09 Marzo 2021

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Ex Cartiera Latina “Kokeshi Rebel Fest 2015”

di Redazione

Le kokeshi こけし sono le celebri bambole giapponesi in legno risalenti al periodo Edo (1600-1868). Sembra addirittura che proprio dalle kokeshi siano derivate anche le matrioske russe

Tradizione e trasgressione, yin e yang, cultura e folclore, leggende e realtà. Sarà un’immersione totale nell’arte e nella cultura giapponese, con la partecipazione di più di 75 artisti nazionali e internazionali. E’ il “Kokeshi Rebel Fest 2015”, in scena il 3 e 4 ottobre negli spazi dell’Ex Cartiera Latina (via Appia Antica, 42), ideato, organizzato e diretto artisticamente dalla maestra di fashion bondage Isabella Corda, in arte “DolcissimaBastarda”, e dall’orientalista ed esperta di cultura giapponese Anna Livia Carella. Un festival ribelle e insolito per sognare e vivere il paese del Sol Levante, a cura di Veronica D’Auria, Ottavia Starace, Eleonora Furlani e Francesca Taglieri.

Cerimonia del thè, origami, ikebana, arti marziali, spettacoli di musica tradizionale con i taiko, il koto e lo e lo shiamisen. E ancora, kinbaku o shibari, antica forma artistica di legatura giapponese. Spettacoli di danza butoh e videoproiezioni. Esposizioni di dipinti, fotografie, installazioni e performance. Conferenze sullo shunga, il teatro No e sull’arte del tatuaggio giapponese con i lavori di tatuatori e nazionali e internazionali. Il Kokeshi Rebel Fest 2015 è una manifestazione unica in Italia e non solo, giunta alla sua seconda edizione che vuole raccontare la passione per l’ampio Universo della Cultura e delle Arti giapponesi vista da un doppio angolo visuale, quello occidentale e quello orientale. Strutturato come un concorso che sfocia in un Festival dà voce a tutte le espressioni d’arte: sia quelle tradizionali e conosciute, sia quelle anticonvenzionali e bandite dalle Accademie. Dopo il felice esordio 2014 dedicato alle Visioni al femminile, la kermesse vuole approfondire il concetto tanto caro alla cultura orientale: Yin Yang, ovvero L’armonia degli opposti. L’armonia, infatti, è alla base del concetto filosofico prima cinese e poi giapponese, dello yin eyang, ovvero delle due polarità complementari, dove una parte può essere compresa solo in relazione al tutto. Yin e Yang si creano a vicenda, possono essere distinti l’uno dall’altro ma non separabili, emblema di un’armonia dinamica su cui si basa la visione orientale della vita, dell’arte e dell’estetica. Più ed oltre ad una teoria di contrapposizione degli opposti, quella dello yin e dello yangè un pensiero che teorizza come l’insieme vada oltre il dualismoYin Yang sono dunque il maschile e il femminile, il bianco e il nero, il caldo e il freddo, l’azione e il riposo, il pieno e il vuoto, due entità che si compenetrano e dipendono l’uno dall’altro in un continuo movimento armonico restituendo una cosa in più: il tutto.

La sezione dedicata agli artisti del tatuaggio si incentrerà invece sul tema della paura e del mostruoso, Yokai, Bakemono e Oni,ovvero creature del soprannaturale, abitano i boschi umidi e le montagne impervie, gli anfratti bui delle case e le soffitte, i sogni e gli stati d’animo. Si mescolano nel quotidiano, negli oggetti di uso comune; provocatori, a volte divertenti, spesso vendicativi, temuti, rispettati. Chi non è in armonia con ciò che ci circonda, chi ha malignità del cuore non li vedrà mai.

