La favola di Shintaro Mochizuki si ferma sul Centrale di Wimbledon, davanti alla freddezza di Jannik Sinner. L’azzurro ha vinto 6-3 7-6 6-3, ha dominato 7-0 il tie-break del secondo set e ha conquistato l’accesso ai quarti di finale, dove martedì troverà Jan-Lennard Struff.
Wimbledon, Sinner spegne l’entusiasmo di Mochizuki nel momento più caldo
Non era la partita più attesa del tabellone per il nome dell’avversario, ma era una di quelle gare che possono diventare insidiose proprio perché arrivano con una storia già scritta a metà: il campione favorito da una parte, il qualificato capace di spingersi fino agli ottavi dall’altra. Mochizuki aveva conquistato il pubblico con il passo leggero del giocatore inatteso, con un tennis fatto di invenzioni e cambi di ritmo, con la classifica da numero 151 del mondo trasformata in un dettaglio secondario.
Sinner ha evitato che quella storia prendesse corpo fino in fondo. Nel primo set ha colpito con precisione, ha messo pressione alla risposta e ha fatto valere una differenza tecnica evidente. Il 6-3 è arrivato con la naturalezza dei giocatori che sanno far pesare ogni palla senza dare l’impressione di forzare. Mochizuki, però, non è sparito dalla scena. Ha continuato a cercare soluzioni poco comode per l’italiano, ha variato traiettorie e velocità, ha reso il secondo set più nervoso e meno scontato.
La partita si è concentrata tutta nel tie-break. È lì che Sinner ha ricordato a tutti perché certi match, anche quando sembrano aprirsi, restano nelle mani dei più forti. Il 7-0 non è stato solo un punteggio: è stato un messaggio. Servizio, risposta, diagonali profonde, scelta del colpo giusto. Ogni punto ha tolto a Mochizuki un pezzo di fiducia e ha riportato il match nel perimetro dell’azzurro.
La corsa del qualificato giapponese si ferma agli ottavi
Mochizuki lascia Wimbledon con una sconfitta netta nel risultato e con un torneo che può cambiare la percezione del suo tennis. Arrivare dagli incontri di qualificazione e spingersi fino agli ottavi in uno Slam non è un passaggio ordinario, soprattutto per un giocatore fuori dalla parte alta del ranking. Il giapponese ha sfruttato al meglio la superficie, ha dato fastidio con la sua mobilità e ha mostrato un repertorio poco prevedibile.
Contro Sinner, però, le variazioni non sono bastate. Nel tennis moderno la fantasia deve reggere anche quando dall’altra parte arriva una palla più pesante, più profonda, più continua. Il numero uno ha accettato di giocare alcuni scambi meno puliti, senza irritarsi e senza cercare scorciatoie. Ha lasciato che Mochizuki provasse a cambiare il copione, poi ha colpito nei punti che hanno deciso davvero l’andamento della giornata.
Il terzo set è stato la prova della distanza rimasta dopo il tie-break. Mochizuki ha continuato a combattere, ma Sinner non gli ha restituito l’energia emotiva necessaria per rimettere in discussione la partita. Il 6-3 finale ha chiuso gli ottavi e ha consegnato all’italiano un posto nel turno successivo senza allungare troppo la permanenza in campo, un aspetto prezioso in una seconda settimana Slam.
Sinner-Struff, quarti con un avversario da erba vera
Il prossimo ostacolo si chiama Jan-Lennard Struff. Il tedesco ha armi molto diverse rispetto a Mochizuki: servizio potente, colpi piatti, ricerca costante del punto breve. Per Sinner sarà una partita da leggere con attenzione fin dai primi game, perché contro un giocatore così il rischio non nasce solo dallo scambio, ma dalla possibilità di vedere pochi punti in risposta e di dover giocare set decisi da dettagli minimi.
La vittoria con Mochizuki offre comunque indicazioni positive. Sinner ha confermato di saper passare da una gestione ordinata a un’accelerazione feroce senza perdere equilibrio. Il tie-break vinto a zero è il dato tecnico e mentale più forte della giornata: in un torneo come Wimbledon, dove un paio di punti possono cambiare la temperatura di un match, saper chiudere una porta appena si apre vale quasi quanto una grande prestazione continua.
Ora l’azzurro entra nella fase del torneo nella quale ogni turno pesa di più. Gli avversari hanno più esperienza, le giornate diventano più lunghe, il pubblico percepisce ogni esitazione. Sinner ci arriva con un successo in tre set, con energie risparmiate e con la sensazione di avere ancora margine. La corsa continua. E da martedì, contro Struff, Wimbledon gli chiederà un’altra risposta da numero uno.