Martedì 5 maggio la protesta dei taxi assume una dimensione nazionale, con iniziative a Roma, Napoli, Milano e Torino. La mobilitazione nasce da una stessa denuncia: abusivismo, Ncc irregolari, piattaforme non regolamentate e controlli giudicati insufficienti stanno mettendo sotto pressione il servizio pubblico taxi. Manifesteranno in modo diverso: nella Capitale per esempio è previsto un presidio sotto al Campidoglio, senza astensione dal lavoro, con tassisti fuori turno; mentre a Napoli la mobilitazione assume la forma dello sciopero generale, con manifestazione a Piazza del Plebiscito dalle 8 alle 22.
Taxi in protesta il 5 maggio: la mobilitazione si allarga in più città
Non sarà una giornata isolata di agitazione locale. Il 5 maggio i tassisti porteranno in piazza, in forme diverse, un malessere che attraversa alcune delle principali città italiane. A Roma è previsto un presidio sotto al Campidoglio, a Napoli lo sciopero generale con manifestazione a Piazza del Plebiscito dalle 8 alle 22, a Milano un presidio autorizzato con corteo verso Piazza della Scala, a Torino un’assemblea spontanea all’Allianz Stadium alle 9.
Il filo comune è la difesa del servizio taxi come servizio pubblico non di linea, regolato da licenze, tariffe, turni, obblighi e controlli. Raffaele Salina, romano, segretario nazionale Fast Confsal Taxi: “Manifestiamo contro le app internazionali, responsabili di consentire a soggetti non titolati di svolgere attività di fatto assimilabili al servizio taxi, contro gli Ncc irregolari, contro le auto private trasformate in mezzi per accompagnare turisti, contro le cosiddette “macchine di cortesia” e i trasporti organizzati da strutture ricettive senza licenza specifica”.
La protesta non riguarda soltanto il reddito dei tassisti. Al centro c’è anche la sicurezza degli utenti. Un passeggero che sale su un mezzo non autorizzato può trovarsi senza garanzie su tariffa, copertura assicurativa, tracciabilità della corsa, requisiti professionali del conducente e possibilità di contestare il servizio. In città ad alta presenza turistica, il problema diventa ancora più evidente.
Napoli, sciopero generale taxi dalle 8 alle 22 in Piazza del Plebiscito
A Napoli la mobilitazione ha il profilo più duro: sciopero generale dei taxi per l’intera giornata, dalle 8 alle 22, con manifestazione a Piazza del Plebiscito. Il messaggio scelto dai tassisti è netto: “La nostra dignità non è in vendita”. Una frase che riassume la sensazione di abbandono denunciata dalla categoria e la richiesta di interventi immediati.
Napoli, in questa fase, vive una forte pressione turistica. Stazione, porto, aeroporto, centro storico, alberghi e B&B sono punti nei quali la domanda di trasporto aumenta e, con essa, il rischio di servizi non autorizzati. Per questo i tassisti parlano di legalità, controlli e rispetto del lavoro. Il nodo non è solo corporativo: riguarda l’accoglienza, la trasparenza dei prezzi e la tutela di chi arriva in città senza conoscere percorsi e regole.
Roma, presidio sotto al Campidoglio per chiedere più verifiche
A Roma la protesta si concentra sotto al Campidoglio, sede simbolica dell’amministrazione cittadina. La Capitale è uno dei mercati più delicati d’Italia per il trasporto pubblico non di linea: aeroporti, stazioni ferroviarie, aree monumentali, grandi eventi, hotel e flussi turistici rendono il settore particolarmente esposto a fenomeni irregolari.
Il presidio punta a richiamare l’attenzione sul bisogno di verifiche più frequenti e più visibili. Insiste Raffaele Salina: “Chiediamo interventi nei punti dove il fenomeno dell’abusivismo è più aggressivo: uscite ferroviarie, terminal aeroportuali, piazze centrali, zone turistiche, aree vicine agli alberghi e luoghi dove i passeggeri, soprattutto stranieri, possono essere avvicinati con maggiore facilità”.
