Questa volta non è un nuovo rendering, non è l’annuncio di un’altra tappa amministrativa e non è una data ipotizzata per il futuro. Il nuovo stadio della Roma a Pietralata ha ottenuto il via libera della Conferenza dei servizi decisoria e l’autorizzazione unica è immediatamente efficace.
La riunione conclusiva è durata appena cinquanta minuti, ma ha chiuso un lavoro iniziato il 27 luglio e una fase amministrativa decisiva per il futuro dell’impianto. Il commissario straordinario del Governo per gli stadi di Euro 2032, Massimo Sessa, ha firmato il provvedimento, controfirmato dal sindaco Roberto Gualtieri in qualità di subcommissario.
Per i tifosi romanisti è probabilmente il passaggio più concreto compiuto finora verso la costruzione della nuova casa giallorossa. Per Pietralata, invece, significa iniziare a fare i conti con una trasformazione urbana destinata a incidere profondamente sul quartiere.
Via libera allo stadio, ma il cantiere non apre ancora
La domanda che molti tifosi si pongono è inevitabile: quando inizieranno i lavori?
Il sì della Conferenza non farà comparire immediatamente gru e ruspe nell’area. Nei prossimi giorni dovrà essere completato il verbale conclusivo contenente le prescrizioni maturate durante l’istruttoria. La Roma dovrà tenerne conto nella predisposizione del progetto definitivo, che rappresenta il prossimo passaggio della procedura.
Ma rispetto ai tanti passaggi amministrativi affrontati negli anni, la differenza è sostanziale: l’autorizzazione unica è stata firmata ed è immediatamente efficace.
L’obiettivo indicato è arrivare alla posa della prima pietra nella primavera del 2027. Nelle ultime settimane era stato indicato il mese di marzo come riferimento del cronoprogramma, con il completamento dello stadio previsto entro il 2031.
Pietralata verso una trasformazione profonda
Il nuovo impianto non riguarda soltanto i giorni delle partite. È destinato a ridisegnare una parte consistente del quadrante compreso attorno a Pietralata, con nuovi spazi verdi, percorsi ciclopedonali e opere di urbanizzazione.
Proprio l’impatto sul territorio è stato uno dei punti centrali dell’intero procedimento. Una particolare attenzione è stata riservata alla viabilità e alla necessità di garantire l’accessibilità dell’ospedale Sandro Pertini anche durante gli eventi con decine di migliaia di spettatori. Nell’iter sono entrati inoltre il tema della tutela archeologica e quello delle aree verdi.
Sono aspetti che continueranno ad accompagnare il progetto anche dopo il sì ottenuto oggi. Il nuovo stadio dovrà infatti inserirsi in una zona densamente abitata e servita da infrastrutture pubbliche che nei giorni delle partite saranno sottoposte a una pressione completamente diversa da quella attuale.
Oltre 60 mila spettatori e una Curva Sud enorme
Il progetto prevede uno stadio da 60.605 posti, con una Curva Sud capace di contenere circa 23 mila persone. Una struttura pensata dunque non soltanto per sostituire l’Olimpico come casa della Roma, ma per creare un impianto fortemente identificato con il club e con il suo pubblico.
La portata economica dell’operazione è altrettanto rilevante. La Regione Lazio ha parlato di investimenti diretti superiori al miliardo di euro e di un indotto potenziale superiore ai tre miliardi. Il nuovo stadio punta inoltre a entrare nel gruppo degli impianti italiani destinati a Euro 2032.
La scadenza europea ha contribuito ad accelerare un procedimento che coinvolge una lunga serie di soggetti istituzionali e tecnici. Il nuovo impianto di Pietralata è stato infatti inserito tra le opere considerate strategiche nel percorso italiano verso il torneo che il Paese organizzerà insieme alla Turchia.
Gualtieri: obiettivo prima pietra in primavera
Al termine della seduta Gualtieri ha indicato nella primavera del 2027 il prossimo traguardo, mentre Sessa ha sottolineato il valore del risultato anche nel quadro più generale della modernizzazione degli stadi italiani.
Per la Roma, dunque, il 28 settembre 2026 diventa una data difficilmente confondibile con le tante tappe interlocutorie attraversate in passato.
Il nuovo stadio non esiste ancora, i lavori devono cominciare e restano mesi di progettazione definitiva e preparazione del cantiere. Ma Pietralata dispone adesso del via libera amministrativo che consente all’operazione di avanzare verso la sua fase materiale.
Dopo anni nei quali la domanda era se la Roma sarebbe riuscita ad avere un proprio stadio, da oggi la domanda comincia a diventare un’altra: quando si vedrà davvero la prima pietra?