Roma punta a realizzare entro il 2027 diecimila nuovi stalli in quindici parcheggi di interscambio, collocati soprattutto vicino alle stazioni della metropolitana e ai principali nodi del trasporto pubblico. Il progetto ridisegna un piano rimasto sospeso per circa trent’anni e concentra gli investimenti sulle strutture capaci di ridurre l’ingresso delle automobili nelle zone più congestionate della Capitale.
Il nuovo Piano parcheggi di Roma cancella 138 vecchi interventi
La revisione parte dal vecchio Piano urbano dei parcheggi, conosciuto come Pup, che conteneva 160 interventi. Molte proposte erano rimaste ferme per decenni, prive delle condizioni necessarie per essere realizzate oppure superate dai cambiamenti avvenuti nella città, nel sistema dei trasporti e nelle esigenze dei quartieri.
Dopo l’esame svolto in Aula, l’elenco è stato ridotto a 22 progetti da aggiornare e valutare sulla base di criteri più attuali. Sono stati stralciati 138 interventi: 41 sono stati classificati come improcedibili, mentre altri 97 erano già all’esame degli uffici per la cancellazione definitiva.
Il nuovo assetto punta su sostenibilità, utilità pubblica e collegamento con le reti della mobilità. L’obiettivo è evitare la costruzione di strutture isolate, difficili da raggiungere oppure poco funzionali agli spostamenti quotidiani. Ogni parcheggio dovrà inserirsi in un sistema che consenta di lasciare l’automobile e proseguire utilizzando metro, autobus e mezzi destinati all’ultimo tratto del percorso.
Diecimila stalli nei nodi di scambio per alleggerire il traffico
Roma dispone attualmente di 34 parcheggi di interscambio, per una capacità complessiva vicina ai 15 mila posti auto. Il piano previsto per il 2027 aggiungerebbe altri diecimila stalli, con un incremento rilevante rispetto alla disponibilità attuale.
I quindici interventi dovranno essere localizzati soprattutto nelle aree servite dalle linee metropolitane e dalle principali direttrici del trasporto pubblico. La funzione è intercettare i veicoli prima che raggiungano il centro e i quartieri maggiormente esposti alla congestione, offrendo agli automobilisti un’alternativa pratica per completare il viaggio.
L’efficacia del progetto dipenderà anche dalla frequenza dei mezzi pubblici, dalla sicurezza delle strutture, dagli orari di apertura e dalla semplicità dei collegamenti pedonali con le stazioni. Un parcheggio di scambio distante dai binari o poco illuminato rischia infatti di essere utilizzato solo in parte. Per questo i nuovi progetti dovranno integrare accessibilità, manutenzione, segnaletica e servizi destinati agli utenti.
Anagnina, Villa Bonelli e Partigiani nei prossimi interventi
Il programma comprende il potenziamento del parcheggio di Anagnina, dove sono previsti 772 stalli, e quello di Villa Bonelli, destinato a offrire 331 posti. È inoltre inserita la riapertura della struttura di piazzale dei Partigiani, con una capacità di 450 automobili.
Anagnina rappresenta uno degli snodi più rilevanti per chi raggiunge Roma dai Castelli Romani e dai centri della zona sud-est. L’aumento dei posti potrebbe ridurre il numero di veicoli diretti verso le aree interne della città, a condizione che l’accesso alla metro A e alle linee degli autobus sia rapido e ben organizzato.
Villa Bonelli svolge una funzione importante per la mobilità del quadrante sud-occidentale, grazie al collegamento ferroviario e alla vicinanza con quartieri densamente abitati. Il recupero del parcheggio Partigiani interessa invece l’area della stazione Ostiense, nodo utilizzato ogni giorno da pendolari, studenti e lavoratori diretti verso il centro o verso il litorale.
Le strutture già aperte e il parcheggio di via El Alamein ancora chiuso
Il rinnovamento della rete è già iniziato con diverse aperture. A piazza Annibaliano sono disponibili 300 posti auto, mentre il parcheggio di Conca d’Oro ne offre 220. Entrambe le strutture servono aree collegate alla linea B1 della metropolitana e possono intercettare una parte degli spostamenti provenienti dai quartieri settentrionali.
Nei pressi della stazione Laurentina è stato riaperto il settore B del parcheggio di via Domenico de Suppè, con 225 stalli. A piazzale dei Partigiani è entrata in funzione anche una struttura sostitutiva, utilizzata durante gli interventi che interessano il parcheggio principale.
Resta invece chiuso per manutenzione straordinaria il parcheggio di via El Alamein, dotato di 138 posti. La sua riapertura è attesa dagli utenti della zona e rientra nel più ampio tema della gestione delle strutture esistenti: aumentare il numero degli stalli richiede infatti anche interventi regolari sugli impianti già costruiti, affinché rimangano accessibili, sicuri e pienamente utilizzabili.
Il piano da diecimila nuovi posti può modificare le abitudini di migliaia di persone, soprattutto nelle periferie e nei territori collegati alla Capitale. La riuscita dipenderà dai tempi dei cantieri e dalla capacità di coordinare parcheggi, metropolitane, autobus e ferrovie. Il 2027 diventa così la scadenza indicata per trasformare un programma rimasto fermo per trent’anni in una rete concreta al servizio degli spostamenti quotidiani.