Roma continua a confrontarsi con problemi di mobilità che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini. Nonostante gli investimenti in infrastrutture e mezzi pubblici, la Capitale si colloca tra le città italiane ed europee con i più alti livelli di congestione stradale e con una percentuale relativamente bassa di abitanti che utilizzano quotidianamente il trasporto pubblico. L’insieme di questi fattori contribuisce non solo a rallentare gli spostamenti, ma anche a incrementare l’impatto ambientale e i costi sociali legati al traffico urbano.
Secondo i dati Eurostat riferiti al 2024, in Italia quasi sette persone su dieci non utilizzano regolarmente autobus, tram, metro o treni locali. Per Roma, città caratterizzata da una rete di trasporto pubblico composta da metro A, metro B, con la diramazione B1, metro C, tram e linee di autobus urbani e suburbani, ciò si traduce in una forte pressione sul traffico veicolare privato.
Gli automobilisti romani trascorrono mediamente 76 ore all’anno in coda, con una velocità media di circa 20 km/h nelle ore di punta, posizionando la città al 17° posto mondiale per congestione stradale e quarta in Europa, secondo il rapporto Inrix Global Traffic Scorecard 2025.
La bassa propensione all’uso del trasporto pubblico non riguarda solo questioni di abitudine, ma riflette anche le caratteristiche del servizio offerto. La frequenza dei mezzi, la puntualità, la copertura delle linee e lo stato generale dei mezzi influenzano in modo diretto le scelte dei cittadini. Una parte significativa della popolazione preferisce ancora l’automobile privata, con conseguenze dirette sui tempi di spostamento e sulla vivibilità urbana.
L’impatto della congestione romana si estende anche all’ambiente e alla salute pubblica. Secondo le stime della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), il traffico veicolare contribuisce in maniera rilevante alle emissioni nazionali: circa il 26% dei gas serra, il 50% degli ossidi di azoto e il 13% del particolato atmosferico derivano dai veicoli privati. In termini quantitativi, il traffico urbano produce annualmente circa 19,3 mila tonnellate di PM10, particelle in grado di provocare effetti negativi sulla salute respiratoria e cardiovascolare.
L’impatto economico complessivo di congestione e inquinamento, includendo costi sanitari e sociali, è stimato intorno ai 34 miliardi di euro all’anno a livello nazionale.
La qualità e l’affidabilità del trasporto pubblico risultano pertanto elementi determinanti per incentivare l’uso dei mezzi collettivi. Esperti e rappresentanti del settore sottolineano che la sicurezza, le condizioni dei mezzi e la continuità del servizio rappresentano fattori chiave nelle scelte dei cittadini. Il presidente di Agens, Gianpiero Strisciuglio, evidenzia come il rafforzamento del trasporto pubblico locale e lo sviluppo di politiche di intermodalità siano strumenti necessari per ridurre traffico e inquinamento nella Capitale.
Anche Alessandro Miani, presidente della Sima, conferma che migliorare le condizioni del trasporto pubblico può influire significativamente sulla propensione dei romani a lasciare l’auto privata a casa.
A Roma, gli interventi recenti hanno riguardato sia il potenziamento della rete metropolitana sia il rinnovo dei mezzi di superficie. Tuttavia, le linee metro presentano ancora criticità in termini di frequenza e copertura, mentre alcune linee tramviarie soffrono di ritardi dovuti a interferenze con il traffico stradale. Gli autobus, pur rappresentando la spina dorsale del trasporto urbano, sono spesso soggetti a congestioni e rallentamenti nelle aree centrali e nei quartieri più popolosi.
Questi fattori contribuiscono a mantenere alta la quota di cittadini che preferiscono l’automobile privata, nonostante i costi elevati e l’impatto ambientale associato.
In termini di possibili strategie, gli esperti indicano che l’intermodalità, ovvero la combinazione tra mezzi pubblici, biciclette, monopattini e percorsi pedonali, può rappresentare una soluzione efficace per migliorare la mobilità urbana. Inoltre, un miglioramento della qualità dei servizi, unito a campagne di sensibilizzazione sull’impatto del traffico, può favorire un cambiamento delle abitudini di spostamento. Sebbene i dati mostrino che la maggior parte dei romani continua a privilegiare il mezzo privato, l’adozione di soluzioni integrate e sostenibili resta un obiettivo cruciale per il futuro della città.
Roma si trova quindi a un punto critico: la congestione crescente e l’impatto ambientale derivante dall’uso massiccio dell’auto privata richiedono interventi strutturali e continui miglioramenti del trasporto pubblico. La sfida principale resta quella di rendere più appetibile l’utilizzo dei mezzi collettivi, garantendo sicurezza, regolarità e capillarità del servizio, senza imporre giudizi o soluzioni punitive, ma presentando scelte concrete e percorribili per cittadini e istituzioni.
Andrea Castano – Odissea Quotidiana