17 Aprile 2021

Pubblicato il

Casa delle Donne, Rosalba Castiglione: “Nessuno sfratto in corso”

di Redazione

Per il consigliere M5S Gemma Guerrini il debito monstre è dovuto al lassismo delle precedenti amministrazioni

Il Comune di Roma apre uno spiraglio nella querelle della minaccia di sfratto per la Casa delle donne dalla sede di via della Lungara a seguito di un debito che negli anni si è accumulato sino a raggiungere gli attuali 833.000 euro. Debito in parte contestato dall'associazione perché in cambio della sede fornisce "gratuitamente tanti servizi che lo stesso Campidoglio nel 2013 ha stimato avere un valore di circa 700mila euro“. L'associazione ha quindi chiesto un chiarimento con il Comune di Roma:  "chiediamo di incontrare l'assessore Castiglione la prossima settimana" afferma il consorzio.

La risposta non si è fatta attendere: “Ribadiamo che non c'è nessuno sfratto in corso per il Consorzio Casa Internazionale delle Donne. Incontrerò le rappresentanti e confidiamo che il debito possa essere sanato”, dichiara oggi in una nota l’assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale Rosalba Castiglione.

“Per la sede a Via della Lungara 19  il Consorzio beneficia di un canone agevolato, abbattuto del 90% rispetto al valore di mercato, proprio in ragione della valenza sociale e culturale riconosciuta dall’Amministrazione alle attività promosse. Nonostante ciò, il debito accumulato con Roma Capitale risulta molto consistente, oltre gli 833 mila euro” prosegue l'assessore che conclude invitando “a non strumentalizzare la vicenda per fini di parte. Auspichiamo che le attività possano continuare in coerenza con l’interesse dei cittadini e mai sulle loro spalle”.

Per il Movimento 5Stelle la colpa è delle precedenti amministrazioni: "Il lassismo delle precedenti amministrazioni ha contribuito a generare una situazione molto critica, che oggi è arrivata a produrre un debito monstre da parte del Consorzio Casa Internazionale delle Donne. – afferma Gemma Guerrini, Consigliera di Roma Capitale – Per anni questa realtà è rimasta sotto un cono d'ombra, abbandonata invece di ricevere la dovuta attenzione da parte dell'Amministrazione capitolina, se non quando in prossimità di rinnovo del contratto di concessione si procedeva all'approvazione cieca di nuove delibere senza alcun tentativo di sanare la situazione".
 

 
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