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29 Settembre 2020

Pubblicato il

Roma, da Giunta priorità sgombero a immobili per usi non socio – culturali

di Redazione

"Così da privilegiare la riacquisizione di immobili utilizzati da movimenti e partiti politici o da organismi che svolgono attività puramente commerciali"

Dare priorità all’esecuzione degli sgomberi degli immobili in concessione, attualmente privi di regolare autorizzazione, gestiti da soggetti che non svolgono attività di rilievo prevalentemente socio-culturale. Così da privilegiare la riacquisizione di quelli utilizzati da movimenti e partiti politici o da organismi che svolgono attività puramente commerciali. E’ quanto prevede la delibera approvata mercoledì dalla Giunta Capitolina, a integrazione della precedente delibera 140/2015 sulle “Linee guida per il riordino del patrimonio indisponibile in concessione”.

Il provvedimento è stato adottato in ragione dell’effettiva sostenibilità organizzativa degli interventi di rilascio degli immobili, che spesso comportano importanti ricadute di rilievo sociale e di ordine pubblico. Pertanto, si stabilisce che l’esecuzione degli atti di sgombero, oltre a rispettare le suddette priorità, debba essere concertata tra Dipartimento Patrimonio e strutture interessate a seguito di mirate azioni di verifica sulle attività concretamente svolte all’interno degli edifici di proprietà comunale.

Inoltre, la Giunta ha deliberato di dare impulso a ogni intervento finalizzato a una rapida approvazione, da parte dell’Assemblea Capitolina, del nuovo Regolamento sulle concessioni del patrimonio demaniale e indisponibile, che porterà anche un beneficio per le casse del Campidoglio.

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“In attesa del nuovo Regolamento, che ripristinerà la legalità assegnando gli immobili con procedure a evidenza pubblica, bisogna evitare che venga compromessa l’esistenza di associazioni che svolgono funzioni di interesse pubblico in ausilio a quelle istituzionali dell’amministrazione capitolina – spiega l’assessore al Bilancio e Patrimonio di Roma Capitale, Andrea Mazzillo- L’obbligo di procedere alla riacquisizione dei beni va dunque riconsiderato alla luce delle esigenze di tutela delle attività socio-culturali svolte al loro interno: posto che gli sgomberi non possono essere realizzati tutti contestualmente, decidiamo di dare priorità al rilascio degli immobili utilizzati da partiti e movimenti politici, che già godono dei contributi pubblici, o da chi svolge attività meramente commerciali”.

Il presupposto dell’atto della Giunta è infatti quello di recuperare la disponibilità degli immobili attualmente utilizzati senza un titolo valido o i cui concessionari risultino morosi, come prevede la stessa delibera 140/2015 e come ha disposto la magistratura contabile imponendo all’amministrazione di richiedere anche il pagamento dei canoni d’uso pregressi.

 
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