Incendio TMB Salario. Quanta paura dobbiamo avere, della diossina?

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Sono tecnici. Sono cauti su tutto. Forniscono i dati ma non li commentano, oppure si limitano all’essenziale. Ossia al bisogno di tenere d’occhio gli sviluppi nei giorni successivi. Da un lato riconoscono quello che è impossibile negare, ossia le cifre relative all’impennata della diossina e di altri fattori inquinanti a causa dell’incendio al Tmb Salario. Dall’altro non si pronunciano sulle conseguenze sanitarie.

Dice Marco Lupo, il direttore dell’Arpa (Azienda regionale per la protezione ambientale): la centralina posta a 50 metri dal Tmb ha rilevato una concentrazione di diossina  “pari a 0,7 picogrammi per metro cubo, dunque maggiore rispetto al limite in ambienti urbani previsto di 0,1”. A una lettura veloce il rapporto tra i due livelli potrebbe sfuggire, quindi lo sottolineiamo noi: 0,7 contro 0,1 è sette volte tanto. Dove lo 0,1 non è un valore irrilevante, ma la soglia massima in condizioni ‘normali’.

La diossina c’è. Ma l’Arpa si rimette alla Asl

Aggiunge Lupo: “Non parlerei di danno ambientale, ora gli effetti sulla salute li dovranno stabilire gli enti competenti”. E rispetto all’ipotesi di un’emergenza sanitaria se la cava così: “Non sono un medico, è la Asl che deve esprimersi. Ciò che posso dire è che quest’ultimo dato sugli oli nei macchinari che sono bruciati, e che probabilmente hanno determinato il fumo nero, è da monitorare attentamente, anche più degli altri”.

È un tecnico. Tecnicamente non gli si può rimproverare nulla. Forse, anzi, lo si potrebbe lodare per il fatto che non si lanci in valutazioni che eccedono le sue competenze e il suo ruolo.

Tuttavia, per noi cittadini – e innanzitutto per quelli che abitano nelle zone più vicine al luogo del disastro – lo stesso distacco è impossibile. Noi vogliamo saperlo in maniera chiara e tempestiva, se la diossina avrà un impatto sulla nostra salute.

Prima di ritrovarci, tra chissà quanti anni, a fare parte di una statistica sull’incremento dei tumori o di altre gravi patologie che fu causato ‘da quel rogo che ci fu tanto tempo fa, nel dicembre del 2018, a Roma”.