Sinner piega Struff 7-5, 7-6, 6-3: semifinale Wimbledon contro Novak Djokovic

Jannik Sinner batte Struff nei quarti di Wimbledon 7-5, 7-6, 6-3: semifinale conquistata e attesa per Novak Djokovic
Di Simone Fabi
Jannik Sinner a Wimbledon, primo piano

Jannik Sinner non si ferma. Nei quarti di finale di Wimbledon ha battuto Jan-Lennard Struff 7-5, 7-6, 6-3 e si è preso la semifinale con una partita da campione maturo: meno spettacolare in alcuni momenti, ma feroce nei punti che decidono una carriera.

Jannik Sinner a Wimbledon: la vittoria su Struff nasce nei dettagli

La partita contro Struff era una di quelle che sulla carta sembrano gestibili e sul campo possono diventare pericolose. Il tedesco non aveva nulla da perdere, serviva forte, cercava punti rapidi e provava a togliere ritmo a Sinner. In giornate così, sull’erba di Wimbledon, il rischio è lasciarsi trascinare in una partita spezzata, fatta di pochi scambi e molti turni di battuta complicati.

Sinner ha scelto la strada più difficile e più efficace: non ha cercato di vincere tutto subito. Ha lavorato il match, ha accettato che Struff restasse agganciato, ha tenuto alta la concentrazione fino al momento giusto. Il primo set, chiuso 7-5, è stato il segnale più chiaro. Jannik ha saputo aspettare, poi ha colpito quando l’avversario ha lasciato un’apertura.

Nel secondo set la tensione è salita. Il 7-6 non è soltanto un numero: è la fotografia di una partita diventata nervosa, sottile, quasi chirurgica. Struff ha provato a spingere, Sinner ha risposto con ordine e lucidità. Nel tie-break l’azzurro ha fatto vedere la parte migliore del suo tennis mentale: pochi regali, scelta giusta del colpo, nessuna esitazione nei punti più pesanti.

Sinner-Struff 7-5, 7-6, 6-3: una semifinale costruita senza perdere il controllo

Il terzo set ha avuto un sapore diverso. Dopo due parziali lottati, Sinner ha tolto a Struff la speranza di rientrare davvero in partita. Il 6-3 finale è arrivato con una gestione pulita, senza cali evidenti, senza quelle pause che nei tornei dello Slam possono riaprire anche partite apparentemente indirizzate.

Il dato più importante è proprio questo: Sinner ha vinto in tre set una partita che poteva consumare energie, tempo e nervi. Nei tornei lunghi, soprattutto a Wimbledon, anche il modo in cui si vince conta. Arrivare in semifinale senza restare intrappolati in una battaglia di cinque set può fare la differenza nel recupero fisico e nella preparazione della prossima gara.

Il pubblico ha visto un Sinner meno disposto a concedere emozioni gratuite e sempre più abituato a leggere le partite da grande giocatore. Servizio solido, risposta aggressiva quando serviva, piedi rapidi sulla riga di fondo, capacità di alzare la velocità dello scambio all’improvviso. Non è stata una recita perfetta in ogni game, ma è stata una vittoria da numero uno.

Semifinale Wimbledon: Novak Djokovic è il prossimo esame di Sinner

Adesso l’attesa è tutta per Novak Djokovic. Contro Djokovic sarà un duello ad altissima intensità narrativa: esperienza, memoria dei grandi tornei, capacità di stare dentro ogni punto come se fosse l’ultimo. Sinner, però, oggi non è più il giovane che rincorre i giganti. È un giocatore arrivato a Wimbledon con il peso e la responsabilità di chi può vincere ogni partita.

Roma e l’Italia del tennis possono godersi un’altra giornata da prima pagina. Sinner è ancora lì, nel cuore del torneo più prestigioso, con una vittoria che non urla ma convince. Struff è uscito battuto in tre set. Jannik, invece, continua la sua corsa: a Wimbledon la semifinale è conquistata, e il sogno resta apertissimo.

 
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