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18 Settembre 2020

Pubblicato il

La prima foto del DNA, una tappa fondamentale ed entusiasmante

di Redazione

La foto venne scattata nel 1952 ma segnò una sferzata nel mondo scientifico ed è tuttora considerata la foto più preziosa della storia

Ad aprile di quest'anno è  stata scattata una foto sensazionale che riprendeva il perimetro di un buco nero, oggetto cosmico complesso e impossibile da riprendere direttamente. Anche questa foto però non scherza…sembra il fotogramma onirico di un film anni '70, o un gioco ottico sbiadito, un'istantanea sfocata forse venuta fuori per errore, ma non certo un momento di svolta per le scienze della vita.

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Un nome misterioso

Si tratta della prima foto di un filamento genetico, insomma di una sezione di DNA. L'immagine chiamata “Foto 51” è considerata la fotografia scientificamente più rilevante di tutti i tempi, perché grazie a essa è stata confermata la struttura elicoidale del DNA. La scoperta definitiva ha permesso studi in campo biologico, medico e chimico aprendo possibilità teoriche e sperimentali mai pensate prima. La foto è stata fondamentale, ad esempio, per capire in che modo le caratteristiche del codice genetico passino dai genitori ai figli. Lo scatto a raggi X, è stato compiuto nel 1952 da uno studente, allievo della biochimica Rosalind Franklin. La stuudiosa era consapevole di cosa cercava e forse anche di che portata avesse, ma la sua scoperta non fu valorizzata abbastanza dalla comunità scientifica a lei contemporanea.

La foto italiana del 2012

L'evento fu straordinario, ma si trattava ancora di un'immagine “impressa”, una sorta di ricostruzione grafica che non ci faceva vedere direttamente il DNA. La prima vera foto, senza intermediari tecnici per così dire, è del 2012 ed è merito di un gruppo di ricercatori dell'istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

E così dalle immensità siderali alle eliche microscopiche dei nostri geni, la scienza procede per ipotesi e tentativi, individuali e poi collettivi, che restano condivisi in un album di preziosissimi ricordi.

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