Prima pagina » Cronaca » Spin Time all’Esquilino, maxi-condanna al Viminale: oltre 21 milioni per mancato sgombero

Spin Time all’Esquilino, maxi-condanna al Viminale: oltre 21 milioni per mancato sgombero

Spin Time all’Esquilino: il Tribunale civile condanna il Viminale a oltre 21 milioni per mancato sgombero. Sembra una vera beffa

Spin Time Roma

Spin Time Roma

All’Esquilino, in via Santa Croce in Gerusalemme, il caso Spin Time torna a occupare la scena di Roma con una cifra che fa rumore: il Tribunale civile ha condannato il Viminale a risarcire oltre 21 milioni di euro per non aver liberato lo stabile, occupato dal 2013 dai movimenti per la casa. Un verdetto che mette insieme diritto, politica e vita quotidiana di un quartiere che da anni convive con questa presenza.

La sentenza su Spin Time: perché l’Interno finisce al centro del conto

La causa è stata intentata dal proprietario dell’immobile, InvestiRE Sgr (gestore del Fondo Immobili Pubblici). La giudice Assunta Canonaco, secondo le ricostruzioni, ha stabilito che la responsabilità del mancato intervento ricade sul Ministero dell’Interno: non su Roma Capitale. Il ragionamento è netto: quando esiste un provvedimento dell’autorità giudiziaria, l’esecuzione non è facoltativa e non può restare sospesa sine die.

“Priorità dal 2022”, poi lo stop: il nodo dei rinvii e delle competenze

Nel 2022, dopo un passaggio al Tar promosso dai proprietari, lo stabile sarebbe entrato nell’elenco degli interventi considerati prioritari. Da quel momento, però, lo sgombero non sarebbe arrivato. È qui che il tema diventa romano fino al midollo: competenze che rimbalzano, valutazioni di ordine pubblico, timori di emergenza abitativa e una macchina che procede a scatti. Nel frattempo la città resta in attesa, e il contenzioso produce una ricaduta economica pesante.

Oltre 21 milioni, più la “quota” che può continuare: quanto vale il tempo

La cifra del risarcimento, già enorme, non è l’unico dettaglio che preoccupa. Secondo quanto riportato da alcune testate, la condanna includerebbe anche un importo mensile di 206.932,53 euro dal periodo successivo a dicembre 2025 fino al rilascio dell’immobile, oltre a ulteriori poste economiche e alle spese di giudizio. Tradotto: se la vicenda non si chiude, il conto potrebbe continuare a lievitare.

Dentro lo stabile: 126 famiglie, circa 400 persone e un pezzo di città “parallela”

Spin Time non è un caso astratto. Nello stabile vivono circa 126 famiglie, per un totale indicato di circa 400 persone. Nel tempo, oltre all’aspetto abitativo, si sono sviluppate attività e servizi di supporto che hanno creato relazioni con pezzi di città, associazioni, reti solidali. Per questa funzione, Roma Capitale ha inserito l’esperienza nel Piano Casa, immaginando un percorso di regolarizzazione futura. È il punto più delicato: una realtà che, pur nata da un’occupazione illegale, è diventata un pezzo riconoscibile del tessuto urbano.

Esquilino, residenti e politica: cosa può succedere adesso

Ora la domanda è una sola: come si esce dal vicolo cieco? Un’azione immediata rischia di scaricare sul quartiere l’urto di uno sgombero complesso, con possibili tensioni e necessità di soluzioni abitative alternative. Un rinvio, però, significa convivere con una sentenza che attribuisce responsabilità precise e con un costo che rischia di pesare sui conti pubblici. Sullo sfondo c’è anche la linea politica: chi chiede legalità senza eccezioni, chi difende il valore sociale del progetto, chi invoca una regolarizzazione guidata con tempi certi e regole chiare. Per Roma, il punto è che l’Esquilino non può restare per anni sospeso: la città, prima o poi, deve decidere come tenere insieme diritto, welfare e gestione reale del territorio.