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Film, "Mustang", le 5 sorelle turche che lottano per la libertà
Sonay, Selma, Ece, Nur e Lale sono cinque sorelle orfane che vivono in un piccolo paese della Turchia. Crescono con la nonna e gli zii

Sonay, Selma, Ece, Nur e Lale sono cinque sorelle orfane che vivono in un piccolo paese della Turchia. Crescono con la nonna e con gli zii. L'ultimo giorno di scuola decidono di andare al mare insieme agli amici. Tornano a casa e... non ne escono più. I parenti le rinchiudono in casa e le sottopongono a dure lezioni di cucina e di tutti i lavori domestici. Le ragazze devono prepararsi a matrimoni riparatori, con uomini che non conoscono, scelti per loro dalla nonna. Tutte devono "pagare" la loro scelta di essere andate al mare con i maschi. Perché per la società in cui vivono, quello che hanno fatto ha messo in pericolo la loro verginità. Sono ormai donne perdute. Senza più onore. Così inizia "Mustang", primo film di una giovane regista turca, Deniz Gamze Erguven, che esce in Italia il 29 ottobre. "Quello che racconto in Mustang è tutto vero. La storia è basata su quello che è successo a me quando ero piccola", racconta Deniz, "ero andata un giorno al mare con i miei compagni di scuola. Insieme, maschi e femmine. Quando sono tornata a casa i miei genitori non mi hanno imprigionata, ma rimproverata a non finire. Io non capivo: avevo giocato con i ragazzi, che avevo fatto di male? Anche le altre scene del film sono tratti da storie di vita vera". Questo film è stato girato con capitali francesi e rappresenterà la Francia agli Oscar come miglior film straniero. Deniz è nata a Ankara, è cresciuta tra la Turchia e la Francia, si è diplomata in regia al Femis di Parigi. E' molto dura nei confronti del suo paese natio: "La Turchia è sessista, la donna turca fin dall'infanzia viene giudicata, vista con sguardo laido, mortificata nella sua femminilità. La sua libertà di scelta non è un diritto riconosciuto. Purtroppo devo ammettere che non è cambiato molto da quando ero piccola. Anche oggi in troppe scuole le ragazze vengono separate dai maschi, non solo nelle aule ma anche sulle scale! Le donne turche hanno il diritto di voto, nelle grandi città si sono evolute... ma la Turchia è un paese di oltre 70 milioni di abitanti di diverse radici e etnie. E' una società molto eterogenea che nell'insieme è rimasta patriarcale. Tutt'oggi il codice d'onore resiste ovunque".

"Mustang" non è un film drammatico. Perché le cinque protagoniste non perdono mai la voglia di combattere e, anche se rinchiuse in casa, sono sempre allegre, sorridenti, determinate. Nessuna di loro si sente una vittima. Nessuna di loro abbassa la testa di fronte ai matrimoni combinati e a una vita senza libertà imposta loro dai "grandi". Deniz Erguven è molto severa con le donne adulte turche, nel film rappresentate dalla nonna delle ragazze: "Le donne in Turchia sono state educate a riprodurre le consuetudini. Spesso sono loro a contribuire a tenere vive le tradizioni, compresa quella del matrimonio combinato, che resiste e non solo nelle campagne". Nel film una delle protagoniste, Selma, deve subire una visita medica prima del matrimonio perché la sua famiglia, e quello dello sposo, vogliono essere sicuri che sia vergine. Dopo la prima notte di nozze, i suoi suoceri la riportano dai medici. Accusano Selma di aver mentito sulla sua verginità. Loro hanno ben ispezionato il letto dove il matrimonio è stato "consumato" e si sono arrabbiati perché non hanno trovato sangue. Ma Selma risponde a testa alta, con sfrontatezza, a tutte le violenze psicologiche che deve subire. Come fanno le sue sorelle. Sfidano tutto e tutti. Sono appunto come i cavalli selvaggi del titolo. Non si arrendono mai. "Mustang" uscirà in Turchia a novembre, ma censure e divieti sono in agguato. Deniz ne è consapevole: "Racconto una realtà che i turchi conoscono, anche se molti fanno finta di non vedere. Se la censura ne vieterà l'uscita, userò Internet per diffondere il film anche nel mio paese".

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