21 Settembre 2021

Pubblicato il

La versione di Cesare

Nell’Italia dello Sport vince chi lo merita ma nel Paese vincono furbi e parassiti

di Redazione
Quasi sempre i Santi in Paradiso fanno la differenza. In Italia c'è un falso concetto di egualitarismo che lo sport smentisce platealmente
tamberi e jacobs festeggiano la vittoria di due ori in successione a tokyo 2020
Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi festeggiano i rispettivi ori olimpici nei 100 m e nel salto in alto a Tokyo 2020

Un esempio emblematico arriva dal mondo dello sport dove vincono i migliori. Le federazioni sportive nazionali puntano sulle eccellenze e con gli enormi sacrifici degli atleti ottengono risultati strepitosi. La fatica e la disciplina sono alla base del successo, vince chi lo merita.

Vincono i furbi e i parassiti

Esattamente il contrario di quello che accade nel Paese Italia dove primeggiano i furbi, i parassiti e coloro che non hanno il curriculum con un profilo di riguardo. Nella politica, nella pubblica amministrazione e in tutto il comparto pubblico torme di persone prive di competenza, professionalità e senza alcun merito, occupano ruoli primari.

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Mentre tanti altri cittadini pur in presenza di requisiti eccellenti in Italia non trovano un minimo di soddisfazione e spesso espatriano all’estero per ottenere i giusti e meritati riconoscimenti. Quasi sempre i Santi in Paradiso fanno la differenza. In Italia si è affermato un falso concetto di egualitarismo che lo sport smentisce platealmente. Se lo sport avesse applicato la regola pentastellata “che uno vale uno“, sicuramente gli atleti italiani non avrebbero ottenuto questi invidiabili successi in quasi tutte le discipline sportive.

Popolo di ipocriti e di invertebrati almeno quando vi recate alle urne cercate di votare il migliore ed evitate di attribuire il consenso solo e soltanto per una logica errata di appartenenza al partito o ad un movimento e spesso per votare contro un sistema. La politica non può essere interpretata come se vi trovaste allo stadio, dove vince sempre la squadra del cuore e se dovesse perdere la colpa è dell’arbitro.

Cesare Giubbi

 
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