Roma, primo ascensore sul Tevere: parte la rivoluzione delle sponde

A Roma lavori per il primo ascensore sul Tevere: il progetto Teverever da 10 milioni riqualifica la riva sinistra con nuovi accessi e servizi
Di Simone Fabi
Roma, Tevere e Lungotevere
Roma, Tevere e Lungotevere

A Roma è in costruzione il primo ascensore destinato a collegare direttamente la città con le sponde del Tevere. Sorgerà davanti al complesso di San Michele, sede della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, e rappresenta uno degli interventi più riconoscibili di Teverever, il progetto finanziato con 10 milioni di euro di fondi Pnrr nell’ambito di Caput Mundi. L’obiettivo è rendere nuovamente accessibile e frequentabile un lungo settore della riva sinistra, recuperando percorsi, muraglioni, testimonianze archeologiche e punti di affaccio che per decenni sono rimasti ai margini della vita quotidiana della Capitale.

Primo ascensore sul Tevere, il fiume diventa più accessibile

L’ascensore costituisce una novità assoluta per il Tevere romano perché interviene su uno dei problemi che hanno condizionato maggiormente il rapporto dei cittadini con il fiume: la difficoltà di raggiungere le banchine partendo dal livello stradale. I muraglioni realizzati dopo la grande piena del 1870 hanno protetto Roma dalle esondazioni, modificando però profondamente il legame fisico della città con l’acqua.

Teverever prova ora a ricucire questa distanza attraverso un sistema di discese, rampe, scale, percorsi pedonali e ciclabili e soluzioni dedicate all’accessibilità. L’ascensore davanti a San Michele diventerà quindi una delle porte di ingresso alla nuova passeggiata fluviale, consentendo una discesa molto più semplice anche a chi ha difficoltà motorie.

I lavori sono già entrati nella fase operativa. Sui muraglioni in travertino sono state eliminate patine biologiche, vegetazione infestante e graffiti, mentre le banchine sono state liberate dalla crescita spontanea che in diversi punti aveva coperto strutture e percorsi.

Teverever, 10 milioni per recuperare la riva sinistra di Roma

Il progetto interessa uno dei settori più ricchi di storia del corso urbano del Tevere e punta a valorizzare la riva sinistra nell’area compresa dal quadrante di Ponte dell’Industria fino all’Isola Tiberina, con connessioni verso gli altri interventi avviati lungo il fiume.

Il valore dell’operazione non riguarda soltanto la sistemazione degli spazi. In questo tratto Roma conserva testimonianze capaci di raccontare il ruolo economico del Tevere nell’antichità, quando il fiume rappresentava una delle principali vie attraverso le quali merci e persone raggiungevano la città.

Testaccio ne costituisce uno degli esempi più importanti. Nell’area dell’antico porto fluviale si trovano i resti dell’Emporium romano, realizzato nel II secolo avanti Cristo, con banchine, strutture per l’ormeggio e magazzini destinati alle merci. Attraverso il porto arrivavano prodotti provenienti da territori lontanissimi dell’Impero e dalle grandi rotte commerciali dell’epoca.

La nuova sistemazione punta a inserire queste testimonianze in un percorso comprensibile e facilmente raggiungibile, collegando il fiume con alcuni grandi poli culturali della Capitale, dall’Aventino al Campidoglio fino al Palatino.

Una piattaforma galleggiante per imbarcazioni, servizi e ristoro

Un altro elemento destinato a modificare l’utilizzo delle sponde sarà la piattaforma galleggiante prevista lungo il percorso. La struttura dovrà consentire l’attracco delle imbarcazioni e ospitare servizi destinati ai frequentatori dell’area, compresi spazi per il ristoro.

L’idea è riportare attività e permanenza sulle banchine, evitando che il recupero si limiti alla realizzazione di un semplice percorso di passaggio. Panchine, servizi, chioschi e punti di sosta possono rendere il Tevere uno spazio utilizzabile per una parte più ampia della giornata e favorire anche nuovi collegamenti via acqua.

Nel disegno complessivo compare infatti la possibilità di attraversare il fiume con imbarcazioni dedicate al trasporto dei passeggeri, sviluppando un modello che potrebbe affiancare passeggiate, piste ciclabili e collegamenti terrestri.

Rinasce Calata Fasolo, la scalinata monumentale coperta da graffiti e vegetazione

Particolare attenzione viene riservata a Calata Fasolo, la scalinata monumentale che prende il nome dall’architetto che la realizzò. Vegetazione e graffiti ne avevano progressivamente ridotto la visibilità fino a farne perdere la percezione a molti romani.

La scalinata è stata ripulita e riqualificata e il progetto prevede anche una nuova illuminazione. Diventerà un ulteriore ingresso panoramico alla passeggiata lungo il fiume, affiancando il nuovo ascensore e gli altri sistemi di accesso.

Il recupero assume un significato particolare perché permette di riportare alla luce elementi architettonici già presenti anziché costruire un percorso completamente nuovo. La riva viene così riletta attraverso strutture, discese e testimonianze che appartengono alla storia urbana di Roma.

Dal nuovo ascensore a Tiberis, una rete di spazi lungo il fiume

Teverever è destinato inoltre a dialogare con Tiberis, l’area sul Tevere trasformata in parco fluviale con arenile, prati, docce e servizi. Il collegamento dei diversi interventi può creare progressivamente una rete più ampia di luoghi accessibili lungo il corso meridionale del fiume.

Per Roma significa provare a recuperare una parte della città rimasta a lungo separata dai percorsi abituali di residenti e visitatori. La presenza dell’ascensore davanti a San Michele rende questa trasformazione immediatamente visibile: non soltanto restauro dei muraglioni e manutenzione delle banchine, ma un nuovo sistema di accessi pensato per portare le persone fino all’acqua.

Quando gli interventi saranno completati, uno dei risultati più evidenti sarà proprio questo: scendere sul Tevere potrà diventare un gesto molto più semplice, inserito nei percorsi culturali, archeologici e turistici della Capitale. Ed è probabilmente dalla possibilità concreta di raggiungere il fiume che può cominciare un rapporto diverso fra Roma e la sua principale via d’acqua.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista