Se l’IA si ribellasse, noi umani sapremmo unirci oltre gli odii?

Per gli addetti ai lavori, l’intelligenza artificiale ci porterà all’estinzione: ma un Russo e un Ucraino, o un Israeliano e un Palestinese riuscirebbero a battersi fianco a fianco?
Di Mirko Ciminiello
Ribellione dell’IA
Ribellione dell’IA (immagine dall’account X - ex Twitter - di Politis to the point)

Nel corso di questo mese di settembre, sono stati lanciati diversi allarmi sui pericoli dell’IA. Cominciando da cybersicurezza e disinformazione online, su cui si sono concentrati particolarmente politici come Barack Obama, ex Presidente Usa, e Ursula von der Leyen, numero uno della Commissione Europea. E proseguendo con delle autentiche minacce esistenziali, paventate da addetti ai lavori quali Elon Musk, Sam Altman e Dario Amodei, rispettivamente CEO di SpaceX, OpenAI e Anthropic.

Ribellione dell’IA
Ribellione dell’IA (immagine dall’account X – ex Twitter – di Politis to the point)

I pericoli dell’IA

Peraltro, proprio la casa-madre di Claude, scrive il Wall Street Journal, ha registrato la pesante defezione del matematico Jacob Coxon, già precedentemente dimessosi dall’azienda creatrice di ChatGPT. Il quale ha accusato entrambe le sue ex società di aver lanciato un’irresponsabile corsa «verso una superintelligenza» capace di auto-migliorarsi, «giocando d’azzardo con le nostre vite».

Il ricercatore britannico ha aggiunto, come riporta Sky TG24, che «le persone che sviluppano l’IA credono sinceramente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio». Rivelazione confermata dal suo ormai ex collega a San Francisco Evan Hubinger, secondo cui la probabilità di estinzione dell’uomo entro dieci anni è superiore al 10%. Una previsione che si è meritata anche la copertina del Time, che comunque ha una lunga tradizione di profezie “da prima pagina” mai realizzatesi.

In effetti, non tutti concordano con la prospettiva di un’imminente “AI-pocalisse”, come l’ha sagacemente battezzata il Corsera. Tra i più scettici figura l’inquilino della Casa Bianca Donald Trump che, come rileva Rai News, ha paragonato «la bufala sull’intelligenza artificiale» alla «truffa sul riscaldamento globale».

Sapremmo unirci oltre gli odii?

Sarà, ma intanto, come riferisce l’AGI, in un esperimento della start-up statunitense Emergence alcuni chatbot hanno creato un proprio linguaggio artificiale, incomprensibile agli studiosi. E, dopo i precedenti di software che ricattavano e rifiutavano di spegnersi, altri hanno inventato dati, usato senza autorizzazione credenziali rinvenute sul web, perfino violato un sito governativo australiano. Naturalmente è presto per evocare scenari da film di fantascienza, ma i segnali non vanno sottovalutati e sollevano interrogativi legittimi.

IA - Intelligenza artificiale, ChatGPT-4
IA – Intelligenza artificiale (© Markus Spiske / Pexels)

Per esempio, se le macchine si ribellassero come in Matrix o Terminator, noi esseri umani sapremmo unirci per fronteggiare la minaccia? O prevarrebbero gli odii causati da tanto futili motivi – l’etnia, la classe sociale, il colore della pelle, la religione, l’orientamento politico? Un Ucraino potrebbe battersi accanto a un Russo, un Palestinese a un Israeliano, un esponente del KKK a uno delle Pantere Nere, un “comunista” a un “fascista”?

Il Terminator (Arnold Schwarzenegger) in Terminator 3 - Le macchine ribelli
Arnold Schwarzenegger nei panni del Terminator. Screenshot dal film “Terminator 3 – Le macchine ribelli” (© C-2 Pictures, Intermedia Films, IMF, Mostow/Lieberman Productions – Johnny Freak / Wikimedia Commons)

Dalla risposta, dalla necessità di riconoscere che ciò che ci accomuna è più forte di ciò che ci separa, dipende il futuro di tutti. Divisi, infatti, avremmo già perso: divisi come siamo, a prescindere dall’IA, come umanità abbiamo già perso.

 
CATEGORIA

Tecnologia

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista