Romanina, bomba davanti al cancello: esplosione alle 4, distrutto l’ingresso di un palazzo con 17 appartamenti

Ordigno davanti a un palazzo in via Vincenzo Manzini, alla Romanina: ingresso distrutto, vetri in frantumi, indagini in corso
Di Lina Gelsi
Esplosione Romanina, foto Vigili del Fuoco
Esplosione Romanina, foto Vigili del Fuoco

Un’esplosione ha svegliato nella notte i residenti di un palazzo in via Vincenzo Manzini, alla Romanina. Poco prima delle 4, ignoti hanno piazzato un ordigno davanti al cancello d’ingresso dello stabile e lo hanno fatto detonare, danneggiando pesantemente l’androne di un edificio di cinque piani con 17 appartamenti. Non ci sono feriti, ma il boato ha trasformato in pochi secondi una notte qualunque in una scena di paura.

Ordigno alla Romanina, il boato nella notte e i danni al palazzo

La deflagrazione è stata violenta. L’ingresso dello stabile è stato distrutto, le vetrate sono andate in frantumi e anche il soffitto dell’androne ha riportato danni evidenti. La forza dello scoppio ha raggiunto pure un’auto parcheggiata davanti all’edificio, colpita dai detriti e danneggiata dalla pressione generata dall’esplosione.

Per gli inquilini il risveglio è stato improvviso e traumatico. Molti hanno sentito prima il rumore secco dell’esplosione, poi il tintinnio dei vetri caduti, infine le voci nel palazzo. In una zona residenziale come la Romanina, dove condomìni, strade interne e aree di sosta scandiscono la vita quotidiana di famiglie e lavoratori, un episodio simile lascia un segno immediato. Il fatto che non vi siano persone ferite evita un bilancio più grave, ma non riduce la portata dell’accaduto.

Il palazzo colpito conta cinque piani e 17 appartamenti. Questo dettaglio rende ancora più chiaro il rischio corso durante la notte: a quell’ora la maggior parte dei residenti era in casa, addormentata. L’ordigno è stato collocato davanti al cancello d’ingresso, quindi in un punto di passaggio comune, vicino agli accessi e agli spazi utilizzati ogni giorno dagli abitanti dello stabile.

Via Vincenzo Manzini, rilievi sul cancello e nell’androne danneggiato

Dopo l’esplosione sono arrivati i vigili del fuoco e gli agenti della polizia scientifica. I controlli hanno riguardato l’area dell’ingresso, il cancello, l’androne e la zona esterna del palazzo, dove potrebbero essere rimasti frammenti utili a capire la composizione dell’ordigno. L’ipotesi al vaglio è quella di una bomba artigianale, costruita e collocata in modo da provocare danni visibili alla struttura.

I rilievi servono a ricostruire la dinamica con precisione: punto esatto in cui l’ordigno è stato sistemato, direzione dell’onda d’urto, danni prodotti e possibili residui lasciati dopo la detonazione. Ogni elemento può indicare il tipo di materiale utilizzato, la potenza dell’esplosivo e il grado di preparazione di chi ha agito.

Un ruolo importante potrà arrivare anche dalle immagini delle telecamere di vigilanza presenti nella zona. Gli investigatori stanno verificando se i sistemi di videosorveglianza abbiano ripreso movimenti sospetti nelle ore precedenti allo scoppio, eventuali persone in avvicinamento al cancello o mezzi passati in via Vincenzo Manzini prima delle 4. In casi simili, anche pochi secondi di filmato possono diventare decisivi per individuare un percorso, un volto coperto, un veicolo o un orario preciso.

Bomba artigianale davanti allo stabile: le ipotesi e le verifiche

Al momento non risultano feriti e questo è il dato più importante. Rimane però aperta la domanda principale: perché colpire proprio quel palazzo? Le verifiche dovranno stabilire se l’azione fosse diretta contro una persona specifica, contro l’intero stabile o se si sia trattato di un gesto intimidatorio dimostrativo. La collocazione dell’ordigno davanti al cancello lascia intendere una volontà di colpire l’ingresso, cioè il punto più visibile e simbolico dell’edificio.

La pista della bomba artigianale richiede accertamenti tecnici accurati. Non basta stabilire che cosa sia esploso: bisogna capire come sia stato preparato il congegno, con quali materiali, se sia stato acceso manualmente o attivato con un sistema diverso, e se il gesto mostri caratteristiche già viste in altri episodi. Per questo i frammenti recuperati sul posto possono avere un valore rilevante.

La Romanina è un quadrante romano attraversato da grandi assi di collegamento, aree commerciali, insediamenti abitativi e strade interne dove la dimensione residenziale convive con un forte movimento quotidiano. Un’esplosione in piena notte davanti a un condominio produce allarme non solo per chi abita nello stabile colpito, ma anche per i residenti delle vie vicine, chiamati ora a fare i conti con un episodio che rompe la normale percezione di sicurezza sotto casa.

Nessun ferito, ma residenti sotto pressione dopo l’esplosione

La paura è stata forte. Chi vive nel palazzo si è trovato davanti vetri rotti, parti dell’ingresso danneggiate e segni evidenti della deflagrazione. In queste ore, oltre agli accertamenti tecnici, resta la necessità di ripristinare condizioni minime di sicurezza per l’accesso allo stabile, verificare la stabilità delle parti colpite e rimuovere i materiali pericolanti.

Un episodio del genere ha anche una ricaduta pratica immediata. Un ingresso danneggiato complica la vita quotidiana dei residenti: uscire, rientrare, accompagnare bambini, anziani o persone con difficoltà motorie diventa più complesso. Anche l’auto colpita davanti all’edificio racconta quanto l’esplosione abbia superato il perimetro del cancello, investendo lo spazio pubblico e la strada.

 
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