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Coronavirus, studi dentistici fermi: le richieste della categoria
Abbiamo intervistato il professor Francesco Riva, medico odontoiatra che ci ha parlato delle categorie di medici investite dallo tsunami economico 

Tutte le categorie di lavoratori italiani sono al momento in estrema difficoltà: saracinesche abbassate, uffici chiusi, progetti sospesi, date da rinviare. Ogni anello della catena del sistema economico nazionale è quasi fermo, a eccezione delle poche aziende che utilizzano lo smart working. Abbiamo parlato con il professor Francesco Riva, medico odontoiatra che ci ha parlato delle esigenze delle categorie di medici investite da questo tsunami economico:

“Noi medici devolviamo nella cassa sanitaria Empam una quota dei nostri guadagni, ma in questo momento gli studi odontoiatrici sono chiusi, e saranno chiusi per un tempo al momento non prevedibile. La nostra richiesta è allora quella che la cassa Empam diminuisca del 50% le richieste delle somme che dobbiamo devolvere, si tratta insomma della possibilità di poter dare la metà di quanto versavamo prima della cessazione delle attività per lo stato di emergenza.

Quella di cui si parla è una cassa florida, e non essendo un'esenzione ha un fine di tipo etico, dunque si può modificare per un periodo, il denaro da versare. Denaro che potrà servire, e molto, quando finirà questa emergenza, per riprendere le attività.

In questo momento così particolare in cui tutte le persone hanno sospeso le loro normali attività, quasi tutte le categorie di lavoratori sono sottoposte ad uno stress economico. Sicuramente noi dentisti siamo categorie meno in difficoltà di altre, ma anche noi stiamo iniziando a sentire i colpi. Consideri anche la filiera: ogni dentista ha almeno una persona in segreteria, un assistente, odontotecnici, aziende che vendono le apparecchiature...quando si riprenderanno senza un fondo da parte per loro? La nostra è una richiesta di buon senso e lungimiranza”.

 

La lettera inviata dalla Confederazione Aepi al ministero della Sanità

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