Le kokeshi こけし sono le celebri bambole giapponesi in legno risalenti al periodo Edo (1600-1868). Sembra addirittura che proprio dalle kokeshi siano derivate anche le matrioske russe. Nella cultura giapponese l’arte di creare bambole in legno ha origini antiche che si sono tramandate negli anni di generazione in generazione. Tradizionalmente gli artigiani le realizzavano levigando più volte il legno di ciliegio o di mizuki, intagliandolo e infine dipingendolo a mano con estrema attenzione ai dettagli. Le loro peculiarità sono di essere in kimono tradizionale e molto stilizzate. Pochi e delicati tratti per suggerire l’espressione del viso che tradizionalmente è sommesso, enigmatico e delicato, espressione di compostezza e femminilità; come corpo hanno una sfera per la testa e un ovale più o meno allungato per il dorso, senza né braccia né gambe. Secondo la tradizione era idea diffusa che il mizuki (l’albero dell’acqua) avesse delle proprietà ignifughe per cui le kokeshi erano considerate protettrici dagli incendi e in senso più generale bambole porta fortuna. Oggi sono molto diffuse come souvenir per i turisti ma sono anche spesso utilizzate come doni per una nascita o per un compleanno o per qualsiasi ricorrenza come oggetti di buon auspicio. Rebel Kokeshi esprime perfettamente lo spirito del festival: il racconto di un Giappone tradizionale (le bambole kokeshi) e di uno totalmente anticonvenzionale (Rebel).

Veramente numerosi gli artisti che parteciperanno a questa edizione 2015. Per la sezione performance, conferenze e laboratori saranno presenti: Alessandra Cali, Anna Livia Carella Antonio Biondi, Carlo Cocorullo, Fabio Massimo Fioravanti, Fulvio Favagnone, Giada Berenato, Inanna Trillis, La Quarta Corda, Marco Milone, Nilde Mastrosimone, Zoukizy Redroom, Piera Liotta & Chiemi, Rita Superbi, Sara Fargnoli, Silvia Stucky, Simona Sanzò & Maurizio Castè, Sylvia DiIanni, Tiziana Cesarini, Scuola Sogetsu Italia. Saranno protagonisti per la sezione esposizioni (pittura, olio, inchiostro e tecnica mista): Cecilia De Lucia, Cristiano Quagliozzi, Flavia Dodi, Francesco Masci, Gerlanda Di Francia, Giampaolo Atzeni, Ilaria Novelli, Maria Chiara Gianolla, Mariarita Renatti, Max Ferrigno, Milena Scardigno, Shanti Ranchetti, Valentina Campagni, Valeria Perversi, Vincenzo Russo. Autori delle installazioni saranno invece: Alessio Guano, Leonardo Fiuto Cannistrà, Carmela Cosco, Eligia Gentilucci, EPVS, Giada Wood, Isabella Corda, Isabella D’Amato, Luisa Contarello.

La sezione delle videoproiezioni vedrà i lavori di: Claudia Garrocini, Daniele Casolino, Hirotsugu Aisu, Ivan Gasbarrini, Kinoko Hajime, Lino Strangis, Piero Chiariello, Rick Niebe, Valeria Del Vacchio. Mentre per la fotografia avremo: Daniele Cruciani, Fabio Massimo Fioravanti, Fabiola Sbano, Lara Cetta, Marco Casolino, Nino Barletta, Simone Ladisa, Viviana Mauriello.

Importantissima anche la sezione dedicata all’arte del tatuaggio che si incentrerà sul tema “Yokai, bakemono e Oni” e che vedrà fra i protagonisti: Anita Rossi, Namaste tattoo Studio, Torino; Anna Sandberg – Stockholm Classic Tattoo Stoccolma, Svezia; Cecco -Mad Ink Tattoo, Milano Milano; Cecilia Hateful – Roma; Filip – Satattoo, Nettuno (RM); Sailor Yokes – Clean Ink Tattoo, Roma; Horidome  – SorryMama, Pomezia (RM); La Ceci  – Sacred Rose – Albany California; Lady Venom – Black Venom Tattoo Studio, Roma; Manekystefy -Adrenalink Tattoo, Marghera; Mara Moon  – Till Death Tattoo, Roma; MarlenMckey – BetoBeto Tattoo Studio Roma; Pretzel – Roma; Sonya Cristallo – Ardea (RM); Viviana Bellanza – LunaPark Tattoo , Genzano (RM); Ylenia Curotti  – PmP Tattoo  Cortemaggiore.

