Roma, stretta dei Carabinieri su San Pietro: sei arresti, 360 identificati e un sacerdote denunciato

I Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro hanno concentrato nel quartiere e nelle zone vicine un servizio ad ampio raggio, con pattuglie a piedi e automontate
Di Lina Gelsi
Controlli dei Carabinieri
Controlli dei Carabinieri

Sei arresti, una denuncia, oltre 360 persone identificate e 70 veicoli controllati: San Pietro e le strade attorno al Vaticano sono state attraversate da un’intensa attività dei Carabinieri contro reati predatori, spaccio, abusivismo e violazioni legate al patrimonio storico. Nel bilancio entra anche un sacerdote statunitense denunciato dopo essere stato sorpreso alle Case Romane del Celio con un frammento lapideo storico appena sottratto da una struttura protetta.

Raffica di controlli a San Pietro: il quartiere presidiato nelle ore di maggiore afflusso

L’area di San Pietro è uno dei punti più sensibili di Roma. Il passaggio continuo di turisti, pellegrini, residenti, lavoratori e gruppi organizzati crea le condizioni ideali per furti rapidi, truffe di strada, vendita abusiva, spaccio in movimento e attività improvvisate rivolte ai visitatori. Per questo i Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro hanno concentrato nel quartiere e nelle zone vicine un servizio ad ampio raggio, con pattuglie a piedi e automontate.

Il risultato è arrivato da una sequenza di interventi diversi, non da un unico episodio. I militari hanno agito in strada, nei negozi, vicino ai luoghi di culto, nell’area monumentale del Vaticano e in un sito archeologico. Il numero delle persone identificate, oltre 360, restituisce la dimensione del controllo. I 70 veicoli verificati mostrano una cornice più ampia, nella quale la sicurezza urbana passa anche dalla capacità di leggere movimenti, presenze e situazioni sospette.

Cocaina pronta alla vendita in via Giuseppe Moratta

Il primo arresto è avvenuto in via Giuseppe Moratta. Un cittadino romeno di 37 anni è stato fermato dai Carabinieri dopo aver attirato l’attenzione dei militari per il suo atteggiamento. Il controllo personale ha portato alla scoperta di 22,6 grammi di cocaina già confezionata in dosi.

Non si trattava quindi di sostanza custodita in modo generico, ma di droga pronta per essere ceduta. Nelle tasche dell’uomo sono stati trovati anche 725 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita. La presenza di dosi preparate e denaro conferma il profilo di uno spaccio rapido, capace di sfruttare zone di passaggio e spostamenti frequenti per ridurre il rischio di intercettazione.

Da Prospero Santa Croce a Rebibbia: fermato un 65enne condannato

In zona Prospero Santa Croce i Carabinieri hanno identificato un romano di 65 anni. Dal controllo nelle banche dati è emerso un ordine di carcerazione definitivo per violenza sessuale, reato commesso nel 2020. L’uomo è stato accompagnato in caserma, dove gli è stato notificato l’atto, poi trasferito nel carcere di Rebibbia.

È uno dei passaggi più rilevanti dell’intera attività. Le verifiche sul territorio non servono solo a reprimere reati appena commessi, ma anche a dare esecuzione a provvedimenti già definitivi. In una città grande e complessa come Roma, l’identificazione resta uno strumento essenziale per far emergere posizioni pendenti che altrimenti possono rimanere sommerse.

Profumeria di Valle Aurelia, cosmetici per 658 euro nella borsa schermata

Il fronte dei furti ha portato i militari anche in una profumeria di via di Valle Aurelia. Due donne georgiane senza fissa dimora avrebbero tentato di sottrarre cosmetici di marca per 658 euro. Per aggirare i dispositivi antitaccheggio avevano una borsa modificata con una schermatura artigianale, costruita per superare le barriere elettroniche senza attivare l’allarme.

Il valore della merce e la tecnica utilizzata fanno pensare a un’azione preparata. I cosmetici di marca sono articoli facili da occultare e rivendere, motivo per cui finiscono spesso nel mirino di piccoli gruppi organizzati. In questo caso, l’intervento dei Carabinieri ha impedito che il furto venisse portato a termine.

Furto in chiesa a Gregorio VII: anziana di 87 anni presa di mira

Un altro arresto è maturato in via Gregorio VII, all’interno della chiesa omonima. Un cittadino peruviano di 40 anni, con il sostegno di due complici, avrebbe preso di mira una donna di 87 anni durante un momento di raccoglimento. La borsa dell’anziana è stata sottratta con destrezza, mentre gli altri due uomini sono riusciti ad allontanarsi nella confusione dei presenti.

Il 40enne è stato bloccato dai Carabinieri prima di lasciare la chiesa. Il dettaglio più grave è la scelta della vittima e del luogo: una persona anziana, in un ambiente nel quale ci si aspetta rispetto e attenzione, colpita in un momento di fragilità. Gli altri due complici sono tuttora ricercati.

Case Romane del Celio, sacerdote denunciato per furto di beni culturali

La vicenda più particolare arriva dalle Case Romane del Celio, in via San Paolo della Croce. Qui i Carabinieri hanno sorpreso un sacerdote statunitense di 37 anni mentre tentava di staccare e portare via un frammento lapideo storico dalle strutture protette del sito archeologico.

Il sacerdote è stato fermato e denunciato a piede libero per furto aggravato di beni culturali. A Roma la tutela del patrimonio non riguarda soltanto grandi opere, statue celebri o monumenti conosciuti in tutto il mondo. Anche una pietra, un frammento, un elemento architettonico inserito in un sedime archeologico ha un valore preciso, perché appartiene a un contesto e ne conserva una parte della storia materiale. La sua rimozione non è un gesto marginale: è una sottrazione al bene pubblico.

Venditori abusivi e promoter non autorizzati: Daspo urbano nell’area vaticana

La stretta ha colpito anche l’abusivismo commerciale. In piazza San Pietro due cittadini senegalesi sono stati sanzionati e allontanati con ordine di Daspo urbano mentre vendevano braccialetti ai turisti. In via Ottaviano, invece, un giovane del Bangladesh è stato sorpreso a svolgere abusivamente attività di promoter turistico ed è stato raggiunto dallo stesso tipo di provvedimento.

L’area vaticana vive ogni giorno una pressione enorme. La presenza di visitatori da tutto il mondo attira anche attività non autorizzate che occupano spazio pubblico, generano insistenza sui passanti e alimentano forme irregolari di intermediazione turistica. Il controllo di questi fenomeni serve a proteggere chi visita Roma, ma anche chi nel quartiere vive e lavora.

Gli arresti sono stati convalidati o sono in fase di valutazione da parte dell’Autorità Giudiziaria. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Nei prossimi giorni i controlli nell’area di San Pietro proseguiranno, con l’obiettivo di mantenere un presidio stabile su una delle zone più delicate e frequentate della Capitale.

 
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