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06 Dicembre 2020

Pubblicato il

Elezioni Comunali

Calenda: ho deciso, mi candido. Un dovere e un’avventura fare il sindaco di Roma

di Redazione

Calenda: ho deciso, mi candido. Un dovere e un'avventura fare il sindaco di Roma. Fare le primarie oggi è molto complicato

Carlo Calenda
Carlo Calenda

“Sì, ho deciso che mi candiderò per fare il sindaco di Roma“, ha detto Carlo Calenda, leader di Azione, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa su Rai 3. “Penso – continua Calenda – che chi ha una possibilità di prendere questa città in cui è nata la cultura occidentale e riportarla tra le grandi capitali europee lo deve fare. E’ un dovere e una grande avventura quindi sì, lo farò”, ha affermato l’ex ministro dello Sviluppo economico sotto i governi Renzi e Gentiloni.

Calenda ospite a “Che tempo che fa”

Così Carlo Calenda, leader di Azione ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa su Rai3. Sull’eventuale supporto da parte del Pd: “Io non posso parlare per il Pd. Partecipiamo a un tavolo che vede tutte le forze del centrosinistra, auspico che ci sia un appoggio largo, ne abbiamo bisogno.

Rimettere a posto questa città non è un lavoro che può fare una persona sola, è un lavoro che deve essere corale e non solo con le forze politiche ma anche con le parti sociali che sono tante.

Cercherò in tutti i modi possibili di mettere insieme una grande coalizione di forze politiche e sociali”. Per Calenda “Il Pd dovrebbe appoggiare la mia candidatura per una sola ragione: se pensano che io sia la persona adatta per governare Roma.

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È la stessa ragione che ho usato io quando, pochi mesi dopo l’uscita dal Pd, sono andato a fare campagna elettorale per un mese in Emilia Romagna per sostenere Stefano Bonaccini da cui mi divide il pensiero sul governo ma l’ho fatto perché pensavo che fosse il miglior Governatore per quella regione.

Uscito dal Pd perché ‘mai con i 5 Stelle’

Io sono uscito dal Pd perché come avevo sempre detto: Mai con i 5 stelle. Hanno cambiato idea, io sono rimasto lì perché penso che si possano fare compromessi sulle politiche e sui progetti ma non sui valori. Però questa differenza che ci divide a livello nazionale non ci divide riguardo a Roma, entrambi pensiamo che la gestione dei 5 Stelle sia stata disastrosa. La Raggi non è la causa dei mali di Roma, ma è peggiorato tutto”.

Perplessità sulle Primarie

“Penso che in questo caso dobbiamo allargare il campo il più possibile e parlare a tutti i cittadini e poi c’è il fatto che siamo in un’emergenza sanitaria. Come possiamo pensare di organizzare delle primarie? Fare le primarie oggi è molto complicato, farle tra mesi vorrebbe dire stare a parlare per mesi di noi stessi, uno contro l’altro”.

Carlo Calenda, sul suo essere di destra o di sinistra

“Io sono un social democratico liberale, penso che sia un valore importante perché mette insieme la libertà dell’uomo, anche nell’economia e nel progresso, ma vuol dire anche avere una grande cura che la società ‘segua’ e cioè che non venga strappata dal progresso tecnologico ed economico, che è quello che è successo negli ultimi trent’anni.

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Tutto questo può funzionare, al di là di destra, centro o sinistra, se le cose accadono. Il grande problema dell’Italia è che non accadono cose né di destra né di sinistra perché nessuno governa”.

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