Termini-Centocelle chiusa definitivamente: disagi sulla Casilina e sfida della nuova tramvia

Stop al trenino dopo l’incidente di marzo: l’assessore Patanè conferma la chiusura e annuncia misure per il servizio sostitutivo
Di Redazione
Treno Termini-Centocelle

La ferrovia Termini-Centocelle non riaprirà. Dopo settimane di incertezza, arriva la conferma ufficiale dell’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, che ha risposto ai comitati dei cittadini chiarendo il destino della linea e le azioni previste per affrontare i disagi lungo la direttrice della Casilina. Una decisione che segna un punto di svolta per migliaia di utenti, costretti da oltre un mese a fare i conti con un servizio sostitutivo su gomma che fatica a reggere la domanda.

Lo stop alla linea risale al 4 marzo scorso, quando due convogli si sono scontrati nel tratto di Ponte Casilino. Secondo le ricostruzioni, all’origine dell’incidente vi sarebbe stato un errore umano, con il superamento di un segnale a via impedita. L’episodio ha acceso i riflettori su alcune criticità strutturali della ferrovia, spingendo l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria a imporre interventi immediati, tra cui l’installazione di sistemi di sicurezza più avanzati.

Tuttavia, l’adeguamento tecnologico della linea si è rivelato incompatibile con tempi e risorse disponibili. Da qui la scelta del Campidoglio: non intervenire su un’infrastruttura destinata comunque a essere dismessa nel giro di pochi anni. La chiusura, quindi, non è più temporanea ma definitiva, inserita in una strategia più ampia che prevede la trasformazione dell’ex trenino in una moderna tramvia.

Il futuro della tratta passa infatti per la realizzazione della cosiddetta linea G, che collegherà Termini a Tor Vergata passando per Giardinetti. Il progetto prevede un tracciato di oltre 13 chilometri, 25 fermate e un investimento complessivo di 268 milioni di euro. La gara per l’affidamento dei lavori è già stata pubblicata e, una volta concluso l’iter, si aprirà la fase di cantiere, destinata a durare circa tre anni.

Nel frattempo, però, resta il problema della mobilità quotidiana. La chiusura della ferrovia ha lasciato un vuoto difficile da colmare, soprattutto per i quartieri lungo la Casilina, dove il trenino rappresentava un collegamento rapido e relativamente affidabile grazie alla sua sede riservata. Il servizio sostitutivo basato sugli autobus, pur potenziato, non riesce a offrire le stesse prestazioni.

Lo stesso assessore ha riconosciuto le difficoltà. Il rafforzamento della linea 105, incrementata del 30%, si scontra con i limiti del traffico urbano, che compromette la regolarità delle corse e allunga i tempi di percorrenza. Una criticità strutturale: un autobus, per sua natura, non può garantire gli stessi standard di puntualità e capacità di un’infrastruttura su ferro.

Le segnalazioni dei cittadini parlano di tempi di viaggio sensibilmente aumentati e di condizioni di viaggio più difficili, soprattutto nelle ore di punta. Un disagio diffuso che l’amministrazione capitolina definisce “un costo sociale consapevole”, inevitabile nella fase di transizione verso il nuovo sistema.

Per mitigare l’impatto, sono state annunciate alcune misure operative. Tra queste, l’attivazione della linea 105L, una versione limitata con meno fermate attiva nelle fasce orarie di maggiore affluenza, e il potenziamento della linea 409. Allo studio anche nuovi collegamenti per migliorare l’accesso alla metro C, con possibili connessioni dirette dalle aree più penalizzate, come Torpignattara, verso le stazioni di Centocelle e Malatesta.

Non si esclude inoltre l’introduzione di una navetta circolare tra le stazioni della metro C, con l’obiettivo di rafforzare l’intermodalità e ridurre i tempi di spostamento. Interventi che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbero rendere più sostenibile il periodo di transizione.

Parallelamente, si apre un confronto più strutturato con il territorio. Accogliendo le richieste dei comitati, il Campidoglio ha previsto l’istituzione di un tavolo permanente che coinvolgerà il municipio V, Atac, Roma Servizi per la Mobilità e i rappresentanti dei cittadini. L’obiettivo è monitorare l’andamento del servizio e raccogliere proposte per eventuali correttivi.

La fase che si apre si preannuncia complessa. Da un lato, la prospettiva di una nuova tramvia moderna e più efficiente; dall’altro, un periodo di almeno tre anni segnato da criticità e adattamenti. Per i quartieri lungo la Casilina, la sfida sarà convivere con un sistema meno performante in attesa di un’infrastruttura che promette di cambiare radicalmente il volto della mobilità locale.

Resta ora da verificare se le misure messe in campo riusciranno a contenere i disagi e a garantire un livello di servizio accettabile fino al completamento dei lavori. Una partita che si giocherà nei prossimi mesi, tra esigenze quotidiane e visione di lungo periodo.

Andrea Castano, Odissea Quotidiana

 
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