A Roma potrebbe arrivare una rottamazione per chi ha debiti con il Comune su multe, Tari, Imu, Tasi, canoni e altre entrate locali. Il Regolamento sulla definizione agevolata dovrebbe arrivare in Assemblea capitolina il 4 giugno e, in caso di via libera, permetterà di pagare la somma principale dovuta cancellando sanzioni accessorie e interessi di mora. Una misura destinata a incidere su migliaia di posizioni, dai cittadini con vecchie multe alle attività con pendenze su tributi e occupazioni di suolo.
Sconto su multe e tasse comunali: quali debiti rientrano nella rottamazione
La misura riguarda una lista precisa di pendenze. Nel pacchetto entrano l’Imu per gli avvisi notificati fino al 31 dicembre 2024, la Tasi con la stessa data limite, la Tari per accertamenti su omessa o infedele dichiarazione fino alla fine del 2024 e la Tari ordinaria non pagata per gli anni 2023 e 2024.
Non solo tributi sulla casa e sui rifiuti. Il Regolamento comprende anche il contributo di soggiorno per controlli su dichiarazioni omesse o infedeli fino al 31 dicembre 2024, le multe per violazioni del Codice della strada notificate nel 2023, 2024 e 2025, le sanzioni amministrative non tributarie diverse dal Codice della strada notificate fino al 31 dicembre 2025 e il canone unico patrimoniale per occupazioni di spazi e aree pubbliche fino al 2024, inclusi i dehors, purché non si tratti di impianti abusivi.
Per i romani, la parola chiave è una: verificare. Non tutti i debiti saranno automaticamente sanabili e non tutte le situazioni avranno la stessa strada. La definizione agevolata serve a chiudere pendenze precise, con regole e limiti temporali già indicati nella bozza.
Rate fino a 12 mesi: come cambiano i pagamenti per i debitori
Il piano di pagamento sarà proporzionato alla cifra dovuta. Fino a mille euro si pagherà in un’unica soluzione. Da mille a 10mila euro saranno possibili fino a tre rate mensili. Da 10mila a 30mila euro il debitore potrà arrivare fino a sei rate mensili. Per importi superiori a 30mila euro il piano potrà estendersi fino a 12 rate mensili.
La formula punta a evitare che una somma troppo alta blocchi l’adesione. Per chi ha accumulato debiti nel tempo, la cancellazione di interessi e sanzioni accessorie può ridurre il peso finale e rendere più realistico il pagamento. Per il Comune, invece, l’obiettivo è recuperare denaro che, senza una procedura semplificata, rischierebbe di restare fermo a lungo.
Il dettaglio da non sottovalutare riguarda le scadenze. Una volta approvato il Regolamento, i contribuenti dovranno seguire tempi e modalità stabiliti dall’amministrazione. Chi aderisce dovrà poi rispettare il piano, perché la definizione agevolata funziona solo se il pagamento viene portato avanti secondo le regole.
Piattaforma online e sportelli nei Municipi: la rottamazione diventa digitale
Per rendere più semplice l’accesso alla misura, Roma Capitale prevede di mettere online l’elenco delle pendenze che possono essere chiuse con la definizione agevolata. Entro l’estate dovrebbe arrivare anche una piattaforma interattiva per gestire in digitale il rapporto con i contribuenti.
La novità non sarà soltanto online. È prevista anche l’apertura di uno sportello fisico in ogni Municipio, un passaggio importante per chi ha bisogno di assistenza diretta, per chi deve chiarire la propria posizione o per chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali.
In una città grande e complessa come Roma, questa parte organizzativa farà la differenza. Una misura di rottamazione può funzionare soltanto se il cittadino riesce a capire rapidamente se rientra nella procedura, quanto deve pagare, dove deve presentare la domanda e quali documenti servono.
Riscossione più veloce: il Comune punta a chiudere le pratiche in meno anni
Accanto alla definizione agevolata, il Regolamento apre un altro capitolo: la riscossione coattiva passerebbe all’amministrazione comunale. Finora la gestione è stata affidata all’Agenzia delle Entrate, con tempi che possono arrivare a cinque-sette anni. Con il nuovo assetto, il Comune punta a ridurre la durata delle procedure a due-tre anni.
Questo significa che il Campidoglio vuole tenere più vicino il controllo sulle entrate, rendendo più rapido il percorso che va dall’accertamento al recupero. In questo schema avrà un ruolo il potenziamento di Aequa Roma, la società che già lavora su attività collegate ai tributi e ai controlli.
Per i cittadini il messaggio è duplice: da una parte si apre una finestra per chiudere alcune pendenze in modo più leggero; dall’altra, in futuro, il Comune vuole rendere più rapida la riscossione verso chi non paga. La rottamazione, quindi, non è solo uno sconto. È anche un cambio di passo nella gestione dei debiti locali.
Le critiche: chi ha pagato regolarmente non avrà alcun beneficio
Il testo è stato inviato ai Municipi in attesa del voto dell’Assemblea capitolina. Nel I Municipio è arrivato un parere favorevole, accompagnato da osservazioni molto nette. La principale riguarda il rischio di una percezione di ingiustizia: chi ha pagato multe e tributi nei tempi previsti non riceverà alcun vantaggio, mentre chi ha lasciato aperte le pendenze potrebbe beneficiare della cancellazione di sanzioni e interessi.
Per questo è stata chiesta una correzione della misura, limitandola ai crediti più vecchi o difficili da recuperare e prevedendo una riduzione parziale degli interessi, non la loro eliminazione totale. Altra richiesta riguarda l’esclusione tassativa delle occupazioni di suolo pubblico e del contributo di soggiorno dovuto dalle strutture extralberghiere.
Sono rilievi destinati a pesare nel dibattito politico. La rottamazione può aiutare il Comune a incassare, ma deve anche evitare di trasmettere l’idea che pagare in ritardo convenga. È qui che si gioca la parte più sensibile del provvedimento.
Cosa può succedere dopo il voto del 4 giugno
Il 4 giugno sarà la data da seguire. Se l’Aula approverà il Regolamento, partirà il percorso operativo per rendere disponibili strumenti, elenco delle pendenze, sportelli e piattaforma digitale. Da quel momento, cittadini e imprese dovranno controllare la propria situazione e capire se possono aderire alla definizione agevolata.
Per Roma si tratta di una misura con effetti concreti sulla vita quotidiana: multe stradali, Tari non pagata, avvisi Imu, canoni per occupazioni, contributi legati al turismo. Sono voci che riguardano famiglie, automobilisti, esercenti, operatori ricettivi e attività economiche.