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25 Maggio 2022

Pubblicato il

Papa Francesco: “La guerra minaccia il mondo intero e interpella la coscienza di ogni cristiano”

di Lorenzo Villanetti
"Dobbiamo chiederci cosa hanno fatto e cosa possono fare le Chiese per contribuire allo sviluppo di una comunità mondiale", spiega il Papa
Papa Francesco
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Come riportato da Ansa.it, Papa Francesco, nel corso dell’udienza alla plenaria del Pontificio Consiglio per l’unità dei Cristiani, è tornato a parlare della guerra che si sta ancora combattendo in Ucraina. Per il pontefice, il conflitto “minaccia il mondo intero e non può non interpellare la coscienza di ogni cristiano e di ciascuna Chiesa”.

Papa Francesco
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“Prima ancora che l’emergenza sanitaria finisse, il mondo intero si è trovato ad affrontare una nuova tragica sfida, la guerra attualmente in corso in Ucraina“, spiega Francesco. “Dopo la fine della Seconda guerra mondiale non sono mai mancate guerre regionali. Tanto che io ho spesso parlato di una terza guerra mondiale a pezzetti, sparsa un po’ ovunque”.

Papa Francesco: “La guerra in Ucraina minaccia il mondo intero”

“Tuttavia, questa guerra, crudele e insensata come ogni guerra, ha una dimensione maggiore. Minaccia il mondo intero, e non può non interpellare la coscienza di ogni cristiano e di ciascuna Chiesa”. Sulle guerre “regionali”, il pontefice ha aggiunto: “Pensiamo al Ruanda, per esempio, 25 anni fa, per dirne una. Ma pensiamo al Myanmar. Ma sono lontane, noi non le vediamo, Quella di oggi è prossima e ci fa reagire.

Dobbiamo chiederci cosa hanno fatto e cosa possono fare le Chiese per contribuire allo sviluppo di una comunità mondiale, capace di realizzare la fraternità a partire da popoli e nazioni che vivano l’amicizia sociale. È una domanda a cui dobbiamo pensare insieme”.

“Ignorare le divisioni tra i cristiani significa tollerare inquinamento dei cuori che rende fertile il terreno per i conflitti”

“Nel secolo scorso, la consapevolezza che lo scandalo della divisione dei cristiani avesse un peso storico nel generare il male che ha avvelenato il mondo di lutti e ingiustizie aveva mosso le comunità credenti, sotto la guida dello Spirito Santo, a desiderare l’unità per cui il Signore ha pregato e ha dato la vita. Oggi, di fronte alla barbarie della guerra, questo anelito all’unità va nuovamente alimentato.

Ignorare le divisioni tra i cristiani, per abitudine o per rassegnazione, significa tollerare quell’inquinamento dei cuori che rende fertile il terreno per i conflitti. L’annuncio del vangelo della pace, quel vangelo che disarma i cuori prima ancora che gli eserciti, sarà più credibile solo se annunciato da cristiani finalmente riconciliati in Gesù, Principe della pace. Cristiani animati dal suo messaggio di amore e fraternità universale, che travalica i confini della propria comunità e della propria nazione“.

 

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