Roma. Ponte Nomentano, torna la passerella tra le torri: duemila anni di storia sull’Aniene

Di Fabio Vergovich
Ponte Nomentano, affaccio sull'Aniene
Ponte Nomentano, affaccio sull'Aniene (foto Ufficio Stampa Campidoglio)

Un collegamento di appena dieci metri che attraversa, però, quasi duemila anni di storia romana. A Ponte Nomentano sono terminati i lavori per il ripristino della passerella pedonale in legno che unisce le due strutture in muratura nella parte superiore del monumento, uno degli elementi più caratteristici dell’antico attraversamento dell’Aniene lungo la via Nomentana.

L’intervento è stato realizzato dal Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici di Roma Capitale con un investimento di 40 mila euro. La vecchia struttura lignea presentava un forte stato di deterioramento e, trattandosi di un bene sottoposto a tutela, la sostituzione è stata progettata mantenendo inalterate la geometria della passerella e le dimensioni degli elementi strutturali.

La nuova passerella misura circa dieci metri di lunghezza e ha una larghezza utile di 1,20 metri. Impalcato ed elementi portanti sono stati realizzati nuovamente in legno, riprendendo le caratteristiche della struttura precedente. Sono stati però inseriti alcuni accorgimenti tecnici sulle pendenze e sul deflusso delle acque meteoriche, con l’obiettivo di ridurre il ristagno dell’acqua e proteggere maggiormente il legno dall’umidità e dal deterioramento.

Segnalini: “Conservato il carattere storico del ponte”

«Ponte Nomentano è uno dei manufatti storici più importanti e riconoscibili lungo l’Aniene e anche un intervento apparentemente piccolo, come quello sulla passerella, richiede particolare attenzione», ha spiegato l’assessora capitolina ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini.

L’intervento, ha aggiunto, ha consentito di sostituire una struttura ormai fortemente deteriorata senza modificarne l’aspetto, conservando un elemento che appartiene alla storia stessa del ponte e intervenendo contemporaneamente sulle cause che ne avevano accelerato il degrado.

Il risultato restituisce piena continuità a un elemento architettonico particolarmente riconoscibile del Ponte Nomentano e offre l’occasione per guardare nuovamente a un monumento che racconta, attraverso le sue pietre, trasformazioni, guerre, restauri e cambiamenti della città.

Ponte Nomentano, le origini prima dell’Impero

La storia comincia molto prima delle torri medievali che oggi ne definiscono la sagoma. Il ponte venne costruito nel punto in cui l’antica via Nomentana attraversava l’Aniene, ai piedi del Monte Sacro. Gli studi archeologici collocano la struttura originaria tra la fine del II e l’inizio del I secolo avanti Cristo, dunque nella fase finale dell’età repubblicana.

La ricostruzione proposta dagli archeologi indica un ponte originariamente più articolato rispetto a quello visibile oggi: due grandi archi centrali con una luce di circa 15 metri, separati da un pilone centrale, e probabilmente altri archi minori ai lati destinati anche a facilitare il deflusso dell’Aniene durante le piene. Della struttura romana resta soprattutto il grande arco con fronti in conci di travertino e sottarco in pietra gabina, mentre secoli di distruzioni e restauri hanno profondamente modificato il resto del manufatto.

La posizione aveva un’importanza evidente. La via Nomentana collegava Roma con il territorio a nord-est della città e il ponte rappresentava quindi uno dei passaggi indispensabili per uomini, merci, eserciti e bestiame.

La distruzione durante la guerra greco-gotica

Una delle trasformazioni più importanti arrivò nel VI secolo. Durante la guerra greco-gotica, combattuta tra Ostrogoti e Bizantini per il controllo della penisola, il ponte venne gravemente danneggiato. Le fonti attribuiscono la distruzione alle operazioni condotte dagli Ostrogoti di Totila; dopo la riconquista bizantina l’attraversamento venne ricostruito, con interventi datati intorno alla metà del VI secolo.

