Jannik Sinner continua la sua corsa a Wimbledon e approda al terzo turno, battendo Nuno Borges 7-6 (4) 7-6 (2) 6-4. Una vittoria in tre set, dunque pulita nel tabellone, meno lineare nella sostanza: l’azzurro ha servito 22 ace, ha retto nei momenti di pressione, però ha lasciato per strada troppi errori per sentirsi già nella versione migliore.
Wimbledon, Sinner avanza: il punteggio sorride, il gioco chiede ancora ritmo
La partita con Borges era uno di quei test da non sottovalutare. Non per il nome dell’avversario, quanto per il momento. Sinner arrivava all’appuntamento con un mese di distanza dalle gare ufficiali e senza un vero rodaggio sull’erba. A Wimbledon, questo può farsi sentire subito: la palla resta bassa, i tempi di impatto cambiano, il servizio diventa arma e rifugio. L’azzurro lo ha capito e si è affidato proprio alla battuta per tenere in ordine un pomeriggio non sempre brillante.
Il numero 1 al mondo ha chiuso in due ore e 31 minuti, dominando con la prima palla e vincendo l’82% dei punti quando ha centrato il servizio iniziale. Sono numeri di peso, da giocatore che sa come proteggere i propri turni anche nelle giornate con qualche sbavatura. Il rovescio ha regalato lampi di altissimo livello, mentre il dritto ha prodotto più errori del previsto. I 29 non forzati restano il dato da non ignorare, soprattutto pensando agli avversari che arriveranno più avanti.
Borges costringe Sinner a due tie-break: il servizio fa la differenza
Il primo set ha raccontato una partita bloccata, senza break e con pochissime crepe. Borges ha dovuto salvare tre palle break già nel game d’apertura, poi ha trovato stabilità e ha impedito a Sinner di scappare. L’azzurro ha cercato spesso la pressione immediata, senza riuscire sempre ad affondare. Nel tie-break, però, la classifica e la freddezza hanno fatto la differenza: Sinner ha giocato i punti decisivi con maggiore lucidità e ha chiuso 7-4.
La vera zona calda del match è arrivata nel secondo set. Sinner ha ceduto il servizio, pagando un doppio fallo e un errore di dritto. Borges ha preso coraggio, ha alzato la profondità e si è ritrovato con un set point sul 5-4. Lì l’italiano ha mostrato la qualità più preziosa: non ha lasciato crescere la tensione. Ha risposto profondo, ha spinto appena possibile e ha ripreso il break alla prima occasione utile. Il tie-break successivo è stato molto più netto: 7-2, con Borges progressivamente svuotato dalla rimonta subita.
Sinner, segnali da campione e dettagli da correggere prima di Brooksby
Il terzo set sembrava poter diventare una formalità quando Sinner ha strappato subito il servizio al portoghese. Invece il controbreak immediato ha rimesso in partita Borges e ha fatto emergere ancora qualche fastidio nell’atteggiamento dell’azzurro. Non rabbia disordinata, piuttosto irritazione tecnica: il dritto non usciva sempre pulito, il timing sulla palla non era quello abituale, alcuni errori hanno portato Sinner a cercare risposte dal proprio angolo e da sé stesso.
La reazione, però, è arrivata in fretta. Un rovescio vincente di grande qualità gli ha consegnato il nuovo break e il “C’mon” successivo ha fotografato bene la giornata: non una passeggiata, bensì un match da domare con pazienza. Nei cambi campo sono proseguite le attenzioni alla gestione fisica, con ghiaccio, capsule di sodio e pause utili a mantenere il corpo nelle condizioni migliori. Dettagli da torneo lungo, dove il caldo, l’erba e la tensione possono incidere più di quanto sembri.
Venerdì contro Brooksby: cosa serve al numero 1 al mondo
Il prossimo ostacolo sarà Jenson Brooksby, atteso venerdì. Sinner ha vinto l’unico precedente giocato cinque anni fa, però il passato conta fino a un certo punto. A Wimbledon ogni turno cambia temperatura agonistica. Brooksby è un giocatore particolare, capace di variare, togliere ritmo e costringere l’avversario a costruire il punto più volte. Per questo Sinner dovrà portare in campo più continuità, soprattutto con il dritto e nei game di risposta.
La parte positiva è evidente: anche senza dominare, l’azzurro ha chiuso in tre set. Non ha permesso a Borges di allungare la partita, ha cancellato il momento più pericoloso del secondo parziale e ha servito come un campione. La parte da migliorare è altrettanto chiara: meno regali, maggiore precisione nei primi colpi dopo il servizio, più pulizia quando lo scambio entra nella fase centrale.
Per i tifosi italiani resta una giornata favorevole. Sinner è avanti, ha risparmiato energie rispetto a un match lungo al quinto e ha aggiunto un altro passaggio alla sua corsa londinese. La versione migliore, però, deve ancora arrivare. A Wimbledon può essere una buona notizia, se il percorso serve davvero a mettere benzina nel motore. Da venerdì, con Brooksby dall’altra parte della rete, si capirà se il numero 1 al mondo sta già entrando nel ritmo giusto per la fase più pesante del torneo.