Sant’Eugenio, il “sistema Palumbo” secondo il Riesame: pazienti dirottati e favori al privato
Palumbo ai domiciliari: per il Riesame avrebbe favorito centri dialisi privati usando il ruolo al Sant’Eugenio. Inchiesta su mazzette e utilità
Ospedale Sant'Eugenio
Roma, Ospedale Sant’Eugenio: corridoi, ambulatori, sale d’attesa dove ogni giorno passa la parte più fragile della città, chi vive di terapie costanti e calendari segnati dalla dialisi. In questo scenario si inserisce la vicenda che ha portato all’arresto, lo scorso 5 dicembre, del primario di nefrologia Roberto Palumbo, accusato di corruzione. Il Tribunale del Riesame, nelle motivazioni con cui conferma i domiciliari, descrive un “sistema” che avrebbe fatto leva proprio sulle difficoltà del pubblico nel soddisfare pienamente le necessità dei pazienti dializzati.
Dall’arresto alla conferma dei domiciliari: cosa scrivono i giudici
Il 5 dicembre, secondo l’impostazione accusatoria, Palumbo sarebbe stato arrestato mentre l’imprenditore Maurizio Terra gli consegnava 3.000 euro: una “ricompensa” per aver inviato una paziente in un centro privato di dialisi, la Dialeur. La Procura parla di un do ut des diventato abituale dal 2020. Il Riesame, in circa 80 pagine, tiene ferma la misura cautelare e inquadra la vicenda come un intreccio stabile, non un episodio isolato.
Sant’Eugenio e l’imbuto delle cure: la fragilità dei pazienti come leva
Nelle carte, uno dei passaggi più pesanti è l’idea che l’“incapacità delle strutture pubbliche” di rispondere a tutte le richieste di cura avrebbe rappresentato un vantaggio per chi voleva spingere verso il privato accreditato. Non significa che il privato convenzionato non serva: a Roma, come altrove, è spesso una valvola di sfogo. Ma, secondo i giudici, quel bisogno del sistema avrebbe creato lo spazio per una presunta regia che trasformava la scelta del luogo di cura in una moneta.
E quando si parla di dialisi non si parla di un servizio occasionale: sono sedute ripetute, faticose, che scandiscono settimane e mesi. Per molte famiglie, la parola “centro” non è un dettaglio: è distanza da casa, trasporti, orari, qualità percepita, continuità.
Il presunto “prezzo” degli invii: soldi e utilità personali
Il Tribunale del Riesame elenca, sempre secondo l’impianto accusatorio, una serie di vantaggi che Palumbo avrebbe ottenuto: non soltanto denaro, ma anche vacanze, cene in ristoranti eleganti, abbigliamento firmato per sé e per la compagna. Su quest’ultima i giudici aggiungono un tassello che pesa: un contratto di collaborazione professionale ritenuto fittizio, voluto dal medico e funzionale al meccanismo contestato. Un mosaico che, per la magistratura, rafforzerebbe l’idea di un rapporto consolidato.
Dialeur e l’aumento dei pazienti: numeri che raccontano una crescita rapida
Per dare la misura dell’effetto, i giudici richiamano dati sull’andamento dei pazienti accolti da Dialeur: 32 nel 2020-21, 47 l’anno successivo, 71 nel 2022-2023 e 85 nel 2023-2024. Numeri che, secondo il Riesame, indicano una crescita “esponenziale” in coincidenza con il consolidarsi del legame contestato. Anche Maurizio Terra risulta ai domiciliari, come stabilito dall’autorità giudiziaria.
Il ruolo pubblico come chiave: perché non si è dimesso
C’è un dettaglio che nelle carte diventa rivelatore. Per anni Palumbo avrebbe detto di voler lasciare il Sant’Eugenio per dedicarsi al privato. Eppure non lo avrebbe fatto. Il Riesame individua la ragione proprio nel potere che deriva dalla posizione pubblica: la funzione di primario, secondo i giudici, avrebbe permesso di agevolare l’invio dei pazienti verso centri “di suo interesse”. Da qui anche l’attenzione a far sì che un eventuale conflitto di interessi non emergesse, mantenendo l’immagine esterna intatta.
In una città dove la sanità pubblica è spesso un percorso a ostacoli, ogni notizia che tocca gli invii verso strutture private convenzionate diventa una ferita civica: perché il confine fra necessità organizzativa e interesse personale, se oltrepassato, lascia un segno lungo. E la dialisi, più di molte altre terapie, non consente leggerezze: è una relazione di fiducia che si ripete tre volte a settimana, per mesi, a volte per anni.
