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Roma. Processo Raggi, Lombardi (M5s): Se condannata deve dimettersi
"Ha firmato il codice etico M5s come tutti noi. Non ci sono piani B"

Il 10 novembre sarà, forse, un giorno fatidico per rivelare il destino politico del sindaco di Roma, Virginia Raggi. Il Tribunale di piazzale Clodio pronuncerà, quel giorno, la sentenza del processo che vede imputata per falso la prima cittadina della Capitale, in merito alla nomina di Renato Marra - fratello di Raffaele Marra, allora capo del personale del Campidoglio - alla guida del Dipartimento del Turismo.

Una nomina di cui la sindaca aveva, sin dai giorni dell’arresto del suo capo del personale, rivendicato la paternità, dichiarando anche all’anticorruzione capitolina che la scelta era stata solo sua e che il suo braccio destro si era astenuto dalla nomina del fratello. Ma ciò risultò falso. Le intercettazioni telefoniche la sbugiardarono; il materiale raccolto dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma alla guida del generale Antonio De Vita, è consistente.

Una storia che ha rischiato di minare fortemente la fiducia dell'elettorato grillino verso i rappresentanti del Movimento, e di creare una spaccatura al suo interno. Il regolamento etico interno al Movimento imponeva alla Raggi di dimettersi, solo per il fatto di essere indagata, ma ciò non avvenne. Fu necessario l'intervento del leader  Beppe Grillo, insieme a Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista a sbrogliare la matassa, facendo modificare il codice etico, contemplando ora le dimissioni solo in caso di condanna, non più all'avviso di garanzia.

Il 23 ottobre prossimo Virginia Raggi sarà sottoposta all'esame di interrogazione, mentre il 25 ottobre sarà la volta di Raffaele Marra e poi a seguire tutti i protagonisti fino alla sentenza finale prevista il 10 novembre. Hanno destato sorpresa le dichiarazioni di Roberta Lombardi, capogruppo M5s alla Regione Lazio, in merito alla vicenda del processo a Virginia Raggi.

Da tempo la Lombardi vive una certa rivalità con la prima cittadina di Roma, la si evince anche dalle parole rilasciate al quotidiano "La Repubblica":  "In caso di condanna la Raggi si deve dimettere, perché ha firmato il codice etico M5s come tutti noi. Non ci sono piani B, siamo 5 Stelle - sottolinea - e se deroghiamo alle nostre stesse regole diventiamo come gli altri". 

"Non sarò certo io a dire che a Roma va tutto benissimo", ha affermato Lombardi, e ancora: "Ho l'onestà intellettuale e gli occhi per vedere che la mia città è ancora molto in difficoltà", punzecchia infine la consigliera grillina. Intanto gli esperti, di fronte ad una condanna in primo grado di Virginia Raggi, ipotizzano uno scenario con molti consiglieri grillini a sostegno della Raggi anche senza simbolo M5s.

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