Chi arriva al Pronto Soccorso del San Camillo-Forlanini trova da oggi un ingresso diverso, più ordinato e più adatto alla mole di pazienti che ogni anno passa da uno degli ospedali simbolo di Roma. La nuova area di Accoglienza, Triage ed Emergenza-Urgenza è stata inaugurata dopo un ampio intervento di riqualificazione: oltre 650 metri quadri rinnovati, percorsi interni ridisegnati, tecnologie aggiornate e spazi pensati per migliorare sicurezza, assistenza e permanenza nei momenti più difficili.
Pronto Soccorso San Camillo, la nuova porta dell’emergenza a Roma
Il cambiamento si vede fin dall’ingresso. La zona di accoglienza e attesa triage è stata riorganizzata per distinguere meglio i pazienti in base alla gravità del quadro clinico. Chi arriva in condizioni più serie può essere preso in carico in postazioni dedicate ai barellati, mentre i codici minori hanno a disposizione un’area più ordinata, con servizi pensati per un’attesa più gestibile.
Non si tratta solo di arredi nuovi o di una diversa disposizione degli ambienti. Il nuovo Pronto Soccorso punta a rendere più chiaro il percorso del paziente, dal primo contatto con il personale sanitario fino alla valutazione e all’eventuale passaggio nelle aree di emergenza.
I sistemi di identificazione sicura permettono di seguire in tempo reale il cammino assistenziale, un elemento importante in una struttura dove ogni giorno si incrociano urgenze, familiari in attesa, operatori al lavoro e casi clinici di diversa complessità.
San Camillo-Forlanini, un presidio sotto pressione ogni giorno
I numeri aiutano a capire perché questo intervento era atteso. Nel 2025 il Pronto Soccorso del San Camillo ha superato i 60mila accessi complessivi. Il solo percorso adulti ha contato 44.417 ingressi, ai quali si aggiungono 6.208 accessi ostetrico-ginecologici e 9.614 pediatrici. Nello stesso anno sono arrivati in eliambulanza 268 pazienti, mentre oltre 17mila persone sono state classificate con codice rosso o giallo.
Per i romani, il San Camillo non è soltanto un grande ospedale. È un punto di riferimento per interi quadranti della città e per una vasta area del Lazio, in particolare per il settore sud-ovest della regione. Essendo un DEA di II livello, gestisce casi ad alta complessità e reti tempo-dipendenti, dove la rapidità della risposta può incidere in modo decisivo sull’esito delle cure.
Accoglienza, privacy e sicurezza: cosa cambia per i pazienti
La nuova area emergenza è stata ampliata e rinnovata negli impianti, nelle finiture e nelle tecnologie. Sono state create postazioni per l’isolamento dei pazienti a rischio infettivo e una sala per i casi di massima urgenza, progettata per consentire interventi rapidi in condizioni di elevata complessità.
Un dettaglio molto concreto riguarda la privacy. Le postazioni sono separate da tende motorizzate auto-sanificanti, che proteggono il paziente durante visite, manovre invasive, rianimazioni o piccoli interventi chirurgici. In un Pronto Soccorso affollato, dove spesso la sofferenza personale si vive in spazi condivisi, questa scelta introduce una maggiore tutela della dignità del malato.
Anche l’area destinata ai codici minori è stata pensata con un’attenzione più vicina alla vita reale di chi attende: postazioni di ricarica USB, spazi più leggibili, percorsi meno confusi. Sono elementi semplici, ma in un luogo dove famiglie e pazienti vivono ore cariche di preoccupazione possono fare la differenza.
Dal vecchio assetto del 2005 ai nuovi flussi del Pronto Soccorso
Il Pronto Soccorso adulti del San Camillo era stato costruito nel 2005 al livello -1 del padiglione Piastra. Da allora la struttura aveva sostenuto un carico crescente, accumulando nel tempo modifiche, adattamenti e soluzioni provvisorie. I percorsi erano diventati meno immediati, gli spazi meno aderenti ai flussi reali e alcune parti dell’impianto avevano bisogno di un aggiornamento profondo.
La riqualificazione nasce proprio da questa esigenza: riportare ordine in un luogo ad altissima intensità, dove la chiarezza degli spazi aiuta anche la rapidità dell’assistenza. Aree più omogenee, distinte in base alla complessità di cura, consentono agli operatori di muoversi con maggiore efficacia e ai pazienti di essere indirizzati nel percorso più adatto alla loro condizione.
All’inaugurazione hanno partecipato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il direttore regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria Andrea Urbani, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Angelo Aliquò, il direttore sanitario Gerardo De Carolis e il direttore amministrativo Eleonora Alimenti.
Presenti anche medici, infermieri e professionisti che ogni giorno presidiano l’emergenza del San Camillo. La cerimonia si è chiusa con la benedizione dei nuovi ambienti da parte del cappellano ospedaliero don Valerio Bortolotti.
Non solo lavori: un pezzo della sanità romana che prova a correre
Il nuovo spazio inaugurato al San Camillo fa parte di un piano più largo di riorganizzazione del DEA. Il programma comprende una boarding area da 25 posti letto, lo spostamento della Medicina d’Urgenza per ottenere ulteriori posti di holding e la sopraelevazione del padiglione Piastra, destinata ad aggiungere 32 posti di boarding area al Pronto Soccorso pediatrico.
Per la città significa intervenire su uno dei nodi più sensibili dell’assistenza: il tempo che passa dall’arrivo in emergenza alla presa in carico effettiva e, quando serve, al ricovero. Il sovraffollamento dei Pronto Soccorso non dipende solo dal numero di accessi, ma anche dalla disponibilità di posti e dalla fluidità dei passaggi interni. Per questo il rinnovo dell’accoglienza e del triage ha valore se collegato a tutto il resto della macchina ospedaliera.
Il San Camillo resta una delle grandi porte sanitarie di Roma. La nuova area non cancella da sola le difficoltà di un sistema sottoposto a una domanda costante, ma offre spazi più adeguati a chi arriva in condizioni di fragilità e a chi, ogni giorno, deve decidere in pochi minuti come intervenire. In un Pronto Soccorso, anche l’architettura può diventare parte della cura.