Roma verso 100mila strisce blu: maxi piano sosta in Giunta, incassi stimati fino a 45 milioni
Roma prepara l’aumento delle strisce blu da 70mila a 100mila: nuove aree, addio a molte strisce bianche e controlli smart nei parcheggi metro
Strisce Blu
Roma si avvia a cambiare volto alla sosta: entro fine mese è atteso in Giunta il via libera a una delibera che punta ad aumentare gli stalli a pagamento da 70mila a 100mila. La bozza, costruita sugli studi preliminari del Dipartimento Mobilità e di Roma Servizi per la Mobilità, dovrà poi passare in Assemblea capitolina per l’approvazione definitiva della maggioranza. Sullo sfondo c’è un dato che pesa: nel 2024 gli incassi delle strisce blu hanno raggiunto 32 milioni e, secondo le stime, a regime il nuovo sistema potrebbe arrivare a 45 milioni.
Roma verso 100mila strisce blu: cosa prevede la delibera in arrivo in Giunta
L’intervento non si limita a “disegnare” nuovi stalli: l’impianto della delibera mira a rendere omogenea la sosta tariffata nelle aree più centrali, intervenendo su regole, perimetri e controlli. Il passaggio politico è doppio: prima l’ok della Giunta, poi il voto in Aula Giulio Cesare, passaggio inevitabile per trasformare le linee guida in un provvedimento operativo.
La logica dichiarata del piano è quella di aumentare la rotazione dei posti auto nelle zone dove la pressione della sosta è più alta, così da ridurre la ricerca del parcheggio “a vuoto” e rendere più ordinato l’utilizzo dello spazio pubblico. L’altra faccia è finanziaria: l’incremento degli stalli e la rimodulazione delle modalità di pagamento diventano una leva di bilancio rilevante.
Roma 100mila strisce blu: addio a molte strisce bianche nelle zone PGTU 1 e 2
Uno dei punti più sensibili riguarda la trasformazione di molti stalli oggi gratuiti in stalli a pagamento. Il perimetro individuato coincide con la prima e la seconda zona del PGTU (Piano generale del traffico urbano): l’area delle Mura Aureliane e quella interna all’anello ferroviario. In sostanza, il centro allargato vede restringersi gli spazi di sosta libera, proprio dove residenti e pendolari si contendono quotidianamente i posti.
È il passaggio che più accende il confronto: cambiare il colore della segnaletica significa cambiare l’abitudine di quartieri interi, soprattutto dove la disponibilità di box privati è bassa e l’auto resta ancora, nel bene e nel male, un pezzo della routine familiare.
Nuove strisce blu a Roma: i quartieri interessati da Montesacro al Pigneto, fino a Eur e Ostia
La bozza elenca anche nuove aree di estensione della sosta tariffata. A Montesacro, l’intervento riguarda la zona intorno alla stazione Jonio della metro, con un perimetro dettagliato che include piazzale Jonio, viale Jonio e strade limitrofe. Al Pigneto il disegno segue un ampio quadrante delimitato da via Prenestina, via Casilina, piazza del Pigneto e altre arterie del quartiere.
L’estensione tocca inoltre Porta Portese, i quadranti Ostiense-Garbatella (sud e nord) e l’area Ostiense-San Paolo. Nel pacchetto rientra anche l’Eur e, sul litorale, Ostia-Lido con indicazioni che legano la tariffazione oraria soprattutto ai mesi estivi e ad alcuni giorni della settimana, segnale che il Comune vuole calibrare la misura anche sull’effetto stagionale dei flussi turistici e balneari.
Sosta notturna nei parcheggi di scambio: controlli ottici e durata ricostruita dalla targa
Nel piano entra anche un tassello tecnologico: la monetizzazione della sosta notturna nei parcheggi di scambio vicini ai principali nodi della metropolitana, luoghi dove molti automobilisti lasciano il mezzo per ore consecutive. L’idea è usare rilevatori ottici in grado di leggere la targa e ricostruire la durata della permanenza, così da applicare una tariffazione coerente con l’uso prolungato degli stalli.
Roma, in parallelo, ha già avviato progetti di “sosta intelligente” con sensoristica e piattaforme di supervisione approvate in sede capitolina: un percorso che punta a rendere più puntuali i controlli e più veloce l’intervento contro le soste irregolari.
Roma 100mila strisce blu: perché il Comune accelera ora e cosa cambia per residenti e commercianti
Il timing non passa inosservato: l’operazione arriva nell’ultimo scorcio di consiliatura e viene letta, da chi contesta il piano, anche come manovra “per fare cassa”. Sul fronte dell’amministrazione, la misura viene presentata come intervento di governo della mobilità: più sosta regolata, maggiore rotazione, meno stalli occupati tutto il giorno da chi usa l’auto come deposito fisso.
Le conseguenze, però, dipenderanno da dettagli che contano: permessi per residenti, eventuali agevolazioni, orari, controlli, equilibrio fra esigenze di chi vive in zona e di chi lavora o fa acquisti. Il tema dei negozi di prossimità è centrale: alcuni esercenti temono un calo della clientela, soprattutto nei quartieri dove chi arriva in auto cerca ancora la sosta gratuita come “incentivo” implicito alla visita.
Proteste a Pigneto e Montesacro: i comitati contestano il piano delle strisce blu
La reazione nei municipi coinvolti è già partita. Al Pigneto-Prenestino, i comitati parlano di scelta “calata dall’alto” e non concertata, e contestano il rischio di una linea di demarcazione che sposta le auto ai confini della zona tariffata, con ripercussioni sul traffico locale. Viene criticato anche il mantenimento degli orari attuali, considerati poco coerenti con le ore serali, quando l’afflusso cresce per la presenza di locali e vita notturna.
A Montesacro è iniziata una raccolta firme contro l’aumento degli stalli a pagamento: qui il malcontento si intreccia con l’idea che la sosta diventi soprattutto uno strumento di entrata, più che una misura capace di migliorare la vivibilità.
Iter e tempi: dal via libera in Giunta al voto in Assemblea capitolina
La delibera, una volta approdata in Giunta, dovrà affrontare il passaggio consiliare. È lì che si misurerà la tenuta politica del provvedimento e, soprattutto, la capacità di correggere i punti più contestati: perimetri, orari, tariffe, tutele per residenti, impatto commerciale. Nel frattempo il confronto, nei quartieri, è già diventato un termometro: più la misura appare rigida, più cresce la frattura fra chi la considera regolazione necessaria e chi la vede come pagamento aggiuntivo imposto sullo spazio pubblico.
