Una bici ogni 13 secondi sulla Prenestina: Roma pedala, ma le ciclabili sono all’altezza?

Se una ciclabile problematica registra già una bici ogni 13 secondi, quanti romani sceglierebbero di pedalare se i percorsi fossero davvero sicuri, continui e ben collegati?
Di Fabio Vergovich
Pista ciclabile via Prenestina
Pista ciclabile via Prenestina

Una bicicletta ogni 13 secondi. Non ad Amsterdam, non a Copenaghen, ma sulla via Prenestina, a Roma. E soprattutto lungo una pista ciclabile che, secondo Legambiente, è tutt’altro che un modello di infrastruttura urbana.

Il dato arriva dal conteggio definitivo del Giretto d’Italia, la campagna nazionale organizzata da Legambiente che nella Capitale ha coinvolto anche FIAB, Salvaiciclisti, Assessorato e Dipartimento Mobilità di Roma Capitale.

Il monitoraggio effettuato il 17 settembre restituisce una fotografia interessante di una città che, almeno in parte, sembra aver già cominciato a cambiare abitudini: in due ore mattutine sono state registrate 3.180 biciclette lungo quindici piste ciclabili, una per ogni municipio.

Di queste, 1.534 erano biciclette tradizionali e 1.646 elettriche. Le e-bike, dunque, superano ormai numericamente quelle muscolari nel campione rilevato durante l’iniziativa.

Il record della Prenestina: 545 biciclette in due ore

Il dato che colpisce maggiormente riguarda però via Prenestina.

Al punto di rilevazione predisposto nei pressi dell’incrocio con via Fieramosca, in due ore sono state conteggiate 545 biciclette. Tradotto: una ogni 13 secondi.

Un numero notevole per qualunque asse urbano, ancora più significativo se confrontato con le condizioni della pista ciclabile su cui queste persone si muovono.

Legambiente la definisce infatti un «budello rischioso» che si sviluppa tra automobili parcheggiate, cassonetti, furgoni lasciati con le quattro frecce e ostacoli di vario genere.

Eppure i ciclisti continuano a utilizzarla.

È proprio questo il punto sottolineato dagli ambientalisti: nonostante le difficoltà del percorso, la domanda di mobilità ciclabile sulla Prenestina è già molto forte.

Legambiente: “Roma pedala, ora servono infrastrutture migliori”

«A Roma le bici sono una grande realtà e una straordinaria chiave di sviluppo della mobilità sostenibile», dichiarano Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio e responsabile nazionale mobilità, e Amedeo Trolese, responsabile regionale mobilità dell’associazione.

La tesi è sostenuta dai numeri del Giretto d’Italia: quando esistono percorsi che consentono di utilizzare la bicicletta negli spostamenti quotidiani, una parte crescente dei cittadini sembra disposta a lasciare a casa l’automobile.

La Prenestina diventa così quasi un caso di scuola. La pista è frequentatissima nonostante le condizioni non ottimali. Per Legambiente questo rende ancora più urgente un intervento del Municipio e del Campidoglio per migliorarne sicurezza, continuità e qualità.

Il tema riguarda soprattutto chi utilizza la bici non per una passeggiata domenicale, ma come vero mezzo di trasporto: per andare al lavoro, raggiungere una stazione, accompagnare i figli o spostarsi da un quartiere all’altro.

Non solo bici: tram e metropolitane per ridurre le auto

Per Legambiente, però, puntare sulla bicicletta non significa sostituire un problema con un altro. La mobilità sostenibile romana passa necessariamente anche attraverso il potenziamento del trasporto pubblico.

L’associazione richiama così i progetti delle nuove linee tranviarie previste su via Nazionale, via Tiburtina, viale Togliatti e lungo la Casilina, oltre alle ulteriori linee presentate al Ministero e agli interventi per il prolungamento delle metropolitane.

L’obiettivo indicato è ridurre progressivamente il numero delle automobili presenti sulle strade e restituire spazio ai pedoni, alle biciclette e al trasporto collettivo.

Roma non è Amsterdam. Ma nemmeno Amsterdam lo è sempre stata

Il confronto con le grandi città europee è inevitabile. Roma parte da una situazione profondamente diversa da quella delle capitali considerate maggiormente avanzate sulla mobilità ciclabile, ma Legambiente invita a non utilizzare questa distanza come alibi.

Il ragionamento dell’associazione è che città oggi considerate modelli internazionali non siano diventate ciclabili spontaneamente: sono state trasformate attraverso scelte urbanistiche e politiche che nel corso degli anni hanno progressivamente ridotto lo spazio destinato all’automobile privata.

A Roma il cambiamento appare molto più lento, ma i numeri raccolti il 17 settembre dicono che una parte dei cittadini è già pronta.

3.180 biciclette in due ore non costituiscono un dato trascurabile. E le 545 bici sulla sola Prenestina raccontano qualcosa in più: anche quando la strada non facilita chi pedala, i romani continuano a utilizzare le due ruote.

Ora la domanda passa dalle strade al Campidoglio: se una ciclabile problematica registra già una bici ogni 13 secondi, quanti romani sceglierebbero di pedalare se i percorsi fossero davvero sicuri, continui e ben collegati?

 
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