West Nile a Roma, primi due contagi nella Asl Roma 3: ecco le zone

West Nile individuato a Roma: due pazienti ricoverati e controlli nei Municipi X, XI e XII e a Fiumicino. Disinfestazioni nelle aree a rischio
Di Alessandra Monti
Zanzara Chikungunya, Zucchet

oma entra nella mappa del West Nile con due persone contagiate e ricoverate all’Istituto Spallanzani. I casi appartengono al territorio della Asl Roma 3, che comprende i Municipi X, XI e XII e il Comune di Fiumicino. Le infezioni sono state contratte nel Lazio, senza viaggi all’estero, mentre il bilancio regionale sale a 13 positività confermate.

West Nile nella Capitale, quali territori comprende la Asl Roma 3

L’indicazione “Asl Roma 3” definisce un’area sanitaria molto ampia e non identifica il quartiere nel quale si è verificata la trasmissione. Il comprensorio parte dal litorale di Ostia e Fiumicino, comprende vaste porzioni del quadrante occidentale e sud-occidentale della città e arriva ai Municipi XI e XII.

Il Municipio X comprende Ostia, Acilia, Casal Palocco, Infernetto, Dragona e numerose zone vicine al mare o attraversate da canali. Il Municipio XI si sviluppa nel quadrante Portuense e include aree come Magliana, Marconi e Corviale. Il Municipio XII copre quartieri quali Monteverde e parte del Gianicolense.

Fiumicino aggiunge al quadro un territorio esteso, con zone urbane, costa, aree agricole, corsi d’acqua e ambienti umidi. Questa conformazione rende particolarmente importante la manutenzione di fossi, tombini, caditoie e sistemi di raccolta delle acque.

L’assenza di un’indicazione più circoscritta invita a evitare associazioni arbitrarie con singoli quartieri. Le attività di prevenzione vengono definite sulla base delle indagini epidemiologiche, degli spostamenti dei pazienti e dei risultati ottenuti dalle trappole utilizzate per catturare e analizzare le zanzare.

Due pazienti ricoverati allo Spallanzani e 13 casi nel Lazio

I due pazienti romani sono assistiti nel centro di Malattie infettive dello Spallanzani. Con queste positività il totale regionale arriva a 13, con undici casi in più rispetto al precedente aggiornamento.

Il dato segnala un’estensione geografica della circolazione, inizialmente rilevata soprattutto in provincia di Latina. Il virus ha raggiunto ora il territorio della Capitale, rendendo necessario un livello di attenzione più elevato nei servizi sanitari romani e nei Comuni dell’area metropolitana.

Medici di famiglia, pediatri, pronto soccorso e strutture ospedaliere dovranno considerare l’infezione nei pazienti che presentano sintomi compatibili, in particolare durante i mesi caldi e in assenza di viaggi in Paesi nei quali il virus è già diffuso.

Le 77 zanzare positive e i segnali rilevati negli animali

Il monitoraggio ambientale ha individuato un gruppo di 77 zanzare positive. Il virus è stato rilevato anche in un uccello selvatico e in un cavallo, confermando la presenza del ciclo naturale di trasmissione.

La zanzara comune, la Culex pipiens, si infetta pungendo soprattutto uccelli portatori. Può poi trasmettere il virus agli esseri umani e ai cavalli, che rappresentano ospiti accidentali. Il contagio ordinario non avviene direttamente da un uccello o da un cavallo a una persona.

La sorveglianza veterinaria ed entomologica è essenziale perché consente di cogliere la presenza del virus prima che venga diagnosticato un numero elevato di casi umani. Trappole, analisi sugli insetti e controlli sugli animali permettono di costruire una mappa del rischio e di decidere dove intervenire.

Roma e Fiumicino, trattamenti straordinari nel raggio di 200 metri

Le aree nelle quali si presume sia avvenuta la circolazione virale saranno sottoposte a interventi straordinari entro un raggio di 200 metri. Le Asl coordineranno le operazioni con le amministrazioni comunali, definendo tempi, prodotti e modalità di trattamento.

La disinfestazione dovrà agire sia sulle larve sia sulle zanzare adulte quando le condizioni lo richiedono. Eliminare soltanto gli insetti già sviluppati offre un beneficio limitato se tombini e ristagni continuano a produrre nuovi esemplari.

Per questo motivo assumono particolare rilievo i trattamenti antilarvali nei sistemi di raccolta delle acque. Tombini stradali, caditoie condominiali, fontane, canali, pozzetti e contenitori non coperti devono essere controllati con regolarità. Nelle aree agricole e periferiche servirà una verifica dei fossi, dei bacini irrigui e dei punti nei quali l’acqua rimane ferma.

I residenti potrebbero vedere operatori impegnati nelle disinfestazioni o ricevere indicazioni temporanee, come la chiusura delle finestre durante i trattamenti e la rimozione di giochi, ciotole o alimenti lasciati all’esterno. Le prescrizioni dipenderanno dal tipo di prodotto utilizzato e dovranno essere rispettate per consentire lo svolgimento delle operazioni in sicurezza.

Sintomi del West Nile, quando è opportuno sentire il medico

Nella maggior parte delle infezioni non compare alcun disturbo. Circa una persona sintomatica può manifestare febbre, mal di testa, nausea, stanchezza, dolori muscolari, linfonodi ingrossati o eruzioni cutanee. La durata varia da pochi giorni a qualche settimana.

Le forme neurologiche sono meno frequenti e possono provocare febbre alta, disorientamento, tremori, debolezza muscolare, rigidità del collo o alterazioni dello stato di coscienza. Il rischio di conseguenze serie cresce con l’età e in presenza di condizioni di salute già compromesse.

Non ogni puntura richiede controlli o esami. In caso di sintomi persistenti o manifestazioni neurologiche è però opportuno rivolgersi al medico, evitando diagnosi autonome. Non esiste un contagio diretto mediante la normale vicinanza con una persona infetta, quindi familiari, colleghi e conviventi non devono ricorrere all’isolamento.

Come proteggersi dalle zanzare nelle case e nei condomini

La prima difesa consiste nel ridurre le punture. Repellenti, zanzariere e abiti coprenti aiutano soprattutto al tramonto e nelle ore notturne, quando la Culex pipiens è maggiormente attiva.

Nei balconi e nei giardini occorre svuotare sottovasi, secchi, ciotole non utilizzate e piccoli recipienti. Le riserve d’acqua devono essere chiuse con coperchi o reti a maglia fitta. Nei condomini è utile controllare cortili, terrazze comuni, locali tecnici, grondaie e caditoie.

L’intervento domestico non sostituisce quello pubblico, ma riduce i microfocolai che spesso sfuggono alle disinfestazioni stradali. Una zanzara può riprodursi anche in quantità d’acqua molto modeste, rendendo decisiva la manutenzione ripetuta durante tutta l’estate.

I primi due contagi romani modificano il livello di attenzione nella Capitale. Le misure avviate puntano a circoscrivere la circolazione senza creare paura, fornendo ai cittadini indicazioni pratiche e ai servizi sanitari strumenti per riconoscere rapidamente eventuali nuovi casi.

 
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