Altri lavori interessarono il monumento nei secoli successivi. All’VIII secolo vengono attribuiti diversi archetti laterali realizzati utilizzando materiale di recupero, mentre alla stessa epoca viene tradizionalmente ricondotta una prima fortificazione del ponte. Roma Capitale collega probabilmente al pontificato di Adriano I, tra il 772 e il 795, la costruzione delle strutture difensive con le torri poste sopra il passaggio stradale.

Una tradizione molto antica lega inoltre Ponte Nomentano all’arrivo a Roma di Carlo Magno: sarebbe stato in questa zona che papa Leone III lo accolse nell’anno 800, poco prima dell’incoronazione imperiale avvenuta a San Pietro il giorno di Natale. L’episodio appartiene alla tradizione storica legata al monumento e viene ricordato anche nelle schede istituzionali dedicate al ponte.

Le torri medievali e l’intervento di Niccolò V

È soprattutto il Medioevo, però, ad aver consegnato al Ponte Nomentano il profilo che ancora oggi lo rende immediatamente riconoscibile. Le strutture fortificate sopra l’arcata trasformarono progressivamente il semplice attraversamento in un vero presidio sulla strada che conduceva verso Roma.

Nel Quattrocento il ponte fu interessato da nuovi lavori. Un primo restauro viene ricordato nel 1423 durante il pontificato di Martino V, nell’ambito degli interventi destinati a rendere più efficienti le principali vie di comunicazione della città.

La trasformazione decisiva arrivò però con papa Niccolò V, tra il 1447 e il 1455. A quell’intervento viene attribuita la grande struttura merlata dall’aspetto di piccolo castello che ancora domina l’arcata. Sulla fronte rivolta verso la città rimangono testimonianze dell’intervento pontificio, mentre le torri avevano una funzione concreta di controllo e difesa degli accessi.

Il ponte non serviva soltanto a transitare. Nel 1474 Sisto IV impose il pagamento di un pedaggio sui ponti dell’Aniene e dal 1532 Ponte Nomentano assunse anche funzioni doganali. Attraversarlo significava quindi entrare in un sistema di controllo delle merci e del bestiame diretto verso la città.

Il 1849 e i combattimenti per la Repubblica Romana

La posizione strategica tornò drammaticamente evidente nel XIX secolo. Nel 1849, durante i combattimenti legati alla Repubblica Romana, le truppe francesi danneggiarono il Ponte Nomentano per ostacolare i movimenti militari nell’area. Una parte dell’attraversamento venne interrotta per diversi metri e successivamente ricostruita.

Anche questo episodio è rimasto impresso nella struttura attuale, composta da parti appartenenti a periodi diversissimi: murature romane, ricostruzioni tardoantiche, interventi medievali, restauri rinascimentali e sistemazioni moderne convivono nello stesso monumento.

Dal ponte necessario alla città moderna al percorso pedonale

Per secoli Ponte Nomentano continuò a essere una via di comunicazione essenziale verso Roma. La crescita urbana del Novecento modificò però radicalmente il quartiere e la sua funzione. Con lo sviluppo di Monte Sacro e della Città Giardino furono costruite nuove infrastrutture capaci di sostenere un traffico ormai incompatibile con un manufatto di origine romana.

Ponte Tazio assunse progressivamente il ruolo di principale collegamento viario del quadrante, mentre Ponte Nomentano poté essere sottratto alla pressione crescente della circolazione automobilistica e recuperato soprattutto come monumento storico e percorso pedonale.

Oggi, circondato dal verde lungo l’Aniene e inserito nel tessuto urbano di Monte Sacro, conserva ancora il grande arco romano e la scenografica struttura fortificata che ne testimonia la lunga vita medievale. È uno dei rari luoghi di Roma nei quali, osservando un unico manufatto, è possibile leggere quasi senza interruzioni oltre duemila anni di trasformazioni della città.

Il nuovo intervento sulla passerella non cambia il volto del monumento, ed è precisamente questo il suo significato: sostituire ciò che il tempo aveva deteriorato senza cancellarne forma e identità. Dieci metri di legno tornano così a collegare le torri di un ponte che ha continuato ad attraversare l’Aniene mentre intorno cambiavano imperi, papi, eserciti, quartieri e modi di vivere Roma.

 
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