16 Giugno 2021

Pubblicato il

Caffè Greco di Roma, arrivano le precisazioni dello studio legale

di Redazione

Le precisazioni in relazione ad un lancio di agenzia (Ag. Dire), pubblicato dal nostro giornale il 28 marzo

In relazione ad un lancio di agenzia (Ag. Dire), pubblicato dal nostro giornale in data 28 marzo 2018, "Roma, Caffè Greco, Via vecchia gestione, ma mediazione rinviata al 4 / 5", l'Avv. Fabrizio Pileggi, dello Studio Pileggi, ci invia la seguente lettera a precisazione e a rettifica di alcune affermazioni  a tutela dell'Antico Caffè Greco S.r.l.

Oggetto: Richiesta di rettifica ai sensi dell’art. 8 Legge 47/1948.

Vi scrivo in nome e per conto della Antico Caffè Greco s.r.l. e, per essa, del Presidente del C.d.A., Ing. Carlo Pellegrini, a seguito della pubblicazione sulla Vs. testata on line Romait.it, in data 28.3.2018, dell’articolo a firma generica “la redazione” dal titolo -sotto l’occhiello “NUOVA GESTIONE” – “Roma, Caffè Greco, Via vecchia gestione, ma mediazione rinviata al 4/5”, con sommario “l’Ospedale Israelitico potrà stipulare un nuovo contratto di affitto superiore agli attuali 18 mila euro al mese”.

L’articolo, di cui dispiace dover constatare, sin dall’occhiello, l’approssimazione ed il pressappochismo contenutistico e terminologico, nel dare la notizia del primo incontro tra le parti tenutosi nel pomeriggio dello stesso giorno  davanti l’Organismo di Mediazione, riporta una incredibile serie di circostanze assolutamente non veritiere atte a mistificare la reale situazione, deducendone arbitrariamente, peraltro, conclusioni, allo stato degli atti, ben distanti dalla realtà.

E’ necessario, innanzitutto, precisare che non è affatto vero che la società di cui il Dott. Carlo Pellegrini è Presidente “gestisce” il Caffè Greco che, d’altra parte, non è affatto di proprietà dell’Ospedale Israelitico, come si lascia intendere nell’articolo. Il Caffè Greco, nel suo complesso aziendale costituito da mobili, arredi, quadri, macchinari e quant’altro presente nel locale, è di proprietà esclusiva dell’Antico Caffè Greco S.r.l. che è da oltre 100 anni locataria delle mura (queste – e solo queste – di proprietà dell’ Ospedale Israelitico per un risalente lascito testamentario). Tale complesso aziendale costituisce una universalità di beni, indivisibile e funzionale all’attività tramite esso esercitata, ed è inscindibile dall’immobile in cui si trova, per via del vincolo pubblicistico creato dal Decreto Ministeriale del 1953.

È poi inesatta l’affermazione  contenuta nell’articolo secondo cui le parti “non hanno trovato alcun accordo sulla locazione” mentre è del tutto falso che “il Mediatore ha quindi rinviato al 4 maggio le modalità di rilascio dei locali”, per cui “da quel momento l’Ospedale Israelitico potrà stipulare un nuovo contratto di affitto a prezzo di mercato, dunque superiore gli attuali 18 mila euro al mese, con chi vorrà”.

In realtà, come prevede il procedimento di mediazione, durante il primo incontro le parti, verificata la reciproca disponibilità a trovare un accordo con gli uffici dello stesso mediatore, decidono esclusivamente se entrare o meno in mediazione, cosa che hanno, appunto, scelto di fare, lo scorso 28 marzo, dopo un lungo confronto a distanza avvenuto per il tramite del Mediatore incaricato, l’Ospedale Israelitico e l’Antico Caffè Greco s.r.l.. A parte le più o meno lecite riserve mentali che i rappresentanti dell’Ospedale Israelitico e i loro Legali possano aver avuto, la mediazione è estesa, ovviamente, a tutta la materia del contendere nell’ambito delle complessive posizioni e delle rispettive pretese dei contendenti.

