Francesco Storace (La Destra): “Quando il popolo dice no è no”

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Quando il popolo dice di no, è no. È evidente il responso dei romani alla nostra proposta amministrativa per la città. Recriminare non serve: è così e basta e ce lo teniamo".

Lo scrive Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. "Per quanto mi riguarda non ci sarà un girone di ritorno. Le elezioni se le farà qualcun altro, io ho dato e avuto, processi compresi. La politica continua a piacermi, ma senza il consenso dei cittadini è inutile illudersi. La si può fare sostenendo anche progetti altrui, senza per questo doversi candidare a tutti i costi. Non è bastato neanche il valore della dignità: Giorgia Meloni ha preferito un silenzio ostile al nostro sostegno alla sua corsa per il Campidoglio, meglio qualche arnese della vecchia partitocrazia a noi, che pur veniamo dalla stessa scuola.

Il risultato la premia, in coerenza con i tempi che viviamo. E dalla sua bocca – afferma Storace su Il Giornale d''Italia – non è uscita neppure una parola di gioia per la mia assoluzione contro Napolitano, tanto è faziosa. Le ho ascoltate persino da esponenti di sinistra, ma lei no.

Noi sicuramente paghiamo l'alleanza sbagliata, ma intanto un sacco di gente continua a non votare: manca una proposta politica. Del resto, il movimento della Meloni – e non lo scrivo con gioia – si ferma ai confini del Lazio. Le percentuali raccolte a Milano, Torino, Bologna, Napoli sono davvero basse, addirittura inferiori a quelle che raccolse La Destra nel suo esordio alle elezioni politiche del 2008.

Manca il messaggio ampio e arioso della destra nazionale e Fratelli d'Italia lo riserva solo a sé, non rendendosi conto che la pretesa egemonica di rappresentare il tutto è insensata, visti i numeri elettorali. Io sono un uomo orgogliosamente di destra, auguro alla Meloni ogni successo, ma la strada che percorre è senza uscita. Alla fine del tunnel troverà in testa al convoglio Matteo Salvini, che col 2,7 raggranellato a Roma – poco per le sue ambizioni, qualcosa se si pensa a quello che è stato il rapporto tra la Lega e la Capitale negli anni scorsi – ha deciso che cosa fare e disfare nella Città eterna.

Non ho bisogno di candidature per fare politica, ma di libertà per dire e scrivere quello che penso. Se la Meloni vuole essere leader – conclude Storace – deve accantonare rancori e veti; altrimenti resterà solo una meteora di questi tempi grigi che travolgono tutte le identità. Ci pensi prima che sia troppo tardi".