Termini-Centocelle, niente riapertura: il futuro passa dai bus e dalla nuova tramvia

Dopo l’incidente del 4 marzo, il Campidoglio esclude il ritorno in servizio della Termini-Centocelle: linee sostitutive in attesa della trasformazione in tram
Di Redazione
Treno Termini-Centocelle

La linea Termini-Centocelle non riaprirà. È questo l’esito principale emerso dalla commissione mobilità del 9 aprile in Campidoglio, convocata per fare chiarezza sul futuro della ferrovia dopo l’incidente avvenuto lo scorso 4 marzo nel tratto a binario compenetrato di Ponte Casilino. A oltre un mese dalla sospensione del servizio, l’amministrazione capitolina ha confermato che non esistono le condizioni per una riattivazione della linea, mentre si lavora al potenziamento del servizio sostitutivo su gomma.

A spiegare le ragioni della chiusura è stato l’assessore alla mobilità Eugenio Patané, che ha ricostruito quanto accaduto. Secondo la commissione d’indagine, l’incidente sarebbe stato causato da un errore umano, con il probabile superamento di un segnale a via impedita. Tuttavia, il sistema di sicurezza attualmente in uso non è stato in grado di impedire l’evento. Il tratto interessato, infatti, utilizza un segnalamento con “rosso permissivo”, che consente ai macchinisti di oltrepassare il segnale anche in condizioni di stop, ad esempio in caso di guasto.

Una configurazione che ha portato l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA), l’ente pubblico incaricato della vigilanza sulla sicurezza del sistema ferroviario italiano, a imporre una serie di prescrizioni per la messa in sicurezza della linea. Tra queste, l’installazione del sistema “train stop”, sia a terra sia a bordo dei convogli, in grado di impedire automaticamente il superamento non autorizzato dei segnali.

Interventi che, secondo quanto riferito dall’assessorato e da Atac, risultano incompatibili sotto il profilo dei costi e dei tempi con il progetto già avviato per la trasformazione della linea nella futura tramvia Termini-Giardinetti-Tor Vergata. Una valutazione che ha portato alla decisione di non procedere con l’adeguamento dell’infrastruttura esistente e, di conseguenza, a escludere la riapertura del servizio ferroviario.

Nel frattempo, il nodo principale resta quello del servizio sostitutivo. Durante la commissione sono emerse le criticità legate all’attuale offerta su gomma, che si basa principalmente sul potenziamento della linea 105, incrementata del 30%, e sul rafforzamento della 409. Tuttavia, la regolarità delle corse risulta fortemente compromessa dalle condizioni del traffico, soprattutto in assenza di un secondo capolinea a Termini che consenta una gestione più efficiente delle frequenze.

Ulteriori difficoltà potrebbero emergere nei prossimi mesi, in considerazione della prevista chiusura di parte della rete tramviaria per interventi di potenziamento delle sottostazioni elettriche. Una situazione che rischia di assorbire ulteriori risorse su gomma, limitando la possibilità di rafforzare le linee sostitutive della Termini-Centocelle.

Dal territorio, intanto, continuano ad arrivare richieste di maggiore trasparenza e chiarezza. Nel corso della commissione, il contributo di Odissea Quotidiana ha evidenziato la necessità di fornire ai cittadini informazioni puntuali, in particolare sul rapporto costi-benefici degli interventi richiesti da ANSFISA. Un passaggio ritenuto fondamentale per comprendere il contesto delle scelte e valutare l’efficacia delle soluzioni alternative.

Tra le ipotesi allo studio figura l’introduzione di una linea 105L tra Termini e Pigneto, oltre alla possibilità di istituire un nuovo collegamento. Soluzioni che, tuttavia, secondo alcune osservazioni emerse, non risolverebbero pienamente le criticità nei quartieri più penalizzati, come Torpignattara. L’assessore ha comunque ribadito che le valutazioni sono ancora in corso e che l’obiettivo resta quello di garantire un servizio adeguato.

Lo sguardo è ora rivolto al futuro. La gara per la realizzazione della nuova tramvia si chiuderà il prossimo 18 maggio, con l’avvio dei lavori previsto nel 2027 e l’entrata in esercizio nel 2029 (tutti i dettagli sulla gara, il cronoprogramma e i numeri della tramvia). Un progetto che si inserisce in una tendenza più ampia, che vede in molte città europee il ritorno del tram come soluzione efficiente, capace di coniugare elevata capacità di trasporto e costi inferiori rispetto alle metropolitane tradizionali.

Sul piano politico, il tema resta sensibile. Il presidente della commissione mobilità Giovanni Zannola, in un post pubblicato su Facebook, ha sottolineato la complessità delle scelte in campo: “Ma governare significa anche questo: non fermarsi alla gestione dell’esistente, ma avere il coraggio di prendere decisioni difficili quando servono a garantire sicurezza oggi e qualità del servizio domani”.

Nel frattempo, la sfida per il Campidoglio sarà quella di evitare che la chiusura della linea si traduca in un peggioramento strutturale della mobilità nel quadrante est della città, in particolare nei quartieri del V municipio, già caratterizzati da una domanda di trasporto elevata e da un’offerta infrastrutturale limitata.

Andrea Castano – Odissea Quotidiana

 
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Cronaca

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