Crisi Russia-Ucraina, chi vuole portare la guerra ai confini dell’Europa?

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Dovrebbero essere fonte di approfondita discussione, e non di parte, le condizioni poste dagli U.S.A a Mosca per cercare di contenere la crisi creatasi ai confini con la Russia. E ci riferiamo alla questione Ucraina, e agli spaventosi venti di guerra che soffiano dall’Europa dell’Est.

Venti di guerra in Ucraina

Le ragioni che appaiono determinanti, a prima vista, sono due. Da un lato la volontà degli Stati Uniti d’America di espandere la Nato e quindi gli armamenti di difesa e maggiormente di offesa, dopo aver cavalcato l’onda della rivolta di Maidan.

E dall’altra la corretta preoccupazione di chi si vede togliere sotto le mani un territorio con, al suo interno, tanti dei suoi concittadini senza poter reagire perché costretto da sanzioni economiche importanti.

Gli U.S.A., sembra, stiano perdendo la “lotta economica” con la Cina e di contro vogliono vincerla con il Cremlino che, a sua volta è partner fondamentale nei rapporti di interscambio con l’Europa.

Con questo braccio di ferro, gli U.S.A. stanno aiutando politicamente ed economicamente gli stati europei?

L’espansione ad Est, da parte della Nato, senza aver veramente ascoltato e considerato la volontà popolare e nazionale degli ucraini, non è forse una grave lesione dei diritti democratici?

Per ipotesi fantapolitica, se Cuba richiedesse aiuto a Mosca e Mosca inviasse lì armi, stile di vita e politica russa, gli Stati Uniti d’America non sentirebbero i loro confini in pericolo? Non si opporrebbero, nuovamente, con ogni mezzo, alle richieste cubane di aiuto? Lo stesso da anni sta accadendo in Ucraina con la differenza che, Mosca, vuole fargli pagare la rivolta di Piazza Maidan. Pagare in termini economici, impoverirla ma allo stesso tempo ottenere una rivalsa verso coloro che hanno foraggiato la rivoluzione arancione.

Le ingerenze USA nella politica e nell’economia dell’Europa

Non si comprende il perché, i cittadini europei, attraverso i propri governi, invece di rivendicare la propria autonomia ed allargare l’Europa anche alla Russia continuino a permettere alla Nato “americana” e non europea di decidere sulle alleanze e sull’economia.

L’unione europea dovrebbe intervenire in prima persona, in questo momento difficile, e insieme a Putin trovare un accordo che coniughi l’industrializzazione occidentale con le enormi risorse del Cremlino allargando così l’Europa. Per il bene comune, per il futuro di tutti noi. Purtroppo, l’Europa sta a guardare, invece essere il paciere, a salvaguardia dei propri e altrui diritti, lasciando agli Stati Uniti di padroneggiare extra territorio.

Guerra Russia-Ucraina: rivendicare l’autonomia europea della Nato

L’Europa-Pilato, facendo capire che l’Ucraina non appartiene alla Nato, gli sta lanciando il messaggio che non potrà intervenire in caso di invasione. Così, la sta rendendo schiava dopo averla abbracciata e coccolata.

Basterebbe che la diplomazia dell’Unione europea chiedesse agli U.S.A. di farsi da parte. Con un atto semplice, democratico, leale, corretto, giusto, senza forzature e senza sanzioni né venti di crisi economico-politica ai confini del nostro continente. Trovare una soluzione pacifica che deve e può esserci: la Nato guidata autonomamente dall’Europa senza interferenze.

Roberto Spaziani