20 Luglio 2021

Pubblicato il

Amministrative Roma

Virginia Raggi, la stagista diligente sopravvissuta al Movimento: verrà rieletta?

di Antonio Augello

A partire da oggi, faremo un breve viaggio alla scoperta dei candidati a condurre il Comune di Roma

Virginia Raggi
Il sindaco di Roma Virginia Raggi

Virginia Raggi, la sindaca uscente verrà rieletta?

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Nella strana estate romana, a metà strada tra la fine della pandemia Covid-19 e l’inizio dell’era delle variabili virali scandite dall’alfabeto greco, la campagna elettorale per l’elezione a Sindaco della Capitale, stenta ad assumere una veste degna dell’importanza dell’evento.

L’Italia sportiva, oltre ogni aspettativa, sta ancora concedendo quelle oppiacee distrazioni ad una popolazione stremata e confusa. Priva di veri e propri punti di riferimento politici e sociali si è ritrovata unita grazie alle gesta di giovani milionari che hanno dimostrato più umiltà, coesione e spirito di sacrificio di una intera classe politica.

A partire da a oggi, faremo un breve viaggio alla scoperta dei candidati a condurre il Comune di Roma, che giova ricordare, può a ragione essere paragonato, per importanza storico politica, dimensioni e bilancio, ad un vero e proprio Stato internazionale.

Virginia Raggi, il sindaco uscente

Inizieremo dal Sindaco uscente, Virginia Raggi, immagine vintage dell’ormai vetusto Movimento 5 stelle. Per rispettare l’ispirazione filosofica alla base del grillismo casaleggiano puro, volutamente non andremo ad analizzare o citare il curriculum vitae dell’attuale Sindaco. A che servirebbe?

Competenze, esperienze, studi, estrazioni socio culturali, capacità… non contano e soprattutto non sono servite, nel bene e nel male, per essere parte di un Governo, per poter prendere decisioni riguardanti un’intera popolazione, per determinare il futuro delle nuove generazioni. Uno vale uno indipendentemente da tutto ciò che nella storia dell’uomo ha sempre fatto la differenza: l’ignoranza contrapposta al sapere. Pertanto, vale la pena nell’approfondire la figura del candidato Raggi, cercare di rimanere nell’impressione che ci ha lasciato in questi anni di governo della capitale.

Per prima cosa, possiamo dire di come l’attuale Sindaco sia rimasta sempre la stessa (ciò non vuol dire che sia stata se stessa ), nei comportamenti, nel linguaggio, nei toni, nelle decisioni/indecisioni: una stagista attenta e diligente con tipico interloquire ridondante e scolastico, attento ad ascoltarsi prima ancora di ascoltare i propri interlocutori.

Una conduzione che ha rispecchiato i dettami del comico vaffanculista

La sua capacità è quella di saper preparare bene la lezione su cui si è interrogati, ma guai a farle domande non previste nel paniere. La sua conduzione ha rispecchiato, soprattutto nel primo periodo, i dettami del comico e del defunto guru del web, inventori del fenomeno vaffanculista.

Dettami che di fatto hanno prodotto un blocco totale di tutte le attività, delle iniziative commerciali, delle aziende municipalizzate, proponendo come soluzione alla corruzione e al malaffare (atavici nel sistema ) una sorta di misura cautelare tipica di una procura penale: il FERMO.

Per anni Roma è stata FERMA. Lentamente, l’impacciata Virginia, con l’istinto di sopravvivenza ancor più sviluppato nel genere femminile, è riuscita a cavalcare in un modo o nell’altro la macchina comunale, sopravvivendo al Movimento e dando in alcuni momenti l’impressione di potersi trasformare in una entità pizzarottiana.

I compromessi con le municipalizzate e le aziende capitoline

Ha capito di dover “gestire” i poteri della burocrazia romana, ha dovuto trovare i compromessi necessari per le municipalizzate (vedi ATAC , ACEA e Polizia Municipale ), ha dovuto “tenersi” molti dei chiacchierati personaggi che da sempre conducono il motore del treno comunale, ha dovuto accettare la regola del compromesso, ha provato la torbida ebrezza prodotta da un avviso di garanzia o da un 415 Bis.

Insomma, una certa esperienza l’ha fatta (sulla pelle dei cittadini, come è capitato per ogni pentastellato catapultato ad incarichi politici e gestionali lontani dalla piattaforma Rousseau ).

Forse le è mancato il coraggio o la visione di “strappare” con un Movimento che in troppe occasioni è sembrato volerla isolare, se non ignorare per esserne accomunato.

Il confronto con Di Maio

Eppure, se per un attimo diamo un’occhiata al Curriculum dell’attuale Sindaco, lo stesso risulta ben più competitivo e conforme al ruolo rispetto a quello del Ministro Di Maio. Dunque, come spiegare tanta difficoltà nei sondaggi e nelle considerazioni del proprio Partito?

La spiegazione sta nel fatto che la tradizione dirigenziale del Ministero degli Esteri, la rete storica di Consoli ed Ambasciatori con estrazione culturale di prim’ordine, sono in grado di permettere quasi a la qualunque di insediarsi con una certa tranquillità negli uffici della Farnesina.

Anche su questo Di Maio ha fatto la scelta giusta. Facendosi nominare quale Ministro degli Esteri, ha dimostrato di essere una persona furbamente intelligente (quella intelligenza/furbizia tipica meridionale, capace di arrangiarsi al meglio con quel poco che si ha a disposizione ). Una persona malleabile, equilibrata. Dotata insomma del corretto fisic du role e soprattutto capace di non fare danni nella cristalleria dei consessi internazionali.

A Roma, invece, si sa, ci sono i lupi in Campidoglio. Da sempre. Apparati burocratizzati e fortemente sindacalizzati che da secoli gestiscono, dispongono, approvano, revocano, annullano; in definitiva hanno il Potere. Virginia Raggi, avrà imparato a sufficienza a governare? Non tanto i cittadini romani (i più pazienti e tolleranti al mondo), quanto i personaggi che insistono negli uffici della macchina comunale?

Virginia Raggi, verrà rieletta?

Senza voler pretendere tanto, se Virginia Raggi verrà rieletta, quantomeno cerchi di evitare imbarazzanti strafalcioni mediatici (almeno in occasione di manifestazioni rievocative tanto inutili quanto determinanti nella comunicazione vacua dei nostri tempi ) strutturandosi con uno staff adeguato e non imposto dai “controllori” pentastellati che nel frattempo sembrano essersi autoesautorati ed ormai troppo fiaccati dalla disputa (di natura esclusivamente economica) tra il visionario Grillo ed il mancato prestanome Conte (altro esempio di grande intelligenza/furbizia tipicamente meridionale con quel tanto di bagaglio culturale sufficiente a prendersi gioco di navigati leader di partito).

Comunque, illustre Sindaco Virginia Raggi, comunque sia andata, comunque vada, comunque andrà, per lei sarà un successo.

 
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