La vicenda di Alisya e Sarah, le sorelle di 12 e 16 anni scomparse dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena e ritrovate ieri sera a Formia, cambia passo all’alba di lunedì 22 giugno: tre persone sono state fermate con l’ipotesi di sequestro di persona.
Tre fermi dopo il ritrovamento delle sorelle a Formia
I provvedimenti sono stati eseguiti intorno alle 5 del mattino e riguardano la madre delle ragazze, Valentina Dacunto, il compagno della donna, Vincenzo Esposito, e Marco Dacunto, padre di Valentina. Un passaggio investigativo che arriva poche ore dopo il ritrovamento delle due minorenni in un appartamento del quartiere Rio Fresco, a Formia, nel sud della provincia di Latina.
Per due settimane la scomparsa delle sorelle aveva tenuto alta l’attenzione su un caso delicatissimo, nato nella notte del 6 e 7 giugno con l’allontanamento dalla struttura educativa abruzzese. La notizia del ritrovamento aveva portato sollievo, anche perché le ragazze sono state trovate in buone condizioni di salute. Ora, però, l’inchiesta punta a chiarire chi abbia favorito la loro permanenza lontano dalla casa-famiglia e quale rete di appoggi abbia reso possibile una assenza durata quattordici giorni.
L’irruzione è avvenuta nell’abitazione di una donna anziana di 80 anni, indicata inizialmente come una zia. Dentro quell’appartamento si trovavano Alisya e Sarah. Il dettaglio del rapporto di parentela sarà uno dei nodi da sciogliere nella ricostruzione ufficiale, insieme al ruolo svolto dalle persone fermate e alle eventuali responsabilità di altri soggetti.
Il quartiere Rio Fresco al centro degli accertamenti
Formia entra nel cuore della vicenda non come luogo casuale, ma come area decisiva per gli sviluppi investigativi. L’appartamento si trova nel quartiere Rio Fresco, zona del sud pontino che ora diventa un riferimento importante per ricostruire gli ultimi giorni delle ragazze. L’abitazione sarebbe situata a poca distanza da quella della madre, elemento che aggiunge peso agli accertamenti.
Gli investigatori dovranno stabilire se Alisya e Sarah siano rimaste a Formia per tutto il periodo della scomparsa o se vi siano arrivate soltanto in una fase successiva. La differenza è importante. Nel primo caso, andrebbe spiegato come sia stato possibile nascondere per quasi due settimane due minorenni cercate in più territori. Nel secondo, si aprirebbe il capitolo degli spostamenti, dei mezzi usati, delle persone incontrate e dei luoghi attraversati.
Il caso coinvolge territori diversi: l’Abruzzo, da dove le sorelle si sono allontanate; il sud del Lazio, dove sono state trovate; l’area di Cassino, chiamata a supportare le attività investigative; e la provincia di Latina, divenuta nelle ultime ore il centro operativo della svolta. Per RomaIt, che guarda alla Capitale e al suo hinterland allargato, la storia parla anche della fragilità dei sistemi di protezione quando vicende familiari, minorenni e spostamenti fuori provincia si intrecciano.
Le ragazze trasferite in protezione lontano da Frosinone e Latina
Dopo il ritrovamento, Alisya e Sarah sono state trasferite in una struttura protetta lontano dalle province di Frosinone e Latina. È una scelta che punta a ridurre ogni possibile pressione sulle due minorenni e a garantire un contesto riservato, lontano dai luoghi legati all’indagine e dai rapporti familiari oggi al centro degli accertamenti.
La tutela delle ragazze diventa adesso prioritaria. La fase successiva non sarà fatta soltanto di verbali, controlli e provvedimenti giudiziari. Sarà necessario ascoltare le sorelle con modalità compatibili con la loro età e con il peso emotivo di quanto accaduto. Ogni dettaglio potrà essere utile, ma dovrà essere raccolto senza esporle a ulteriori tensioni.
Il trasferimento lontano dal Lazio meridionale indica anche la volontà di interrompere il circuito di relazioni e luoghi che potrebbe avere favorito l’allontanamento. Non è una misura simbolica. È un modo concreto per separare le ragazze dal contesto immediato e consentire agli inquirenti di lavorare senza interferenze.
Procura di Sulmona e supporto di Cassino: le domande aperte
Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Sulmona con il supporto della Procura di Cassino. Alle 11.45 di oggi è previsto un aggiornamento in Procura a Sulmona, durante il quale saranno chiariti i dettagli dell’operazione, il grado di parentela delle persone coinvolte e il quadro che ha portato ai fermi.
Gli aspetti da chiarire sono numerosi. Chi ha deciso l’allontanamento? Chi ha organizzato eventuali spostamenti? Dove sono rimaste le ragazze prima del ritrovamento? Quali contatti hanno avuto? La presenza nell’appartamento di una donna di 80 anni impone inoltre una verifica accurata del suo ruolo: semplice ospitalità, coinvolgimento consapevole o altro profilo ancora da accertare.
La contestazione del sequestro di persona rende la vicenda ancora più delicata. Le persone fermate avranno modo di chiarire la propria posizione, mentre gli investigatori lavoreranno su riscontri oggettivi e testimonianze. In casi simili, il racconto dei giorni di assenza deve essere ricostruito con precisione, perché ogni passaggio può cambiare il significato dell’intera vicenda.
Il malore del padre e il sollievo dopo quattordici giorni
La notizia del ritrovamento ha provocato un forte impatto emotivo sul padre delle due ragazze, Stefano Di Giacinto, accompagnato in ospedale dopo un malore. Per lui e per chi ha seguito la ricerca delle sorelle, la conferma che Alisya e Sarah fossero vive e in buone condizioni ha segnato la fine della paura più grande.
Il padre avrebbe parlato di un incubo durato troppi giorni. Una frase che racconta il carico di una attesa vissuta senza certezze, con due figlie minorenni sparite da una casa-famiglia e nessuna risposta definitiva fino al ritrovamento a Formia. Dietro la cronaca giudiziaria resta una storia familiare complessa, nella quale il sollievo per il ritrovamento convive con la necessità di capire che cosa sia accaduto.
Nelle prossime ore la vicenda potrà assumere contorni più netti. La conferenza in Procura servirà a mettere in fila fatti, ruoli e tempi. Per ora resta un dato: due ragazze cercate per quattordici giorni sono state trovate in un appartamento del sud pontino, tre persone sono state fermate all’alba e l’inchiesta si prepara a entrare nella fase più importante.