Stadio Olimpico, il Villaggio Olimpico dice basta alle auto dei tifosi: “Così il quartiere rischia di esplodere”

Stadio Olimpico, protesta al Villaggio Olimpico contro il nuovo piano parcheggi. Il II Municipio chiede aree esterne e navette per i tifosi
Di Simone Fabi
Polizia di Stato, Stadio Olimpico
Polizia di Stato, Stadio Olimpico

Il nuovo piano dei parcheggi per le partite allo Stadio Olimpico accende la protesta del Villaggio Olimpico. Diverse strade del quartiere sono state individuate come aree nelle quali indirizzare le automobili dei tifosi durante gli eventi sportivi, una soluzione legata anche alla riduzione degli spazi disponibili nei pressi dello stadio provocata dai cantieri della Metro C. I residenti temono però di pagare direttamente il prezzo della nuova organizzazione, con posti auto sottratti a chi vive nella zona, maggiore traffico e una pressione destinata a ripetersi molte volte durante la stagione.

La questione è arrivata rapidamente sul tavolo del II Municipio, con la presidente Francesca Del Bello che ha chiesto di rivedere il sistema individuato e di cercare alternative capaci di tutelare anche chi nel Villaggio Olimpico abita ogni giorno.

Parcheggi allo Stadio Olimpico, perché il Villaggio Olimpico è diventato il nuovo punto critico

Il problema nasce dalla trasformazione in corso nell’area intorno allo stadio. I lavori per le future fermate Farnesina e Auditorium della Metro C hanno modificato la disponibilità degli spazi tradizionalmente utilizzati per la sosta e hanno imposto una diversa organizzazione degli arrivi durante le partite di Roma e Lazio e gli altri grandi appuntamenti sportivi ospitati all’Olimpico.

Nel nuovo assetto assume un peso maggiore il Villaggio Olimpico, in particolare l’area di viale della XVII Olimpiade e alcune delle strade che attraversano il quartiere. Via Austria, via Svezia, via Norvegia, via Belgio, via Olanda, via Unione Sovietica e via Dorando Pietri rientrano nel quadrante chiamato a sostenere una parte del flusso automobilistico legato agli eventi.

Ed è proprio qui che nasce la contestazione. Il Villaggio Olimpico non è uno spazio periferico utilizzabile soltanto nelle giornate delle partite, ma un quartiere residenziale con una propria quotidianità, servizi, attività e una disponibilità di parcheggi che già normalmente deve rispondere alle necessità di chi vi abita.

Dopo Roma-Fiorentina la protesta dei residenti diventa un problema politico

La prima giornata di campionato ha reso immediatamente visibile la delicatezza della situazione. Roma-Fiorentina, disputata lunedì 24 agosto, ha coinciso con una difficile ricerca del parcheggio nel quadrante dell’Olimpico, con automobili sistemate anche in maniera irregolare e una forte pressione sulla viabilità nelle zone vicine allo stadio.

Per i residenti il timore riguarda soprattutto ciò che potrebbe accadere nell’arco dell’intera stagione. Roma e Lazio disputano decine di incontri casalinghi, ai quali si aggiungono coppe, rugby e altri eventi. Il problema, dunque, non riguarda qualche serata isolata, ma può diventare una condizione ricorrente per buona parte dell’anno.

Francesca Del Bello ha espresso con chiarezza la posizione del II Municipio. Pur riconoscendo le necessità legate alla sicurezza e all’ordine pubblico, la presidente considera rilevante l’impatto che il nuovo sistema può produrre sulla vita quotidiana del Villaggio Olimpico e sulla circolazione interna.

Il principio posto dal Municipio è semplice: le esigenze dello stadio non possono trasformarsi automaticamente in un problema permanente per chi vive nel quartiere.

Il nodo vero è trovare parcheggi fuori dal quartiere

La richiesta avanzata dal II Municipio apre quindi un tema più ampio rispetto alla singola disposizione sulla sosta: come deve arrivare allo Stadio Olimpico una parte consistente dei circa 60 mila spettatori che possono riempire l’impianto nelle serate più importanti?

Una delle ipotesi è individuare parcheggi esterni al Villaggio Olimpico, collegandoli allo stadio attraverso navette e servizi di trasporto dedicati. Una soluzione che potrebbe diminuire il numero di automobili dirette verso un quadrante già complesso, evitando che la ricerca del posto continui fino alle strade residenziali.

È probabilmente questo il terreno sul quale dovrà concentrarsi il confronto richiesto dal Municipio. L’Olimpico rappresenta uno dei grandi poli di attrazione della città e produce inevitabilmente un movimento enorme di persone, ma proprio la prevedibilità di questi flussi dovrebbe consentire una programmazione capace di intercettare le automobili prima che raggiungano le zone più congestionate.

Metro C e Stadio Olimpico, Roma deve gestire una fase delicata

A rendere particolare questa stagione c’è la contemporanea presenza dei cantieri della Metro C, un’opera destinata in prospettiva a cambiare radicalmente anche l’accessibilità dell’area del Foro Italico. Nel presente, però, i lavori occupano superfici e modificano percorsi e disponibilità di sosta.

Il rischio è che una trasformazione necessaria per migliorare la mobilità futura produca, durante il periodo dei cantieri, una concentrazione eccessiva delle automobili nelle zone rimaste disponibili.

Per questo la protesta del Villaggio Olimpico va oltre il tradizionale conflitto fra tifosi e residenti nelle vicinanze di uno stadio. Pone una questione concreta di organizzazione della città: chi deve assorbire le conseguenze della riduzione temporanea dei parcheggi intorno all’Olimpico?

Scaricare una parte significativa di quelle automobili sulle strade residenziali può risolvere il problema in prossimità dello stadio spostandolo però poche centinaia di metri più avanti.

Il II Municipio chiede adesso un nuovo confronto per individuare aree alternative o complementari e studiare collegamenti dedicati. I tempi non sono lunghi: la stagione è appena cominciata e già domenica 30 agosto l’Olimpico tornerà a riempirsi per Lazio-Genoa.

Per il Villaggio Olimpico sarà un’altra verifica immediata. E questa volta residenti e istituzioni del territorio guarderanno con particolare attenzione non soltanto a quello che accadrà dentro lo stadio, ma soprattutto alle migliaia di automobili che cercheranno un posto fuori.

 
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