12 Maggio 2021

Pubblicato il

La Cristoforo Colombo sotto assedio

di Redazione

La denuncia del Consigliere Alessandro Onorato (Lista Marchini)

Il consigliere di Roma Capitale, Alessandro Onorato (Lista Marchini), denuncia, tramite il suo profilo Facebook, l’invasione, da parte di alcuni ciclisti, della Cristoforo Colombo.

Ennesima dimostrazione di forza da parte dei cittadini di Roma. Ora tocca agli amanti delle biciclette tenere sotto scacco, senza neppure specificare il motivo della loro azione, la Città Eterna.

Siccome riteniamo che le parole del consigliere parlino chiaro, ecco la versione integrale dell’accorato appello fatto da quest’ultimo al Prefetto di Roma Capitale, Giuseppe Pecoraro.

Migliaia di biciclette questa mattina hanno bloccato la Cristoforo Colombo invadendo tutte le carreggiate, impedendo la circolazione e l'attraversamento delle intersezioni. Impossibile il passaggio anche alle ambulanze. Segnali stradali ignorati e semafori non rispettati dalle bici hanno generato il caos. Da Roma fino a Ostia, migliaia di automobilisti sono stati sequestrati, insultati e sbeffeggiati dall'orda di ciclisti solo perché colpevoli di possedere una macchina. Dov'è il sindaco di Roma? Perché nessuno vigila sulla città? A questo punto intervenga il Prefetto!
Roma ormai è la capitale dell'illegalità: chiunque si permette di fare ciò che vuole, mentre chi rispetta le regole non viene tutelato da nessuno. Non si capisce nemmeno se i manifestanti vogliano protestare contro la mancanza di percorsi ciclabili o creare solo disagio ai cittadini. Perché non se la prendono con il sindaco ciclista ma si accaniscono contro la gente comune che così non riesce a raggiungere casa, il lavoro o anche semplicemente il mare? Manifestare è un diritto. Violare la libertà altrui è un sopruso che qualcuno dovrebbe perseguire”.

Ora non ci rimane che riflettere se una città come Roma possa essere paralizzata, per l’ennesima volta, con cosi estrema semplicità, da parte di manifestanti che non sono neppure stati autorizzati a protestare. Le istituzioni battano un colpo.

 
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