Per i tassisti romani, la questione si inserisce in un quadro già complesso. La mobilità della Capitale è spesso sottoposta a forti pressioni e ogni segmento fuori controllo rischia di aggravare i disagi. La categoria chiede quindi che il servizio taxi venga difeso non soltanto come attività economica, ma come parte dell’organizzazione urbana.
Milano, presidio alle 14 e corteo verso Piazza della Scala
A Milano la protesta vede l’adesione e la partecipazione di TAM, Unione Artigiani e SATAM. L’appuntamento è fissato alle 14 in Piazza Luigi di Savoia, con successivo spostamento in corteo verso Piazza della Scala. La mobilitazione è prevista dalle 14 alle 17 e viene presentata come una manifestazione composta ma determinata.
Le associazioni milanesi parlano di una situazione non più rinviabile. Nel mirino ci sono la presenza diffusa di servizi irregolari di Ncc, la concorrenza sleale attribuita a piattaforme non adeguatamente regolamentate e la carenza di controlli efficaci. Tutti elementi che, nella lettura della categoria, stanno compromettendo la sostenibilità economica e professionale delle imprese taxi.
Un passaggio importante riguarda Milano e il Protocollo Antiabusivismo. I tassisti contestano l’assenza di seguito concreto agli impegni assunti oltre un anno fa con la firma del documento. Il presidio del 5 maggio nasce anche da questa frattura: dopo confronti ripetuti con le istituzioni, la categoria ritiene di non aver ottenuto risposte adeguate né interventi normativi capaci di incidere davvero sul fenomeno.
Torino, assemblea all’Allianz Stadium contro la liberalizzazione Ncc
A Torino l’iniziativa è convocata alle 9 all’Allianz Stadium, con un’assemblea spontanea dei tassisti. Anche qui il linguaggio è molto duro. La protesta viene collegata alle proposte di legge Caroppo/Iaria sulla liberalizzazione degli Ncc, considerate dalla categoria un passaggio pericoloso per la sopravvivenza del servizio pubblico taxi.
Nel messaggio diffuso dai tassisti torinesi si parla di “ultima chiamata” e di una lotta contro una politica ritenuta troppo sensibile alla pressione delle multinazionali. Il timore è che il modello del servizio pubblico taxi, basato su tariffa amministrata e controllata, venga progressivamente sostituito da sistemi regolati da algoritmi, con importi variabili in base alla domanda e alle richieste del momento.
Torino aggiunge così un tassello politico alla protesta nazionale. Il tema non è soltanto il contrasto all’abusivismo già presente sul territorio, ma anche la direzione futura del settore. La categoria teme che una liberalizzazione ampia degli Ncc possa trasformare in modo radicale il mercato, riducendo il ruolo del taxi regolamentato e aprendo maggiore spazio a piattaforme private.
Abusivismo e piattaforme: perché la vertenza riguarda anche gli utenti
La protesta dei taxi del 5 maggio ha un impatto immediato sui cittadini, soprattutto nelle città dove sono previsti scioperi, presidi e cortei. Ma il tema sollevato dalla categoria va oltre il disagio di una giornata. Al centro c’è il modello di mobilità urbana che le città vogliono adottare: un sistema regolato, con tariffe note e operatori riconoscibili, oppure un mercato più frammentato, nel quale app, Ncc e servizi privati competono con regole percepite come non equivalenti.
Per gli utenti, la differenza è concreta. Il taxi regolare deve essere identificabile, usare il tassametro, rispettare tariffe e obblighi, offrire garanzie assicurative e consentire controlli. I servizi irregolari, invece, possono generare incertezza su prezzo, percorso, responsabilità e tutela del passeggero. Il rischio è più alto per turisti, anziani, persone che non conoscono la città e chi si trova in stazioni o aeroporti con urgenza di spostarsi.
La giornata del 5 maggio diventa quindi un segnale politico e sociale. Roma, Napoli, Milano e Torino, pur con modalità diverse, pongono la stessa domanda alle amministrazioni e al governo: chi controlla davvero il trasporto pubblico non di linea? La risposta dovrà arrivare sul piano delle regole, delle verifiche, delle sanzioni e della capacità di distinguere l’innovazione utile dalla deregolazione che penalizza chi lavora dentro un sistema autorizzato.