Tre set, tre 6-4 e una nuova finale a Wimbledon. Jannik Sinner batte Novak Djokovic sul Centre Court con una prestazione continua, aggressiva e ordinata, raggiungendo Alexander Zverev nell’ultimo atto del torneo. Il campione in carica tornerà in campo domenica 12 luglio per provare a conservare il trofeo conquistato un anno fa.
Il ritmo di Jannik toglie spazio a Djokovic
Sinner ha trasformato la semifinale in un esercizio di pressione. Il suo tennis è partito dalla profondità dei colpi, dalla ricerca immediata della riga di fondo e dalla volontà di non lasciare a Djokovic il tempo necessario per organizzare la risposta. Ogni scambio ha obbligato il serbo a colpire in movimento, spesso da una posizione meno favorevole.
Il 6-4 del primo set ha premiato l’italiano senza bisogno di passaggi spettacolari costruiti per il pubblico. Jannik ha lavorato sul punteggio, ha protetto i propri game e ha colpito con decisione sulle seconde palle del rivale. Djokovic ha cercato di allungare gli scambi, inserendo variazioni e traiettorie più lente, ma la velocità del numero uno ha ristretto progressivamente il campo.
Nel secondo parziale la partita ha conservato lo stesso copione. Sinner ha continuato ad anticipare, mostrando una grande pulizia nell’impatto. Djokovic è rimasto vicino nel punteggio grazie al servizio e alla capacità di difendere punti difficili. Il secondo 6-4 ha comunque reso evidente la distanza nella gestione dei momenti decisivi.
Djokovic trova un’occasione, Sinner la cancella subito
Nel terzo set il pubblico londinese ha provato a sostenere la reazione del serbo. Sul 3-1, Djokovic ha ottenuto la prima possibilità di strappare il servizio all’italiano. Era il momento capace di riaprire la partita. Sinner lo ha affrontato con grande lucidità: tre punti consecutivi, servizio utilizzato per prendere il comando e vantaggio confermato.
La risposta dell’italiano ha avuto un effetto immediato sull’andamento del set. Djokovic ha dovuto continuare a inseguire, mentre Jannik ha potuto amministrare i propri turni mantenendo la stessa velocità. Nessuna fretta, nessuna ricerca del colpo impossibile. Il terzo 6-4 ha completato un risultato costruito attraverso continuità e attenzione.
L’aspetto più significativo riguarda la capacità di Sinner di non offrire al rivale una vera sequenza favorevole. Djokovic è un maestro nel trasformare pochi punti in una svolta psicologica. Questa volta non ha trovato il margine per farlo. Ogni tentativo è stato contenuto prima che potesse diventare pericoloso.
La risposta dopo la sconfitta di Melbourne
La semifinale di Wimbledon arrivava pochi mesi dopo il confronto degli Australian Open, vinto da Djokovic in cinque set. A Melbourne il serbo aveva fermato Sinner al termine di una partita lunga e combattuta. A Londra l’italiano ha restituito il risultato con una prova molto più netta, portando il bilancio complessivo dei confronti diretti sul 7-5.
È un dato che racconta il cambiamento avvenuto negli ultimi anni. Djokovic conserva 24 titoli del Grande Slam, sette successi a Wimbledon e una conoscenza del Centre Court difficilmente eguagliabile. Sinner è riuscito a batterlo per il secondo anno consecutivo nella semifinale londinese, confermando di possedere gli strumenti tecnici e mentali per affrontarlo senza subire il peso della sua storia.
Il serbo, 39 anni, arrivava inoltre dalla maratona dei quarti contro Felix Auger-Aliassime, durata più di cinque ore. Aveva accusato un problema al polpaccio, pur riuscendo a completare e vincere l’incontro. Contro Sinner ha difeso ogni possibilità, ma la velocità dell’italiano gli ha imposto un dispendio continuo.
La seconda finale consecutiva sul prato londinese
Dodici mesi fa Sinner aveva alzato per la prima volta il trofeo di Wimbledon battendo Carlos Alcaraz in quattro set. Quel successo aveva portato a quattro il numero dei Major conquistati dall’italiano: Australian Open 2024 e 2025, US Open 2024 e Wimbledon 2025.
Il ritorno in finale dimostra che il titolo dell’anno scorso non è stato un episodio isolato. Sinner ha ormai adattato perfettamente il proprio gioco all’erba. Il servizio più efficace gli consente di ottenere punti rapidi, la risposta anticipata mette pressione fin dal primo colpo e la capacità di abbassarsi sulle palle rende il suo tennis stabile anche quando il rimbalzo cambia.
La sua crescita emerge anche nel modo in cui affronta i passaggi delicati. L’italiano non cerca continuamente conferme dal proprio angolo, non disperde energie e resta concentrato sulla giocata successiva. Contro Djokovic questa impostazione ha prodotto tre set quasi sovrapponibili, ognuno chiuso con il punteggio di 6-4.
Zverev arriva da campione del Roland Garros
Domenica Sinner troverà Alexander Zverev, vincitore della prima semifinale contro Arthur Fery per 7-6, 6-2, 6-4. Il tedesco giocherà la sua prima finale a Wimbledon poche settimane dopo il titolo conquistato al Roland Garros, il primo Major della carriera.
Zverev possiede uno dei servizi più potenti del circuito e può mantenere percentuali elevate anche sulla seconda palla. La superficie londinese valorizza queste caratteristiche, soprattutto quando riesce a chiudere rapidamente i game. Sinner dovrà leggere bene le direzioni, impedire al tedesco di accumulare punti facili e portarlo spesso a giocare il colpo successivo.
Per l’italiano sarà la possibilità di conquistare il quinto Slam e difendere il titolo nello stesso torneo. Arriva all’appuntamento dopo aver battuto uno dei giocatori più vincenti di sempre senza perdere un set. Il triplo 6-4 a Djokovic consegna una certezza: Sinner si presenterà alla finale con il gioco e la fiducia necessari per comandare anche l’ultima domenica di Wimbledon.