi anni a questa parte va ricondotto alla totale assenza di impianti, per la gestione del ciclo dei rifiuti indifferenziati raccolti, di cui la municipalizzata capitolina ha bisogno perché non se ne è dotata in passato.

In particolare la discarica. Senza questo impianto i tmb non possono lavorare i rifiuti raccolti perché dovrebbero stoccare nei loro piazzali (nelle quantità e nei casi autorizzati) tutti gli scarti e la fos (che rappresentano piu' del 50% dei rifiuti in uscita dal trattamento) generati dal processo di lavorazione e quindi di fatto intasandosi.

Ama sta cercando degli sbocchi alternativi contattando i propri fornitori storici ma, secondo quanto apprende l'agenzia Dire, a parte qualche piccola disponibilità aggiuntiva da parte delle discariche di Roccasecca e Civitavecchia la situazione è da allarme rosso. Del resto lo stesso Au dell'azienda, Stefano Zaghis, aveva annunciato che "Roma da ieri è in emergenza".

Di fatto comincerà a esserlo dalla prossima settimana. Già da lunedì, quando saranno esauriti gli ultimi spazi disponibili nella stazione di trasferenza di Rocca Cencia, la raccolta andrà inevitabilmente in affanno e cominceranno a comparire i primi cumuli di sacchetti, che aumenteranno se l'azienda, che continua a chiedere l'aiuto della Regione, non troverà alternative alla discarica di Colleferro.

Il punto di non ritorno sarebbe un'eventuale decretazione dello stato di emergenza igienico-sanitaria nella città per la mancata raccolta dei rifiuti. In questo caso nemmeno il commissariamento della gestione dei rifiuti di Roma diventerebbe un atto dovuto. (Mtr/Dire) 

 

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