Prima pagina » Cronaca » Roma, incidente Boccea: i familiari della vittima: “Vogliamo giustizia”

Roma, incidente Boccea: i familiari della vittima: “Vogliamo giustizia”

Così la famiglia di Corazon Abordo, la filippina investita e uccisa dai Rom a Boccea, dopo la cattura dei fuggitivi

È di questa mattina la notizia della cattura dei due Rom, colpevoli, insieme alla 17enne già arrestata all’indomani dell’incidente, di aver travolto e ucciso una donna, la filippina Corazon Abordo, e di aver ferito altri 8 passanti, in zona Boccea, perché in fuga dopo non aver rispettato l’alt intimato dalla Polizia.

Nei giorni scorsi tutti i campi rom erano presidiati dalle Forze dell’Ordine, alla ricerca dei due fuggitivi. Un tentativo di depistaggio delle indagini e delle ricerche si era registrato da parte di uno dei due – 17 e 19 anni – che aveva dichiarato al Tg5 di essere stato lui ad aver commesso l’incidente sfociato in tragedia. La sua testimonianza, però, non aveva convinto gli inquirenti, che hanno proseguito nelle ricerche.

“Meno male che li hanno catturati. Ma non finisce qui. Vogliamo giustizia”. Con queste parole i familiari di Corazon Abordo commentano la notizia della cattura dei due rom, trovati nel quartiere romano della Massimina. “Il governo e il sindaco devono fare qualcosa per la sicurezza di tutti i cittadini”, aggiungono. Nel frattempo il sindaco di Roma Ignazio Marino ha confermato la volontà del Campidoglio di costituirsi parte civile; il Comune, inoltre, pagherà i funerali e il rimpatrio della salma


“Stamattina sono andato al campo dove vivevano i ragazzi perché li volevo abbracciare e fargli sentire che sono umano e non provo odio nei loro confronti”, avrebbe poi aggiunto il fratello di Corazon Abordo, che avrebbe anche spiegato, secondo quanto riferisce ANSA, di voler “parlare con la madre e la famiglia dei due giovani”, che però non lo avrebbero “fatto entrare”. “Ringrazio Dio perché sento queste cose: il dolore c’è ma poi passerà con l’aiuto del Signore. Bisogna credere che Dio ci sta accanto”, avrebbe poi concluso.

“Maledetto quel giorno in cui mio padre si è sentito male e ha chiesto ai miei fratelli di accompagnarlo in ospedale. Avrebbero dovuto chiamare un’ambulanza e ora non sarebbe successo nulla”. Queste invece sarebbero le parole pronunciate dalla sorella di uno dei due Rom catturati questa mattina dalla Polizia. A riferire le sue dichiarazioni, ancora una volta è ANSA. Secondo la sua testimonianza, quindi, anche il padre di uno dei ragazzi – lo stesso che nei giorni scorsi aveva dichiarato al Tg5 di essere stato lui a commettere l’incidente – era a bordo dell’auto. “Mi chiedo come gli sia venuto in mente di far guidare il figlio minorenne nella corsa in ospedale. Lui non sapeva guidare bene, non sapeva quello che stava facendo”, avrebbe concluso la ragazza.

Lascia un commento