Tor Sapienza, allarme fentanyl: “Zombie” nelle strade. Lo stabile occupato torna al centro dello spaccio

Allarme fentanyl a Tor Sapienza: residenti in corteo contro spaccio e degrado. Nel mirino lo stabile occupato di via Cesare Tallone
Di Lina Gelsi
Fentanyl arriva a Roma

A Tor Sapienza la paura ormai ha un nome: fentanyl. Lo pronunciano i residenti, lo ripetono durante le passeggiate organizzate nel quartiere, lo associano alle immagini di uomini e donne immobili sui marciapiedi, piegati su se stessi, incapaci apparentemente di controllare il proprio corpo. Li chiamano “zombie”, usando la stessa parola diventata tristemente familiare nei filmati provenienti dalle città americane devastate dagli oppioidi sintetici.

Roma, naturalmente, non è Philadelphia e sarebbe scorretto sostenere che tutte quelle persone abbiano assunto fentanyl senza analisi tossicologiche in grado di dimostrarlo. Ma sarebbe altrettanto sbagliato sottovalutare ciò che sta accadendo nella periferia est della Capitale. I residenti denunciano apertamente la circolazione della sostanza insieme a crack, eroina e cocaina, mentre immagini e testimonianze raccolte nelle ultime settimane raccontano un quartiere dove tossicodipendenza, furti e spaccio sono diventati una presenza quotidiana.

Da questa estate l’incubo raccontato dagli abitanti

“Da questa estate siamo invasi dagli zombie”, è la descrizione più brutale che arriva dal quartiere. Persone che rimangono per lunghi periodi immobili oppure si trascinano lungo le strade in evidente stato di alterazione. Quando tornano parzialmente lucide, denunciano alcuni abitanti, comincerebbero anche i furti: automobili forzate, benzina sottratta dai serbatoi, oggetti rubati per procurarsi il denaro necessario alla dose successiva.

Non si tratta più soltanto di qualche segnalazione isolata. La sera del 24 settembre i residenti sono scesi nuovamente in strada con una manifestazione-passeggiata per chiedere sicurezza e interventi concreti contro il degrado. Il corteo ha trasformato in protesta pubblica una situazione che da settimane viene documentata anche attraverso fotografie e video diffusi sui social.

La frase che circola tra chi vive nella zona è inquietante nella sua semplicità: “È arrivato nelle nostre strade”.

Via Cesare Tallone, il palazzo che continua a tornare al centro dell’emergenza

Il punto più delicato rimane lo stabile abbandonato di via Cesare Tallone, un enorme edificio che negli anni è stato occupato, liberato e nuovamente occupato. All’inizio di settembre la Tgr Lazio documentava le proteste degli abitanti e riferiva della presenza nel complesso di tossicodipendenti e spacciatori, con centinaia di persone che gravitavano nell’edificio.

Quella struttura non compare oggi per la prima volta nelle cronache. Nel luglio scorso la Polizia era già intervenuta nel complesso, dove erano state identificate decine di persone. Lo stabile era stato ripetutamente liberato e poi nuovamente occupato ed era stato indicato come teatro, negli anni, di aggressioni, rapine, incendi e altri gravi episodi criminali.

Il caso più drammatico risale allo scorso maggio, quando una donna colombiana di 32 anni denunciò di essere stata portata nell’edificio, segregata per tre giorni, drogata e violentata. Cinque persone furono sottoposte a fermo nell’ambito dell’inchiesta.

Adesso lo stabile viene indicato ancora una volta dagli abitanti come uno dei principali punti di riferimento dello spaccio. Secondo quanto raccontato nel quartiere, attorno all’edificio si sarebbe organizzato anche un sistema di approvvigionamento rapido: gruppi di rider arriverebbero nella zona, ritirerebbero la droga per poi allontanarsi. Un particolare che, se confermato investigativamente, descriverebbe una modalità di distribuzione molto diversa dalla tradizionale cessione della dose direttamente al consumatore.

Spaccio e droga pesante, Tor Sapienza è già sotto pressione

Che nell’area esista un problema di traffico e consumo di stupefacenti non è soltanto una percezione. Il 10 settembre un’operazione della Polizia nella periferia est di Roma, lungo l’asse Prenestina-Togliatti e nelle zone di Tor Sapienza e Centocelle, ha portato a sei arresti e al sequestro di circa due chili di droga, fra cocaina, crack e hashish. Gli investigatori hanno scoperto sistemi ingegnosi per nascondere le sostanze, da una cassaforte ricavata dentro una panca fino a un condotto dell’acqua utilizzato come deposito delle dosi.

Sul fentanyl, però, serve mantenere una distinzione fondamentale. L’allarme nel quartiere è reale, ma non equivale ancora alla conferma scientifica che le persone riprese in quelle condizioni abbiano assunto proprio fentanyl. Le testimonianze degli abitanti devono quindi essere prese sul serio senza trasformarle in una certezza che, allo stato attuale delle informazioni pubblicamente disponibili, richiede analisi e sequestri specifici.

La preoccupazione nazionale intorno alla sostanza, del resto, non nasce a Tor Sapienza. Il Governo ha già adottato un Piano nazionale contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici e nel luglio scorso il Ministero della Salute ha disposto un’ispezione e attivato i Nas dopo il furto di fentanyl avvenuto all’Ospedale Israelitico di Roma, rafforzando i controlli sulla conservazione e sulla possibile circolazione illecita del farmaco.

Il rischio più grave sarebbe aspettare una conferma quando il quartiere è già in sofferenza

Il punto, quindi, non è trasformare Tor Sapienza nella Philadelphia italiana sulla base di qualche video. Il punto è evitare che il dubbio sulla natura esatta della sostanza diventi un alibi per ignorare tutto il resto.

Lo stabile di via Tallone esiste. Lo spaccio è stato denunciato e documentato. Le operazioni antidroga nella periferia est sono recentissime. I residenti scendono in strada perché non vogliono più convivere con tossicodipendenti in condizioni estreme, furti, degrado e paura.

Se quelle dosi contenessero realmente fentanyl, il problema assumerebbe una dimensione ancora più grave. Se invece si trattasse di altre sostanze o di combinazioni di droghe già presenti nelle piazze romane, Tor Sapienza avrebbe comunque un’emergenza davanti agli occhi.

Per gli abitanti cambia poco. La loro richiesta non è sapere quale nome chimico dare alla sostanza che sta piegando le persone sui marciapiedi. Vogliono poter tornare a camminare nelle proprie strade senza avere paura.

 
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Cronaca

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