Del resto, in virtù del vincolo pubblicistico che, al fine di tutelare l’esistenza di un’attività dall’elevato contenuto storico, artistico e culturale, lega indissolubilmente, da una parte, le mura, di proprietà dell’Ospedale Israelitico e, dall’altra, la licenza di esercizio, gli arredi, i quadri e quant’altro forma e caratterizza, nel suo complesso e nella sua attività, il Caffè Greco, di proprietà dell’Antico Caffè Greco s.r.l., pur ove le parti volessero farlo, non c’è alcuna eventualità che la Conduttrice possa rilasciare il locale “libero da persone e cose” alla proprietaria, né, ovviamente, che la conduttrice possa andarsene abbandonando la propria attività ed il complesso di beni materiali ed immateriale attraverso la quale essa è esercitata a chi non ha alcun diritto sugli stessi.

È dunque, una mistificazione sostenere che l’Ospedale Israelitico dal 4 maggio potrà stipulare un nuovo contratto di affitto con chi vorrà come è una mistificazione, tanto più grave in quanto “di parte”, affermare che il prezzo di mercato dell’affitto del locale sia superiore agli attuali 18 mila euro al mese. A parte la natura riservata del dato riferito, non si comprende secondo quali criteri il redattore dell’articolo possa suggerire ai lettori il convincimento che il canone di locazione “di mercato” di un locale che pure ha uno sbocco in via Condotti ma che ha appena una vetrina su strada e che è soggetto ad uno strettissimo e rigoroso vincolo pubblicistico che ne esclude ogni diversa utilizzazione rispetto a quella fattane ininterrottamente negli ultimi 250 anni (altro che “Moncler”), sia ben maggiore di quello già sino ad oggi liberamente concordato tra le parti e comunque, di quello anche maggiore che pure la Antico Caffè Greco s.r.l. è disposta a pagare, per il futuro.

È, infine, macroscopicamente ingannevole, oltre ogni possibile buona fede, la rappresentazione dell’intenzione dei “proprietari dell’Israelitico… di investire i maggiori introiti nella sanità, per offrire un servizio privato a prezzi agevolati, da ticket regionale”.

Tentare di giustificare il comportamento dell’Ospedale Israelitico agli occhi dell’opinione pubblica, a danno di una attività con oltre 250 anni di storia sulle spalle,  facendo credere ai lettori che un canone di locazione di un locale, per quanto alto, possa garantire minori costi per gli utenti del sevizio sanitario loro offerto, peraltro considerata la attuale situazione economico patrimoniale dell’Istituzione, vuol dire offenderne l’intelligenza, tanto più ove si tenga presente che l’attività sanitaria è svolta dall’Ospedale Israelitico in convenzione con il servizio sanitario regionale, e, dunque, che le prestazioni rese sono rimborsate dalla Regione Lazio, ed atteso, altresì, che non risulta che l’atto costitutivo e lo Statuto dell’Ente preveda, fra i compiti e le attività istituzionali dell’Ente, quello della speculazione immobiliare.

Quanto sin qui lamentato appare tanto più grave ove si pensi a come le fuorvianti notizie fornite siano ampiamente idonee e sufficienti a destare allarme nei fornitori e nei dipendenti dell’Antico Caffè Greco S.r.l., minacciando gli ordinari equilibri contrattuali che regolano i rapporti intercorrenti.

Per quanto detto, e salva ogni azione della mia Assistita nei confronti di tutti i responsabili per il risarcimento dei danni che ne deriveranno, Vi chiedo, dunque, di voler provvedere, ai sensi dell’art. 8 Legge 47/1948, alla rettifica di quanto riportato nel citato articolo, anche mediante pubblicazione integrale della presente missiva, nella collocazione prevista dalla legge e con risalto analogo a quello riservato all’articolo giornalistico cui la rettifica si riferisce, avvertendoVi che, in mancanza, la Antico Caffè Greco S.r.l. intraprenderà ogni azione volta alla tutela dei propri diritti e della propria immagine.

Distinti saluti, Avv. Fabrizio Pileggi

 
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