Un mondo raccontato dai diretti protagonisti così come dagli appassionati, proposto e sognato, narrato e rivissuto. Comunque scandagliato nel profondo e reso vivo e vissuto grazie alla magia della passione che ci restituisce un Giappone a tutto tondo, reale, vivo. Patria di leggende di cui sono intrise tutte le arti, il folclore, le regole, ma anche la “subcultura”, le arti bandite ma tollerate, i contenuti nascosti dietro la forma; della tradizione, del conformismo ma anche del loro esatto contrario. Fra le specialità ammesse, ricordiamo: la sezione Performance con le arti tradizionali e le arti dalla subcultura, le danze tradizionali e moderne, il Taiko (tamburi tradizionali giapponesi), le Cerimonie tradizionali, il kinbaku/shibari (arte delle legature giapponesi) la Musica; le opere con i lavori di pittura, fotografia, scultura e lavorazioni su vari materiali (materiali plastici, cartapesta etc), le installazioni, le video proiezioni, le creazioni sartoriali, le opere pittoriche di artisti del tatuaggio che quest’anno affronteranno il tema della paura in Giappone raffigurando yokai, bakemono e oni. Il Festival prevede le seguenti sezioni: Esposizioni di dipinti a tema yin-yang, Esposizioni di dipinti a tema Giappone, Esposizioni di fotografie (stessi temi), Video proiezioni, Esposizioni di tavole pittoriche ad opera di artisti del tatuaggio, Performance di artisti che proporranno la loro visione del Giappone e del tema del festival (yin-yang), Ikebana, Cerimonia del te, Shodo, Arti marziali, Performance di taiko. Sono inoltre previste conferenze e dibattiti.

Direzione Artistica di Isabella “Corda” in arte “DolcissimaBastarda”, bondager, rope stylist, organizzatrice di eventi. Nasce in ambienti a sfondo fetish e la sua specialità sono le corde, le antiche legature giapponesi kinbaku che lei però ha interpretato e trasformato in un personalissimofashion bondage trovando alternative alla tradizione giapponese ortodossa tramite una decisa rimescolanza di generi e stili. Fra le sue performance più importanti, annoveriamo la partecipazione al TEN di Roma in collaborazione con Francesca Fini; gli interventi in varie edizioni del Ladyfest; l’Interiora Horror Fest; il London Fetish Weekend; l’evento Alone in the dark 2 e la curatela artistica del festival Accordamenti, ormai giunto alla terza edizione, sorto dalla collaborazione di numerosi artisti dell’entourage romano. Fra gli studiosi che si sono occupati concettualmente del lavoro di Isabella Corda/DolcissimaBastarda, occorre ricordare l’antropologa Desirèe Pangerc (all’interno del saggio Prigionia e liberazione del corpo: analisi antropologica di un tabù del XXI secolo, contenuto ne Il volo dell’Angelo – Pensare per immagini, a cura di Ferdinando Testa, Bonanno Editore 2011) e Vitaldo Conte (che dedica all’artista diverse pagine all’interno del suo volume Pulsional Gender Art, Avanguardia 21 Edizioni, 2011). 

Anna Livia Carella, orientalista ed esperta culturale sul Giappone, scrittrice, insegnante di lingue, shiatsuka, mediatrice culturale. Si è laureata con il massimo dei voti più lode in Lingua e Letteratura Giapponese e Inglese. Ha approfondito i suoi studi all’estero dove ha lavorato e vissuto per lunghi periodi. Soprattutto è stata in Giappone dove ha studiato a fondo la cultura, la storia, l’arte del Sol Levante e dove torna appena ne ha tempo e possibilità. Ha al suo attivo diversi articoli sull’arte, la cultura nipponica e tiene conferenze sull’Oriente (tra cui presso Festival dell’Oriente di Carrara e di Roma, Vintage festival di Padova, Tattoo convention di Milano). Autrice del libro sullo irezumi (il tatuaggio tradizionale giapponese) dal titolo: Il Fuoco sulla Pelle, l’Arte del Tatuaggio Tradizionale Giapponese, pubblicato dalla Castelvecchi Editore nel 2011. Insegna lingua e cultura giapponese e lingua e letteratura inglese; si occupa di comunicazione e content manager per un centro olistico; organizza eventi sull’Oriente; si sta specializzando nella tecnica giapponese dello shiatsu. Seguendo le caratteristiche innate della sua anima, non smette mai di studiare, approfondire, ricercare.

 

 
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