Roma, urla da un appartamento a Santa Palomba: madre denuncia abusi sulla figlia minore, 75enne finisce a Rebibbia

La donna viveva da alcune settimane nell’appartamento dell’uomo insieme alle proprie figlie
Di Fabio Vergovich
Auto della Polizia
Auto della Polizia

È stata una richiesta di aiuto ascoltata oltre le pareti di un appartamento a Santa Palomba a far intervenire la Polizia e ad avviare un’indagine su presunti abusi sessuali ai danni di una bambina. Una madre avrebbe sorpreso il settantacinquenne che la ospitava insieme alle figlie mentre compiva atti sessuali sulla minore. L’uomo, cittadino cubano, è stato fermato dagli agenti e trasferito nel carcere di Rebibbia. Il Gip ha poi convalidato il provvedimento e disposto la custodia cautelare in carcere.

Santa Palomba, i condomini sentono gridare e chiamano il 112

Tutto sarebbe accaduto nel pomeriggio all’interno di una palazzina del quadrante sud di Roma. Le urla della donna hanno attirato l’attenzione degli altri residenti, che hanno deciso di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Quando gli agenti dell’VIII Distretto Tor Carbone sono arrivati sul posto hanno trovato la madre visibilmente scossa. La donna, di origini sudamericane, parlava con difficoltà italiano e i poliziotti hanno dovuto ricostruire gradualmente il contenuto della sua denuncia.

Il quadro emerso ha subito assunto contorni molto delicati. La donna viveva da alcune settimane nell’appartamento dell’uomo insieme alle proprie figlie. Secondo gli investigatori, il rapporto fra i due sarebbe stato occasionale e non riconducibile a una relazione sentimentale stabile.

La scoperta nell’appartamento e il tentativo di chiedere aiuto

Secondo quanto riferito agli agenti, la madre avrebbe sorpreso il settantacinquenne con una delle figlie minori in una situazione che ha fatto scattare immediatamente la sua reazione.

L’uomo, una volta scoperto, avrebbe tentato di impedire alla donna di allontanarsi dall’abitazione. Le sue grida, però, sono state ascoltate dai vicini e la segnalazione al 112 ha permesso l’arrivo delle pattuglie.

Durante quei momenti la bambina avrebbe inoltre raccontato alla madre che quanto appena scoperto si sarebbe già verificato in precedenza. È uno degli aspetti più importanti che gli investigatori dovranno verificare nel prosieguo dell’inchiesta.

La delicatezza del caso impone particolare cautela anche nella diffusione delle informazioni, per evitare qualsiasi elemento che possa rendere identificabile la minore coinvolta.

La minore affidata ai sanitari, il 75enne portato al Commissariato Marino

La bambina è stata presa in carico dal personale sanitario e accompagnata in ospedale per gli accertamenti necessari.

Il settantacinquenne è stato invece condotto negli uffici del Commissariato di P.S. Marino, dove la Polizia ha svolto ulteriori verifiche sulla sua posizione e sugli elementi raccolti nell’abitazione.

Dagli accertamenti sarebbe emerso anche che l’uomo si trovava irregolarmente sul territorio nazionale ed era già destinatario di un decreto di espulsione.

Al termine delle attività di Polizia giudiziaria è stato sottoposto a fermo con l’accusa, allo stato delle indagini, di atti sessuali con minorenne e trasferito nel carcere di Rebibbia.

Il Gip convalida il fermo e dispone il carcere

La Procura ha chiesto la convalida del provvedimento e l’applicazione di una misura cautelare. Il Giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta e disposto la permanenza dell’indagato in carcere.

La vicenda resta ora affidata agli approfondimenti degli investigatori e dell’autorità giudiziaria, chiamati a verificare la dinamica dei fatti e l’ipotesi che gli episodi possano essersi ripetuti durante il periodo di convivenza.

Le accuse descritte appartengono alla fase delle indagini preliminari e non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità. Per l’indagato resta valido il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

 
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Cronaca

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