Tram 19, via libera al nuovo capolinea di viale delle Milizie: il ritorno a Prati si avvicina, ma restano interrogativi

La Giunta Capitolina ha approvato il progetto esecutivo del capolinea provvisorio del tram 19 in viale delle Milizie. Il servizio dovrebbe tornare a Prati nei primi mesi del 2027
Di Redazione
Tram Roma Prati
Tram Roma Prati

La Giunta Capitolina ha approvato il progetto esecutivo e il relativo quadro economico per la realizzazione del nuovo capolinea provvisorio del tram 19 in viale delle Milizie, tra via Barletta e viale della Giuliana. Si tratta di un passaggio amministrativo che consente di avviare la fase realizzativa dell’opera e che rappresenta un tassello fondamentale per il ritorno del servizio tranviario nel quartiere Prati, previsto nei primi mesi del 2027.

Il nuovo capolinea sarà costruito su una sede tranviaria protetta larga sette metri, collocata a ridosso del marciapiede in un tratto sufficientemente ampio da consentire il mantenimento di due corsie di marcia dedicate al traffico privato. Secondo il Campidoglio, questa soluzione permetterà di conciliare il ripristino del servizio con la circolazione automobilistica lungo uno degli assi più trafficati del quartiere.

Con la riattivazione della linea, il tram 19 tornerà a servire un quadrante strategico della città, ristabilendo il collegamento con la metro A alla stazione Lepanto e garantendo l’accesso diretto alla Città Giudiziaria, alla Città Militare, agli istituti scolastici della zona e alle numerose attività presenti nel quartiere Prati. Per migliaia di pendolari e residenti si tratta di un collegamento atteso da anni, dopo la lunga interruzione del servizio.

L’approvazione del progetto rappresenta però anche l’occasione per una riflessione più ampia sul futuro della rete tranviaria della Capitale. L’analisi di Odissea Quotidiana evidenzia infatti come, dietro un intervento apparentemente circoscritto, si nascondano scelte destinate a incidere sull’organizzazione complessiva del trasporto pubblico romano.

L’origine della soluzione individuata va ricercata nella pedonalizzazione di via Ottaviano. La trasformazione dell’area, finalizzata a restituire spazio ai pedoni e a ridurre il traffico veicolare, ha infatti impedito il ripristino del tradizionale percorso del tram fino a piazza Risorgimento, storico capolinea della linea. Per garantire il ritorno del servizio è stata quindi individuata una soluzione alternativa in viale delle Milizie.

Dal punto di vista operativo il nuovo capolinea consentirà di riportare il tram nel quartiere, ma dal punto di vista della pianificazione della rete emergono alcune criticità. Pur essendo definito “provvisorio”, il nuovo impianto è destinato a rimanere in esercizio per un periodo molto lungo, almeno fino al completamento dei cantieri della metro C nell’area del Vaticano, previsto non prima della metà del prossimo decennio. Una transitorietà che, nei fatti, rischia di assumere i contorni di una soluzione stabile per molti anni.

Secondo la nostra analisi, questa scelta potrebbe limitare le potenzialità di sviluppo della rete tranviaria. Il mancato prolungamento fino a piazza Risorgimento riduce infatti le possibilità di integrazione con la futura tranvia Vaticano-Aurelio-Termini (TVA), uno dei principali progetti previsti per il quadrante occidentale della città. La connessione tra le due infrastrutture avrebbe potuto rafforzare l’effetto rete, aumentando le possibilità di interscambio e rendendo più competitivo il sistema tranviario rispetto al trasporto privato.

Anche sotto il profilo della gestione del servizio il nuovo assetto comporterà una serie di adattamenti. Atac dovrà riorganizzare turni, esercizio e frequenze di una linea che collega il quadrante est della città con Prati. Il nuovo capolinea dovrà inoltre garantire un’adeguata gestione dei flussi di passeggeri diretti verso la metro A e i principali poli attrattori del quartiere, assicurando un interscambio efficiente e sicuro.

Non mancano infine gli aspetti legati alla viabilità. Sebbene il progetto preveda il mantenimento di due corsie per senso di marcia, l’inserimento della sede tranviaria in un asse già oggi molto trafficato potrebbe incidere sulla fluidità della circolazione e sulla disponibilità della sosta. Si tratta di elementi che potranno essere valutati solo una volta entrata in funzione la nuova configurazione stradale.

Il via libera al progetto esecutivo segna dunque un passo concreto verso il ritorno del tram 19 nel quartiere Prati, restituendo un collegamento fondamentale tra la rete tranviaria e la metro A. Allo stesso tempo, la scelta del capolinea provvisorio apre una riflessione più ampia sulla pianificazione del trasporto pubblico romano: le decisioni assunte oggi influenzeranno infatti per molti anni la capacità della rete di crescere come un sistema realmente integrato, nel quale ogni nuova infrastruttura contribuisca a rafforzare le connessioni con le altre linee anziché limitarne le potenzialità.

Andrea Castano – Odissea Quotidiana

 
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Cronaca

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