POLIZIA LOCALE

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Roma. Comandante Porta: Via all'accorpamento dei gruppi, addio doppioni
“Ultimamente abbiamo due grossi problemi, il ‘presidio’ delle buche e la mancanza della bonifica post incidente stradale"

Il provvedimento per l’accorpamento dei gruppi della Polizia locale di Roma Capitale è pronto e verrà emanato a giorni, con l’obiettivo di allineare i comandi territoriali ai Municipi eliminando i doppioni in I, II, V e VII. Un progetto che sarà poi seguito da una più approfondita riorganizzazione e razionalizzazione del Corpo, dopo la definizione del nuovo contratto decentrato e del nuovo ordinamento professionale.

Ad annunciarlo è il comandante della Polizia locale capitolina, Diego Porta, audito stamattina dalla commissione Trasparenza di Roma Capitale, presieduta da Marco Palumbo (Pd), a cui l’agenzia Dire ha assistito.

“Abbiamo convocato questa commissione per avere chiarimenti sulla delibera 222/2015 che prevede l’accorpamento dei gruppi della Polizia locale- ha spiegato Palumbo aprendo la commissione- Poi faremo un lavoro analogo per le Uot, dove continuiamo a mantenere doppioni. Ci sono arrivate richieste da alcuni Municipi per sapere a che punto era questa situazione, visto che finora mi sembra che abbiamo solamente cambiato le scritte sulle macchine da Polizia municipale a Polizia locale“.

L’accorpamento dei gruppi, ha spiegato Porta, “è previsto dalla delibera 222/2015, che era stata provvisoriamente sospesa in attesa della fine del Giubileo fino al 30 gennaio 2017. Si tratta di un provvedimento molto importante perché tende ad allineare i gruppi della Polizia locale con i Municipi: parliamo di I, II, V e VII dove invece che uno insistono due gruppi”. Questo provvedimento “coinvolge più di un terzo del personale, ovvero più di 2mila persone. Si parla di sedi, personale, competenze e procedure amministrative, quindi è un progetto molto importante e molto delicato a cui ho cominciato a lavorare sin dal mio insediamento su un progetto”.

La proposta si basa su alcuni criteri di base, e il primo, ha sottolineato il comandante dei Vigili, “è prevedere in fase di accorpamento di due gruppi una allocazione della sede principale del gruppo presso la presidenza del relativo Municipio per favorire correlazioni e rapporti, o comunque nel posto più vicino agli organi di governo del Municipio”.

L’attuazione della delibera, però, “implica una rivisitazione anche del nostro ordinamento professionale: noi abbiamo il cosiddetto ‘gruppo tipo’ che prevede un certo numero di funzionari, mentre abbiamo un’organizzazione completamente diversa per il I Gruppo, che risulta atipico per numero di personale. Dopo l’accorpamento, infatti, avrà circa 800 unità, mentre gli altri gruppi accorpati avranno dalle 390 alle 420 unità. Un numero comunque superiore al ‘gruppo tipo’ che ha un organico di circa 200 unità”. Il numero dei caschi bianchi per territorio, perciò, andrà rivisto in seguito.

Il progetto che Porta si accinge a varare, ha spiegato egli stesso, “è stato presentato dopo varie riunioni con i gruppi e un confronto per capire come appostare gli uffici nei vari Municipi: al Centro, per esempio, oltre alla sede di via della Greca abbiano anche quella di viale Trastevere, l’optimum sarebbe l’accorpamento in unico edificio ma questo pone alcuni problemi, quindi stiamo ragionando in base alla disponibilità attuale degli immobili”.

Oltre al confronto con i gruppi “il progetto è il frutto anche di tre incontri con le organizzazioni sindacali, è un progetto molto complesso e all’esito dell’ultimo incontro abbiamo stilato un verbale in cui si dice che, proprio per questo, l’accorpamento dovrà andare di pari passo con il nuovo ordinamento professionale del Corpo, visto che il vecchio risale al 2008, che insieme al nuovo contratto e allo stesso accorpamento sono i tre elementi fondamentali per la riorganizzazione”.

Per il momento, comunque, “il provvedimento che a pochi giorni emanerò riguarderà per ora un accorpamento di natura direzionale, per esempio il I Gruppo Trevi e il I Gruppo Prati saranno accorpati in una sede unica individuata a via della Greca, ma al momento non ci sarà lo spostamento del personale perché aspettiamo il nuovo ordinamento professionale.

Subito dopo l’accorpamento farò il provvedimento di nomina dei nuovi comandanti dei Gruppi come prevede la legge anticorruzione, visto che sono tutti in carica da almeno 3 anni”. L’accorpamento, per ora, riguarderà solo le Unità organizzative e non per esempio i Pics, “che sono una sezione in capo al comandante generale- ha spiegato il comandante- ma non è escluso che in seguito ci sarà un provvedimento di razionalizzazione e riorganizzazione più ampio”.

Il quadro della situazione della Polizia locale di Roma è però, la denuncia del comandante, “condito da un’insufficienza di organico molto elevata, una previsione di 8.300 unità a fronte delle meno di 5.800 di cui disponiamo. Attualmente, poi, siamo deficitari di 3 dirigenti perché la delibera di accorpamento prevede il passaggio da 30 a 26, invece noi ne abbiamo ancora di meno e quindi dovremo attribuire degli interim per consentire il governo dei Gruppi”.

Su tutto questo “si innesta anche la delibera della Giunta regionale, che ha previsto un nuovo regolamento per tutte le Polizie locali a livello regionale che prevede uniformità di gradi, uniformi e parco macchine”.

A una situazione già complicata, però, si aggiungono nuove criticità: “Ultimamente abbiamo due grossi problemi, il ‘presidio’ delle buche e la mancanza della bonifica post incidente stradale, visto che Ama da mesi non interviene più: abbiamo segnalato da tempo questo problema all’amministrazione, che quindi ne è al corrente. È una situazione- ha concluso Porta- che per ore intere immobilizza le nostre pattuglie, che già sono poche, su alcuni tratti di strada”.

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